Gaza, firmato l’accordo di pace a Sharm el-Sheikh – La diretta

Gaza, firmato l’accordo di pace a Sharm el-Sheikh – La diretta
Summit internazionale per la pace a Gaza, Sharm el-Sheikh, Egitto, 13 ottobre 2025 (Yoan Valat, Pool photo via AP)

Anche Meloni al summit in Egitto: “Pronti a far la nostra parte”. Hamas ha liberato i 20 ostaggi israeliani rimasti in vita

Dopo 737 giorni dal loro rapimento, tornano a casa gli ostaggi israeliani rapiti da Hamas dopo l’intesa sul piano del presidente Usa Donald Trump per il cessate il fuoco a Gaza. Nel pomeriggio c’è stata la cerimonia di firma dell’accordo a Sharm el-Sheikh e un vertice presieduto da Trump in Egitto sulle fasi successive. Segui tutto con noi in diretta.

Gaza, il rilascio degli ostaggi israeliani in diretta
Inizio diretta: 13/10/25 07:00
Fine diretta: 13/10/25 23:45
Reporter Saleh Aljafarawi ucciso da gruppo armato a Gaza

Il giornalista palestinese Saleh Aljafarawi è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco a Gaza City. Aveva 28 anni. Aljafarawi, diventato famoso per i suoi video che documentavano la guerra di Israele nella Striscia, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco da membri di un gruppo armato mentre documentava gli scontri nel quartiere Sabra della città di Gaza. Lo riporta Al Jazeera. 

Meloni: "Italia in Board per Gaza? Prematuro ma pronti a fare nostra parte"

“Questo ovviamente è prematuro e non ho obiettivi particolari. Se la presenza dell’Italia viene richiesta, siamo pronti a fare la nostra parte, ma a me interessa portare avanti delle soluzioni”. Così la premier Giorgia Meloni, nel punto stampa al termine del vertice per la pace a Sharm el Sheikh, risponde sull’ipotesi di un coinvolgimento dell’Italia nel ‘Board di pace’ per Gaza. 

Tajani: "Siamo pronti per ricostruzione Gaza"

A Gaza “sulla ricostruzione siamo pronti” e l’uso di casette prefabbricate potrebbe essere una via ma “siamo ancora veramente alla fase prodromica”. Lo ha detto a Cinque Minuti il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Per trasformare la tregua a Gaza in pace “ci vorrà tanta buona volontà e tanto lavoro e credo che ci vorrà qualche mese”, ha aggiunto Tajani.

Meloni: "Pace duratura si fonda sulla prospettiva dei due Stati"

“È un percorso molto lungo, noi oggi abbiamo una prima fase, ma è anche un’occasione che non si vedeva da tantissimi anni per arrivare a una pace seria, duratura e giusta in Medio Oriente, che per me si fonda sempre sulla prospettiva dei due Stati”. Così la premier Giorgia Meloni nel punto stampa al termine del vertice per la pace a Sharm el Sheikh. 

Meloni: "Oggi il più grande successo diplomatico di Trump"

“È un grande successo di Donald Trump, credo che Donald Trump abbia ragione nel dire che è il suo più grande successo diplomatico, anche se noi gli auguriamo di raggiungerne altri a partire dall’Ucraina. Ma penso che dobbiamo anche ringraziare i mediatori che hanno lavorato per questo risultato e tanti altri che hanno spinto e hanno dato una mano”. Così la premier Giorgia Meloni nel punto stampa al termine del vertice per la pace a Sharm el Sheikh.

Meloni: "Una giornata storica, fiera che l’Italia ci sia"
Trump Meloni

“Sicuramente è una giornata storica. E sono ovviamente fiera che l’Italia ci sia. Mi piace pensare che sia anche un ringraziamento al lavoro che abbiamo fatto in questi mesi, particolarmente sul piano umanitario per la popolazione di Gaza, ma anche sul piano politico. In un supporto costante e silenzioso a tutti gli sforzi che venivano fatti verso una cessazione delle ostilità”. Così la premier Giorgia Meloni nel punto stampa al termine del vertice per la pace a Sharm el Sheikh.

Meloni: "Italia pronta a implementare la presenza militare con ok dell'Onu"

“Sul piano della sicurezza, i nostri carabinieri già da anni a Gerico formano la polizia palestinese. Siamo impegnati anche nella missione Ue a Rafah. Siamo pronti a implementare questa presenza, fino ad arrivare alla partecipazione a una forza di stabilizzazione. Ciò richiede un passaggio parlamentare. E stavolta si potrebbe anche votare all’unanimità”. Così la premier Giorgia Meloni nel punto stampa al termine del vertice per la pace a Sharm el Sheikh.

Nella missione di interposizione sarebbero impiegati i soldati italiani? “Da parte mia c’è la volontà politica”, ha risposto. “Non è interposizione, è monitoraggio del cessate il fuoco. Ha bisogno di una risoluzione dell’Onu, quando viene approvata, se viene richiesta la presenza italiana, io mi presento al Parlamento e lo chiedo al Parlamento. Ma la mia posizione è questa”. 

Croce Rossa ha ricevuto altre due bare con i corpi degli ostaggi

La Croce Rossa ha ricevuto poco fa da Hamas due bare e ora le sta portando nello stesso luogo dove si trovano le altre due consegnate oggi da Hamas con i corpi degli ostaggi uccisi. Lo afferma l’esercito israeliano (Idf), come riporta il Times of Israel. Le Idf sono pronte a ispezionare le quattro bare, prima di drappeggiarle con le bandiere israeliane e tenere una breve cerimonia presieduta da un rabbino militare. I resti saranno poi prelevati per essere identificati e confermare che appartengano agli ostaggi uccisi.

L’esercito aveva dichiarato che “Hamas è tenuta a rispettare l’accordo e a compiere gli sforzi necessari per restituire tutti i corpi”, dopo che il gruppo palestinese aveva annunciato che oggi avrebbe restituito solo i corpi di quattro dei 28 ostaggi morti: Guy Illouz, Yossi Sharabi, Bipin Joshi e l’ufficiale delle IDF, il capitano Daniel Perez.

Trump: "Ok a Hamas come polizia a Gaza per un periodo di tempo"

Un giornalista ha chiesto al presidente Donald Trump quale fosse il suo messaggio ad Hamas in seguito alle notizie secondo cui il gruppo si sarebbe riarmato come forza di polizia palestinese durante l’accordo di cessate il fuoco. “Abbiamo dato loro l’approvazione per un periodo di tempo”, la risposta del presidente Usa, secondo quanto riporta Abc News. “Vogliono porre fine ai problemi, e lo hanno detto apertamente, e abbiamo dato loro l’approvazione per un periodo di tempo”, ha detto Trump riferendosi ad Hamas. “Vogliamo che sia sicuro. Penso che andrà tutto bene”, ha aggiunto.

Trump: "Abbiamo l'opportunità di lasciarci l'odio alle spalle"
Donald Trump (AP Photo/Evan Vucci)

“Oggi, per la prima volta a memoria d’uomo, abbiamo un’opportunità irripetibile di lasciarci alle spalle vecchie faide e odi acerrimi e di dichiarare che il nostro futuro non sarà governato dalle lotte delle generazioni passate”. Lo afferma Donald Trump nel discorso davanti ai leader internazionali raccolti a Sharm el Sheikh. “Quindi, continuiamo insieme nello spirito di cooperazione e buona volontà che ci ha finalmente condotto a questa svolta storica”, è l’appello del presidente Usa.

Trump: "Primi passi verso la pace sempre i più difficili"

“I primi passi verso la pace sono sempre i più difficili, e oggi li abbiamo compiuti insieme”. E’ un passaggio del discroso che Donald Trump sta per pronunciare a Sharm el Sheikh. “Tutto lo slancio ora è verso una Pace grande, gloriosa e duratura”, dirà il presidente usa nelle anticipazioni fornite dalla Casa Bianca. “Abbiamo dimostrato come si può fare: con nazioni responsabili che mettono da parte le loro differenze, cercano un terreno comune e perseguono un mondo migliore per tutti noi”, il messaggio del presidente Trump ai leader riuniti in Egitto. 

Trump: "Oggi celebriamo un nuovo inizio per l'intera regione"

“La svolta epocale che siamo qui a celebrare stasera è più della fine della guerra a Gaza: con l’aiuto di Dio, sarà un nuovo inizio per l’intero Medio Oriente. Da questo momento in poi, possiamo costruire una regione forte, stabile, prospera e unita nel rifiutare una volta per tutte la via del terrore”. E’ quanto a breve dirà Donald Trump ai leader riuniti a Sharm el Sheikh, secondo le anticipazioni della Casa Bianca. 

Trump: "Cambieremo la storia per sempre"

“Ciò che abbiamo realizzato insieme in questi ultimi giorni cambierà la storia e sarà ricordato per sempre”. E’ un altro passaggio del discorso che Donald Trump sta per pronunciare a Sharm el Sheikh, secondo le anticipazioni fornite dalla Casa Bianca.

Trump: "Insieme abbiamo raggiunto l'impossibile, abbiamo la pace"

“Questo è il giorno per cui le persone in questa regione e in tutto il mondo hanno lavorato, lottato, sperato e pregato. Con lo storico accordo che abbiamo appena firmato, le preghiere di milioni di persone sono state finalmente esaudite. Insieme, abbiamo raggiunto l’impossibile. Finalmente, abbiamo la Pace in Medio Oriente”. E’ un passaggio del discorso che Donald Trump sta per pronunciare a Sharm el Sheikh, secondo le anticipazioni fornite dalla Casa Bianca. 

Leader Usa, Egitto, Turchia e Qatar firmano accordi a Sharm

Si è conclusa con un lungo applauso la cerimonia della firma degli accordi per il cessate il fuoco a Gaza e per l’attuazione del piano di pace. A firmare, i leader dei quattro Paesi negoziatori: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il presidente dell’Egitto Abdel Fattah al-Sisi, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani. Davanti al tavolo della firma, la scritta ‘Peace 2025’. Dietro ai quattro capi di Stato, gli oltre trenta leader presenti al vertice. 

Trump: "Sta andando bene, la Regione è trasformata"

Le cose “stanno andando incredibilmente bene”. Lo ha detto Donald Trump in occasione della cerimonia a Sharm el Sheikh della firma ufficiale dell’accordo per Gaza. Il Medioriente, ha detto il presidente Usa, è una “regione trasformata”.

Foto di famiglia per i leader a Sharm, Meloni unica donna

Foto di famiglia degli oltre trenta capi di Stato e di governo presenti a Sharm el Sheikh per il ‘Summit for peace’. I leader posano con davanti la scritta ‘Peace 2025’ e dietro il logo del vertice. L’unica donna, all’estremo destro del palco dove è stata scattata la foto, è la premier Giorgia Meloni, accanto al premier greco Kyriakos Mitsotakis.

Trump: "Vorrei Al Sisi nel board per Gaza"

Donald Trump ha offerto al presidente egiziano Al Sisi di partecipare al board per la ricostruzione di Gaza. “Vorrei averlo nel board”, ha detto il presidente Usa. “E’ un uomo buono, siamo al suo fianco”, ha detto ancora Trump. 

Trump: "Fase due dell'accordo è già iniziata"

La fase due dell’accordo per Gaza è “iniziata”. Lo ha detto Donald Trump parlando a Sharm el Sheikh al fianco del presidente egiziano Al Sisi. 

Trump: "Se non avessimo bombardato l'Iran non ci sarebbe stato l'accordo"

Se gli Stati Uniti non avessero bombardato gli impianti nucleari irainani “non credo che avremmo avuto un accordo” per Gaza. Lo ha detto Donald Trump dopo il suo arrivo in Egitto. “Credo che l’Iran parteciperà” all’accordo, ha aggiunto il presidente Usa parlando al fianco del presidente egiziano Al Sisi. Nella saletta nella quale si trovano i due leader sono presenti anche Marco Rubio, Steve Witkoff e Jared Kushner. 

Meloni all'incontro con i leader sulla ricostruzione e stabilizzazione di Gaza

Secondo quanto si apprende, a margine della cerimonia di firma del Piano di Pace per il Medio Oriente, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato a un incontro al quale hanno preso parte, tra gli altri, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, il primo ministro britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, il primo ministro canadese Michael Carney, il re di Giordania Abdullah II e il ministro degli Esteri Saudita Faisal bin Farhan Al Saud.

L’incontro ha permesso uno scambio sui prossimi passi nella stabilizzazione e ricostruzione della Striscia di Gaza a partire dall’urgenza immediata di un rapido aumento dell’accesso umanitario per rispondere agli enormi bisogni della società civile. 

Pressioni da parte della Turchia per il dietrofront sulla partecipazione di Netanyahu a Sharm

L’arrivo di Netanyahu a Sharm el-Sheikh è stato annullato a causa della forte opposizione di diversi paesi, in particolare la Turchia. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha telefonato al presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi, mentre si preparava ad atterrare al Cairo per il vertice sulla pace a Gaza, per comunicargli che sarebbe tornato ad Ankara se il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avesse partecipato al vertice dei leader mondiali a Sharm el-Sheikh. Lo riporta Israel Hayom.

Il suo aereo è quindi rimasto in volo sopra l’aeroporto de Il Cairo e solo dopo l’annuncio dell’annullamento della partecipazione è atterrato. La Cnn riferisce che la Turchia ha anche informato gli Stati Uniti che Netanyahu non avrebbe dovuto partecipare al vertice in Egitto. L’emittente afferma che l’invito dell’Egitto a Netanyahu – apparentemente mediato dagli Stati Uniti – ha spinto la Turchia e altri paesi musulmani a minacciare il boicottaggio. Poco dopo gli avvertimenti di Ankara, l’ufficio di Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione in cui affermava che avrebbe fatto marcia indietro sulla sua partecipazione a causa della festività di Simhat Torah, che inizia questa sera.

Trump atterrato a Sharm el Sheikh per il vertice di pace

Il presidente statunitense Donald Trump è atterrato all’aeroporto di Sharm el Sheikh per partecipare al vertice di pace in programma all’International Convention Center. Nel programma provvisorio dell’evento diffuso in mattinata, il suo arrivo in Egitto era atteso alle 13.45 (ora locale) per un bilaterale con il presidente egiziano prima dell’inizio dei lavori. Il presidente arriva a Sharm el Sheikh con più di tre ore di ritardo, dopo gli impegni che lo hanno trattenuto in Israele. 

Meloni ad Al Sisi: "Impegno per la ricostruzione e la stabilità di Gaza"

A margine della cerimonia della firma del Piano di Pace per il Medio Oriente, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto un incontro bilaterale con il Presidente dell’Egitto, Abdel Fattah Al Sisi. È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Durante l’incontro, – prosegue la nota – i due leader hanno discusso i prossimi passi nella realizzazione del piano di pace e la presidente Meloni ha ribadito l’impegno dell’Italia a contribuire alla stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo della Striscia di Gaza e al rilancio di un processo politico verso un quadro di pace, sicurezza e stabilità in Medio Oriente basato sulla soluzione dei due Stati. La conversazione – conclude la nota – ha permesso anche di fare il punto sulle relazioni bilaterali e in particolare sulla realizzazione dei progetti del Piano Mattei nei settori della formazione, dell’energia e dell’agricoltura sostenibile. 

Meloni all'incontro con Al Thani, Erdogan, Macron e altri leader

A quanto si apprende, la premier Giorgia Meloni sta partecipando a un incontro con vari leader tra cui il presidente dell’Egitto Abdel Fattah Al Sisi, l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer. 

Hamas: "Oggi restituiremo i corpi di quattro ostaggi"

Hamas ha confermato che rilascerà oggi i corpi di quattro dei 28 ostaggi israeliani deceduti. Non è ancora chiaro quando gli altri corpi saranno restituiti a Israele. I loro nomi sono Guy Illouz, Yossi Sharabi, Bipin Joshi e Daniel Perez.

Al Sisi a Meloni: "Condividere gli sforzi per la Palestina indipendente"

Bilaterale tra il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi e la premier Giorgia Meloni a margine del vertice di Sharm el-Sheikh per la pace. L’incontro si è svolto alla presenza del ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e del capo dei servizi segreti egiziani Hassan Rashad. A comunicarlo è la presidenza egiziana. Durante l’incontro, secondo quanto si legge in una nota della presidenza egiziana, “il presidente Al Sisi ha elogiato lo sviluppo delle relazioni tra Egitto e Italia, sottolineando l’importanza di continuare a rafforzare i rapporti bilaterali in vari settori. Tra questi quello politico, commerciale ed economico”. Nel bilaterale sono stati affrontati inoltre diversi dossier regionali.

“La presidente Meloni – secondo quanto riporta la nota – ha espresso il suo apprezzamento per il ruolo centrale svolto dall’Egitto nel facilitare il raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, sottolineando il pieno sostegno dell’Italia a tutti gli sforzi volti a raggiungere la stabilità nella regione”.

Al Sisi ha quindi sottolineato “l’importanza dell’accordo di cessate il fuoco, che corona i due anni di intensi sforzi compiuti dall’Egitto, in collaborazione con il Qatar e gli Stati Uniti d’America, per porre fine alla catastrofe umanitaria che sta attraversando la Striscia di Gaza e per fornire l’orizzonte politico che conduce alla creazione di uno stato palestinese indipendente”.

Trump non visiterà gli ostaggi in ospedale, riparte subito per l'Egitto

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dopo il suo discorso alla Knesset, non visiterà lo Sheba Medical Center di Ramat Gan per incontrare gli ostaggi liberati, come precedentemente pianificato, a causa di limiti di tempo. Lo ha riferito una fonte israeliana a Times of Israel. Trump si recherà subito in Egitto per il vertice internazionale sul futuro di Gaza. Il programma odierno del presidente Usa è fortemente in ritardo rispetto ai piani iniziali, che prevedevano una partenza da Israele alle 12 ora italiana. 

Guterres: "Tutti rispettino gli impegni presi per la tregua"

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, si è dichiarato “profondamente sollevato” dal fatto che gli ostaggi israeliani a Gaza abbiano riconquistato la libertà e possano riunirsi alle loro famiglie dopo le “immense sofferenze” che hanno sopportato. In una dichiarazione, rilasciata da Sharm el-Sheikh, in Egitto, dove i leader mondiali si stanno riunendo per sostenere l’accordo di cessate il fuoco a Gaza, Guterres ha anche ribadito il suo appello per la riconsegna dei corpi degli ostaggi deceduti.

“Esorto tutte le parti a consolidare questo slancio e a onorare gli impegni presi nell’ambito del cessate il fuoco per porre fine all’incubo a Gaza”, ha affermato Guterres. “Le Nazioni Unite stanno lavorando per sostenere tutti gli sforzi per porre fine al conflitto a Gaza e alleviare le sofferenze dei civili”, ha aggiunto. 

Media: incontro Witkoff-Kushner con Hamas ha portato ad accordo

Un incontro diretto, avvenuto mercoledì scorso, tra l’inviato del presidente Usa, Donald Trump, per il Medioriente Steve Witkoff, il genero Jared Kushner, anche lui impegnato nei negoziati, e i leader di Hamas, guidati da Khalil al-Hayya, ha contribuito a raggiungere l’accordo di pace per Gaza. Lo riporta Axios citando tre fonti. 

Costa: "Ue pronta a ruolo in governance e ricostruzione di Gaza"

“Ora dobbiamo assicurarci che tutte le parti contribuiscano costruttivamente all’attuazione del piano. L’UE sostiene pienamente i suoi principi ed è pronta a contribuire ai prossimi passi nella governance transitoria, nella sicurezza e nella ricostruzione di Gaza. Non appena le condizioni lo permetteranno, espanderemo il nostro aiuto umanitario. La strada verso la pace è ancora lunga. Ma oggi la comunità internazionale è unita nel nostro impegno a realizzarla”. Lo afferma il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, giunto a Sharm El-Sheikh per il vertice sul piano di pace per Gaza.

Netanyahu: "Con elezione di Trump è cambiato tutto"

Il giorno dell’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti “dall’oggi al domani, tutto è cambiato“. Lo dice il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, parlando alla Knesset, alla presenza del presidente Usa, Donald Trump.

Netanyahu: "Pagato caro prezzo per la vittoria"

Israele ha raggiunto incredibili vittorie nei confronti di Hamas“, nei confronti dell’Iran, anche con l’aiuto di Trump, e degli Houthi “ma il prezzo di queste vittorie è stato caro, con circa 2mila vite israeliane perse”. Lo dice il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, parlando alla Knesset, alla presenza del presidente Usa, Donald Trump.

Netanyahu: "Trump migliore amico di Israele alla Casa Bianca"

Donald Trump è il migliore amico che lo Stato di Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca. Nessun presidente americano ha fatto di più per Israele”. Lo dice il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, parlando alla Knesset, alla presenza del presidente Usa, Donald Trump. “Israele ti dà il benvenuto a Gerusalemme, la nostra capitale eterna”, aggiunge. “Grazie per esserti opposto alle menzogne su Israele alle Nazioni Unite“, e “per la tua fondamentale leadership” che ha portato a un accordo sostenuto da molte parti e al ritorno degli ostaggi.

Detenuti palestinesi rilasciati da Israele arrivati a Gaza

I detenuti palestinesi sono arrivati a Gaza dopo essere stati rilasciati dalle carceri israeliane nell’ambito dell’accordo per il cessate il fuoco. Giornalisti dell’Associated Press riferiscono di aver visto autobus trasportare i prigionieri liberati fino all’ospedale Nasser nella città meridionale di Khan Younis, dove enormi folle si sono radunate per accoglierli. I detenuti sono stati rilasciati questa mattina come parte dell’accordo, che ha incluso anche la liberazione degli ostaggi detenuti da Hamas.

Trump a Herzog: "Perché non concede la grazia a Netanyahu?"

Signor Presidente, perché non gli concede la grazia?“. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in riferimento ai problemi legali del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, rivolgendosi al presidente israeliano Isaac Herzog, durante il suo intervento alla Knesset. Trump ha riconosciuto che la sua osservazione non era tra quelle preparate, ma ha affermato di non poter fare a meno di sostenere il suo alleato. “Mi piace questo signore qui, e sembra avere molto senso, sapete, che ci piaccia o no, questo è stato uno dei più grandi presidenti in tempo di guerra“, ha detto. “Sigari e champagne, chi diavolo se ne frega”, ha detto, riferendosi all’accusa secondo cui Netanyahu avrebbe ricevuto regali costosi come sigari e champagne da uomini d’affari stranieri.

Iran, Trump: "C'è una possibilità di accordo con Teheran, sarebbe fantastico"

“Penso che abbiamo una possibilità di raggiungere un accordo di pace con l’Iran. Sarebbe fantastico. Voglino fare un accordo. So che lo vogliono anche se dicono il contrario. Vogliamo vivere in pace”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel suo discorso alla seduta plenaria della Knesset, il Parlamento israeliano. “La mano dell’amicizia e della cooperazione è sempre aperta”, ha detto Trump, che ha poi affermato di essere “orgoglioso di aver terminato il programma nucleare iraniano”. 

Ucraina, Trump: "Ora ci concentreremo sulla Russia e risolveremo anche questa"

“Ora ci concentreremo sulla Russia. Risolveremo anche questa situazione”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel suo discorso alla seduta plenaria della Knesset, il Parlamento israeliano, in riferimento alla guerra in Ucraina, parlando dell’accordo di pace tra Israele e Hamas.

Trump: "Con attacco a Iran fermato lo Stato sponsor del terrorismo"

“Abbiamo fermato il primo Stato sponsor del terrorismo”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando alla seduta plenaria della Knesset, il Parlamento israeliano, in merito all’attacco Usa agli impianti nucleari dell’Iran. “Se l’Iran avesse avuto le armi nucleari, oggi non avremmo potuto essere qui. Abbiamo mandato via una grande nuvola nera dal Medioriente”, ha detto ancora Trump. 

Trump: "Netanyahu ha usato bene le nostre armi"

“Abbiamo le migliori armi al mondo. Produciamo le migliori armi al mondo. Benjamin Netanyahu me ne ha chieste diverse. Israele le ha usate bene e ha portato la pace”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando alla seduta plenaria della Knesset, il Parlamento israeliano. 

Famiglie degli ostaggi: "Hamas viola gli accordi, oggi restituiti solo quattro corpi"

Il Forum delle famiglie degli ostaggi ha dichiarato di aver appreso che solo quattro corpi di ostaggi deceduti saranno rilasciati oggi. Le famiglie degli ostaggi “sono rimaste scioccate e sconcertate” dalla notizia, ha affermato il Forum in un comunicato. “Si tratta di una palese violazione dell’accordo da parte di Hamas. Ci aspettiamo che il governo israeliano e i mediatori agiscano immediatamente per porre rimedio a questa grave ingiustizia.”

Trump interrotto da due deputati: hanno sollevato un cartello con la scritta "genocidio"

Il discorso di Donald Trump alla Knesset è stato brevemente interrotto. Due deputati, Ayman Odeh e Ofer Cassif, hanno sollevato un cartello con la scritta “genocidio”. Ufficiali della sicurezza hanno trascinato fuori dall’aula i contestatori. Il presidente Usa ha poi ripreso il discorso dichiarando che il loro intervento “è stato efficace”. 

Secondo Ynet e Times of Israel, in un cartello i due parlamentari invitavano il tycoon a riconoscere lo Stato di Palestina. Mentre venivano portati via dall’aula, altri membri della Knesset si sono alzati in piedi e hanno invocato il nome del presidente statunitense.

Trump: "Gli ostaggi sono tornati, ora possiamo dirlo"

“Abbiamo risolto otto guerre in otto mesi. Ieri dicevamo sette, ma ora posso dire otto. E ora possiamo dirlo: gli ostaggi sono tornati”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando alla seduta plenaria della Knesset, il Parlamento israeliano. “Gli ostaggi sono tornati. Questo ha proprio un bel suono”, ha detto ancora il presidente Usa. 

Trump: "Non è solo la fine di una guerra ma la fine dell'era del terrore"

“Questa non è solo la fine di una guerra. Questa è la fine dell’era del terrore e della morte e l’inizio dell’era della fede, della speranza e di Dio”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando alla seduta plenaria della Knesset, il Parlamento israeliano. “È l’inizio di una grande concordia e di un’armonia duratura per Israele e per tutte le nazioni di quella che presto diventerà una regione davvero magnifica. Ne sono fermamente convinto. Questa è l’alba storica di un nuovo Medioriente”, ha detto ancora Trump.

Trump: "Netanyahu non è facile ma per questo è grande"
La standing ovation per il presidente americano Donald Trump alla Knesset dopo la liberazione degli ostaggi israeliani (foto AP/Chip Somodevilla)

“Benjamin Netanyahu non è facile. Ma è questo che lo rende grande”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando alla seduta plenaria della Knesset, il Parlamento israeliano, elogiando il premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo il raggiungimento della prima fase dell’accordo di pace tra Israele e Hamas. 

Trump alla Knesset: "Oggi è un giorno di profonda gioia e speranza"

“Oggi è un giorno di profonda gioia e speranza. Per ringraziare Dio, Abramo e Isacco”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando alla seduta plenaria della Knesset, il Parlamento israeliano. 

Lapid a Trump: "Grazie per gli ostaggi, un errore non darle il Nobel"

Il leader dell’opposizione israeliana, Yair Lapid, ha parlato alla Knesset e ringraziato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “Signor Presidente, ha salvato la vita degli ostaggi. Grazie”. Secondo Lapid, il fatto che Trump non abbia ricevuto il Premio Nobel per la Pace è stato un “grave errore da parte della commissione”.

Netanyahu: "Tendo la mano a tutti coloro che vogliono la pace"

“Come premier di Israele, porgo la mano a tutti coloro che vogliono la pace con noi. Nessuno vuole la pace più del popolo di Israele”. Lo dice il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, parlando alla Knesset, alla presenza del presidente Usa. “Israele rimarrà sempre vigile per difendersi e piena di speranza”, “è tempo di realizzare speranza ed espandere cerchio pace”, aggiunge. 

Netanyahu: "Prossimi anni di pace dentro e fuori Israele"

“Gli ultimi due anni sono stati tempo di guerra i prossimi speriamo che siano tempo di pace, pace dentro e fuori Israele”. Lo dice il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, parlando alla Knesset, alla presenza del presidente Usa, Donald Trump. “Non vedo l’ora di proseguire il nostro cammino, lungo quello che abbiamo costruito insieme con gli Accordi di Abramo. Sotto la tua guida, possiamo raggiungere nuovi accordi di pace con Paesi arabi nella regione e Paesi musulmani fuori dalla regione”, aggiunge. 

Portavoce Anp: "Pronti per governare Gaza"

“L’Anp è pronta da molti anni a governare Gaza”. Lo ha dichiarato Ahmed Fattouh, portavoce di Fatah, il partito che guida l’Autorità nazionale palestinese, in collegamento con L’Aria che tira su La7. “Hamas ha fatto un colpo di stato, noi come Fatah abbiamo voluto evitare una guerra civile, per questo non ci siamo scontrati. L’Anp è presente a Gaza, lavora in scuole e ospedali, abbiamo molti impiegati nella striscia che non hanno potuto lavorare a causa del governo di Hamas”, ha spiegato.

“I palestinesi stanno chiedendo il ritorno della legittimità dell’Anp a Gaza. Una volta hanno votato per Hamas, ora i sondaggi dicono che voterebbero per noi e per Fatah. Ci auguriamo possa esserci il ritorno alla sovranità popolare e il supporto da parte di tutte le fazioni palestinesi all’Anp”, ha aggiunto. 

Meloni arrivata a Sharm el-Sheikh per vertice di pace

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta all’aeroporto internazionale di Sharm el-Sheikh per partecipare alla cerimonia di firma del Piano di pace per il Medio Oriente. Ad accoglierla, insieme alla delegazione italiana, il ministro egiziano dell’Aviazione civile, Sameh el Hefny, e l’ambasciatore d’Italia in Egitto, Michele Quaroni. La presidente Meloni è attesa all’International Convention Center, sede ufficiale dei lavori, dove sarà accolta dal presidente della Repubblica Araba d’Egitto, Abdel Fattah al-Sisi. Alle ore 15 è prevista la foto di famiglia con i leader partecipanti. A seguire avrà luogo la cerimonia di firma del Piano di Pace per il Medio Oriente.

Ue: "Misure contro Israele? Contesto cambiato, decideranno i 27"

“Ovviamente, tali misure vengono proposte in un dato contesto e, se il contesto cambia, ciò potrebbe portare a una modifica della proposta. Ma non siamo ancora a quel punto”. Così la prima portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, rispondendo a una domanda sul futuro delle misure proposte contro il governo di Israele nel briefing quotidiano con la stampa. “Per quanto riguarda le misure sul tavolo, il prossimo Consiglio Affari Esteri (di lunedì 20) offrirà l’opportunità di discutere la strada da seguire“, aggiunge il portavoce per gli Affari esteri Anouar El Anouni. “Accogliamo con favore l’intesa sull’accordo di pace e sul cessate il fuoco, e anche con favore il ruolo fondamentale svolto dagli Stati Uniti, ma anche da Qatar, Egitto e Turchia – aggiunge -. Ovviamente siamo pronti a contribuire al successo di questo piano, poiché disponiamo di diversi strumenti da attivare per contribuire a sostenere l’accordo. Possiamo anche ribadire qui il ruolo che abbiamo svolto nel sostenere la governance e la riforma dell’Autorità Nazionale Palestinese e, insieme al gruppo dei donatori palestinesi, lo strumento per la ricostruzione di Gaza“.

Netanyahu: "In risposta al 7 ottobre Israele ha fatto ciò che doveva"

In risposta al barbaro attacco del 7 ottobre, Israele ha fatto ciò che doveva. Con indomito coraggio, ci siamo organizzati per difendere la nostra gente, sconfiggere il nemico e liberare gli ostaggi”. Lo dice il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, parlando alla Knesset, alla presenza del presidente Usa, Donald Trump. “I nostri soldati hanno combattuto come leoni“, aggiunge.

Netanyahu a Trump: "Passerai alla storia in Israele e nel mondo"

“Il presidente Trump passerà alla storia nella nostra nazione e nel mondo“. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, intervenendo alla Knesset e rivolgendosi al presidente Usa. Trump ha avuto un “ruolo determinante per il ritorno degli ostaggi”, e “lo ringrazio personalmente e a nome della nazione“, ha aggiunto Netanyahu.

Intelligence tedesca: "Rischi da minaccia di Hamas in tutta Europa"

L’Ufficio federale per la protezione della Costituzione, il servizio di intelligence interna tedesca, ha lanciato l’allarme: in Germania e in Europa potrebbe esserci una grave minaccia da parte di Hamas, in seguito all’accordo di Gaza. Nemmeno eventuali negoziati di pace in Medioriente cambierebbero la situazione, ha affermato Sinan Selen, presidente dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione, durante un’audizione presso la Commissione intelligence del Bundestag. “Non posso in alcun modo trarre dalle trattative di pace o dal contesto di pace a Gaza alcun segnale di rassicurazione per quanto riguarda Hamas e la sua attività in Europa, anche in Germania”, ha spiegato. La Germania è da tempo un rifugio e una base infrastrutturale per Hamas. Selen ha stimato il numero di persone appartenenti a questa cerchia in 32.500, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente. Hamas considera la Germania anche una base operativa. Lo dimostra il recente arresto di tre attivisti di Hamas che avrebbero pianificato attacchi contro gli ebrei in Germania. Anche il capo del Servizio di Intelligence Federale (Bnd), Martin Jaeger, ha espresso preoccupazione: se Hamas venisse espulso dalla Striscia di Gaza, esisterebbe un “rischio molto concreto” che espanda le sue operazioni al di fuori dell’area. Ciò avrebbe ripercussioni sul mondo arabo, ma certamente anche sull’Europa.

Trump: "Crudeltà del 7 ottobre ha colpito al cuore l'umanità"

La crudeltà del 7 ottobre ha colpito al cuore l’umanità stessa”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, negli estratti del suo discorso alla Knesset, il Parlamento israeliano, come riporta la Cnn. “A tutte le famiglie le cui vite sono state cambiate per sempre dalle atrocità di quel giorno, e a tutto il popolo di Israele, sappiate che l’America si unisce a voi in quei due voti eterni: non dimenticare mai e che non si ripeta mai più“, sono le parole di Trump, secondo gli estratti condivisi dalla Casa Bianca.

Trump: "Ora fare in modo che a Gaza ci sia una vita migliore"

D’ora in poi, “l’attenzione totale su Gaza dovrà essere rivolta al ripristino dei fondamenti di stabilità, sicurezza, dignità e sviluppo economico, affinché possano finalmente avere la vita migliore che i loro figli meritano”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, negli estratti del suo discorso alla Knesset, il Parlamento israeliano, diffusi dalla Casa Bianca, come riporta la Cnn.

Netanyahu non parteciperà al vertice a Sharm el-Sheikh

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu non parteciperà al vertice in Egitto previsto per oggi. Lo ha riferito il suo ufficio su X. “Il primo ministro Netanyahu è stato invitato dal presidente degli Stati Uniti Trump a partecipare a una conferenza che si terrà oggi in Egitto”, si legge nel post X. L’ufficio ha aggiunto che il premier ha ringraziato il presidente Trump per l’invito, ma ha dichiarato che non avrebbe potuto partecipare a causa della vicinanza dell’evento all’inizio delle festività.

Trump: "Vittorie sul campo si trasformino in pace per l'intera regione"

“Ora è il momento di trasformare queste vittorie contro i terroristi sul campo di battaglia nel premio finale della pace e della prosperità per l’intero Medioriente“. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, negli estratti del suo discorso alla Knesset, il Parlamento israeliano, diffusi dalla Casa Bianca, come riporta la Cnn. “Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti in questa regione che decenni di fomentare terrorismo, estremismo, jihadismo e antisemitismo non hanno funzionato: si sono ritorti contro di noi in modo totale. Da Gaza all’Iran, questi odi acerrimi non hanno portato altro che miseria, sofferenza e fallimento“, ha detto ancora Trump.

Incontro Witkoff e Kushner con Hamas in Egitto sull'accordo

L’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato direttamente l’alto funzionario di Hamas Khalil al-Khaya a Sharm El-Sheikh per suggellare il rilascio degli ostaggi e l’accordo di cessate il fuoco. Lo riporta l’emittente Channel 12, secondo cui la delegazione del Qatar ha esortato gli alti funzionari statunitensi a incontrare il leader dell’organizzazione per sbloccare la situazione nei colloqui. L’incontro è avvenuto mercoledì al Four Seasons Hotel della città egiziana.

Trump accolto da un'ovazione alla seduta plenaria della Knesset

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è stato accolto da un lungo applauso e una standing ovation da parte dei membri del Parlamento israeliano al suo ingresso alla seduta plenaria della Knesset dove terrà un discorso sul suo piano di pace per Gaza. Applausi scroscianti sono stati riservati anche ai membri del gabinetto di Trump presenti nella tribuna pubblica: il Segretario di Stato Marco Rubio e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth. Anche Ivanka Trump ha preso posto nell’aula del Parlamento.

Trump alla Knesset parlerà di alba storica e trionfo per il mondo

Oggi segna “l’alba storica di un nuovo Medioriente”. Lo dirà a breve il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al parlamento israeliano (Knesset) in un discorso, dopo il rilascio di tutti gli ostaggi ancora in vita trattenuti a Gaza, come riporta la Cnn. “Dopo tanti anni di guerra incessante e di pericoli infiniti, oggi i cieli sono calmi, le armi tacciono, le sirene sono ferme e il sole sorge su una Terra Santa che è finalmente in pace“, dirà il presidente degli Stati Uniti. Si prevede che Trump definisca il cessate il fuoco “un incredibile trionfo per Israele e per il mondo, avere tutte queste nazioni che lavorano insieme come partner per la pace”, e sottolinei che Israele ha “vinto tutto ciò che si poteva vincere con la forza delle armi”.

Bus prigionieri palestinesi arrivati a Ramallah

Gli autobus che trasportano alcuni prigionieri palestinesi rilasciati da Israele sono arrivati a Ramallah, in Cisgiordania. Lo riferisce Al Jazeera. In precedenza, altri autobus con prigionieri rilasciati erano partiti dalla prigione di Negev, nel sud di Israele, per dirigersi a Gaza.

Trump alla Knesset celebra la tregua a Gaza e tende la mano all'Iran

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel suo intervento a breve alla Knesset, loderà l’accordo di tregua a Gaza e la liberazione degli ostaggi, definendoli “l’alba storica di un nuovo Medio Oriente”. Nel suo discorso, come riporta l’Associated Press, affermerà che “Israele ha vinto tutto ciò che si poteva vincere con la forza delle armi” e offrirà “una mano d’amicizia” all’Iran.

Merz: "Oggi è inizio della guarigione e passo verso la pace"

“Finalmente. Dopo 738 giorni, gli ostaggi stanno tornando, compresi i tedeschi. Due anni di paura, dolore e speranza sono alle spalle. Oggi, le famiglie possono finalmente riabbracciare i loro cari. Anche gli ostaggi assassinati devono tornare a casa affinché le loro famiglie possano dire addio con dignità. Questo giorno è un inizio: l’inizio della guarigione e un passo verso la pace in Medioriente”. Lo ha scritto in un messaggio su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz.

Lavrov: "Mosca pronta a dare contributo al piano Trump per Gaza"

Se i partecipanti al vertice in Egitto dovessero decidere che la Russia potrebbe contribuire all’attuazione del piano per Gaza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Mosca è pronta a dare il suo contributo. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, citato da Ria Novosti. “Se i partecipanti diretti a questo vertice e coloro che si occuperanno della questione dell’attuazione del piano di Trump, dopo questo vertice, decideranno che la Russia può essere utile, assicuro che non rifiuteremo, ma imporre il nostro contributo non è nella nostra tradizione”, ha aggiunto.

Telefonata Trump-al Sisi, Netanyahu e Abbas saranno a Sharm

Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha ricevuto oggi una telefonata dal presidente americano Donald Trump mentre si trovava in Israele insieme al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che ha anch’egli parlato con al-Sisi. È stato concordato che egli parteciperà al vertice per la pace, al quale prenderà parte anche il presidente palestinese Mahmoud Abbas. Lo ha comunicato un portavoce della presidenza egiziana. Anche l’Arabia Saudita parteciperà al vertice di pace di Sharm el-Sheikh con una delegazione presieduta dal principe Faisal bin Farhan, ministro degli Affari Esteri, ha comunicato ancora il portavoce.

Tutti gli ostaggi vivi rilasciati sono in Israele

Tutti gli ostaggi vivi sono stati liberati da Hamas e ora si trovano in Israele, dopo che l’ultimo gruppo di 13 persone è stato scortato oltre il confine dall’esercito israeliano. Lo riportano i media israeliani.

Idf: "Non ci sono più ostaggi israeliani in vita prigionieri di Hamas"

“È ufficiale: non ci sono più ostaggi israeliani in vita prigionieri di Hamas“. Lo scrivono le Forze di difesa israeliane (Idf) su X.

Netanyahu parla con Al-Sisi, andrà a vertice Sharm el-Sheikh

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha parlato al telefono con il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi, alla presenza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo quanto riportato da Channel 12. Stando a quanto riferito, nella telefonata, che sarebbe stata mediata da Trump alla Knesset, Netanyahu ha accettato l’invito del leader egiziano a partecipare al vertice internazionale di oggi a Sharm el-Sheikh sul piano di pace per Gaza. Al-Sisi ha evitato di parlare con Netanyahu durante la guerra e inizialmente non aveva invitato il premier al vertice odierno. Tra i 30 leader mondiali presenti ci saranno anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas, insieme ai leader di Qatar e Indonesia. Netanyahu si è rifiutato di sostenere un ruolo dell’Autorità Nazionale Palestinese nella Striscia di Gaza del dopoguerra, mentre Trump non lo ha escluso. Channel 12 riferisce inoltre, senza citare una fonte, che sono in corso i preparativi per una possibile visita in Israele domani del presidente indonesiano Prabowo Subianto.

Idf: "Presi in consegna gli altri 13 ostaggi rilasciati"

Le Forze di difesa israeliane (Idf), hanno comunicato di aver preso in consegna gli altri tredici ostaggi rilasciati da Hamas alla Croce Rossa. “Le tredici persone rapite che sono state rilasciate sono ora scortate dalle forze dell’Idf e dello Shin Bet in viaggio verso Israele, dove saranno sottoposte a una valutazione medica iniziale”, hanno riferito le Idf.

Netanyahu potrebbe partecipare al vertice di Sharm el-Sheikh

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, potrebbe unirsi al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e partecipare al vertice a Sharm el-Sheikh, per la firma sulla prima fase dell’accordo del piano di pace elaborato da Trump. Lo riporta Ynet. Inizialmente sia Israele sia Hamas avevano escluso la presenza di loro rappresentanti al vertice in Egitto, in considerazione del concomitante rilascio degli ostaggi e dei detenuti.

Meloni: "Giornata storica, Italia sostiene piano Trump per pace duratura"

Oggi è una giornata storica. Gli ostaggi sono stati liberati: un risultato straordinario, frutto della determinazione della diplomazia internazionale e dell’attuazione della prima parte del Piano di pace del Presidente americano Donald Trump“. Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni. “Ora – prosegue – si apre una nuova fase: consolidare il cessate il fuoco e dare piena attuazione all’accordo per costruire un futuro di pace e stabilità duratura”. “L’Italia – conclude – continuerà a sostenere con convinzione questo percorso, nella consapevolezza che la pace si costruisce con i fatti, non con le parole”.

Trump: "La guerra è finita, Hamas rispetterà l'accordo"

“Siamo felici che gli ostaggi siano stati rilasciati, la guerra è finita. Hamas rispetterà l’accordo“. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, al suo arrivo alla Knesset, il Parlamento israeliano, come riportano i media israeliani. Trump prima del suo discorso alla sessione plenaria, è stato ricevuto dal presidente della Knesset Amir Ohana e ha firmato il libro degli ospiti. Con lui il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Gli ostaggi liberati “saranno felici e avranno una vita fantastica”, ha aggiunto Trump.

Trump: "Oggi è un grande giorno, questo è un nuovo inizio"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è arrivato alla Knesset, dove ha salutato brevemente il presidente della Knesset Amir Ohana prima di sedersi per firmare il libro degli ospiti del Parlamento israeliano. “Questo è un grande onore per me. Un giorno grande e meraviglioso, un nuovo inizio“, ha scritto con un pennarello nero, affiancato dal premier israeliano, Benjamin Netanyahu, dalla moglie, da Ohana e dalla sua compagna. Trump si è poi diretto alla seduta plenaria per rivolgersi alla Knesset.

Trump: "Gaza Riviera? Al momento è tutto devastato"

È devastato, è come un cantiere di demolizione. Bisogna sbarazzarsi di quello che c’è lì”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, rispondendo ad una domanda sul possibile progetto di una ‘Gaza Riviera’, dopo l’accordo di pace, come riporta Sky News. Quando gli è stato chiesto come sarebbe stata Gaza tra un anno, Trump ha aggiunto: “Un anno molto veloce, ma col passare degli anni la situazione sarà molto bella“.

Hamas restituirà le salme degli ostaggi nel pomeriggio

I corpi degli altri ostaggi deceduti che restano nelle mani di Hamas saranno restituiti nel pomeriggio. Lo riportano i media israeliani. Una fonte palestinese a Gaza, riporta l’emittente israeliana Kan, ha dichiarato che gli ostaggi deceduti saranno consegnati alla Croce Rossa in una fase separata questo pomeriggio.

Hamas consegna gli altri 13 ostaggi alla Croce Rossa

Hamas ha rilasciato alla Croce Rossa gli altri tredici ostaggi israeliani ancora in vita. Lo riportano Ynet e Chanel 12, aggiungendo che la Croce Rossa è arrivata al punto d’incontro a Gaza, dove sono stati consegnati i rapiti Bar Kuperstein, Eviatar David, Rom Breslavsky, Yosef Chaim Ohana, Segev Kalfon, Avinan Or, Elkana Buchbot, Maxim Harkin, Nimrod Cohen, Matan Tsengauker, David e Ariel Cuneo ed Eitan Horn.

Trump: "Blair? Vediamo se è la scelta giusta per Gaza"

Il presidente Usa, Donald Trump, ha espresso dubbi sul fatto che l’ex premier britannico Tony Blair possa avere un ruolo nel governo temporaneo di Gaza dopo la fine della guerra tra Israele e Hamas. Blair è candidato a un posto nel cosiddetto ‘Consiglio per la pace‘, che supervisionerebbe la ricostruzione di Gaza. Ma parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One domenica sera, Trump si è chiesto se Blair possa essere una scelta “popolare”. “Mi piace Tony, mi è sempre piaciuto Tony, ma voglio scoprire se è una scelta accettabile per tutti. Vorrei scoprire se Tony sarebbe popolare tra tutti, perché non ne sono sicuro“, ha detto Trump, come riporta Sky News.

Von der Leyen: "Accordo pietra miliare, Ue forza attiva"

Il ritorno degli ostaggi israeliani è un momento di pura gioia per quelle famiglie. E un momento di sollievo per il mondo intero. Significa che si può voltare pagina. Un nuovo capitolo può iniziare. L’Europa sostiene pienamente il piano di pace mediato dagli Stati Uniti, Qatar, Egitto e Turchia”. Lo scrive sui social la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “La finalizzazione dell’accordo che pone fine alla guerra oggi a Sharm el-Sheikh sarà una pietra miliare storica. Siamo pronti a contribuire al suo successo con tutti gli strumenti a nostra disposizione. In particolare, fornendo supporto sulla governance e per la riforma dell’Autorità Palestinese. Saremo una forza attiva all’interno del Gruppo dei Donatori Palestinesi. E forniremo finanziamenti dell’UE per la ricostruzione di Gaza”, annuncia.

Trump: "Questo forse il mio più grande successo diplomatico"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato in un’intervista telefonica all’israeliana Channel 12 News che l’accordo raggiunto per porre fine alla guerra a Gaza e liberare gli ostaggi rimasti detenuti da Hamas potrebbe rappresentare il suo più grande successo diplomatico come presidente finora. In un’intervista condotta dall’Air Force One, in viaggio verso Israele, Trump ha fatto riferimento alla recente manifestazione in Piazza degli Ostaggi, all’attacco all’Iran e al vertice che si terrà più tardi oggi a Sharm el-Sheikh. “Questa potrebbe essere la cosa più grande in cui sia mai stato coinvolto“, ha detto Trump durante il volo per Tel Aviv. Trump ha affermato nella conversazione di credere che senza l’attacco da lui ordinato contro gli impianti nucleari iraniani, non sarebbe stato in grado di raggiungere un accordo a Gaza. “Gli iraniani erano a poche settimane dall’arma nucleare, e questo era come una nuvola nera su tutto”, ha detto il presidente Usa. Trump, riporta ancora Channel 12, ha affermato che l’attacco agli impianti nucleari iraniani ha permesso ai paesi arabi e musulmani di sentirsi più liberi di unirsi per raggiungere un accordo a Gaza e ha anche reso Hamas più propensa a scendere a compromessi dopo l’indebolimento dei suoi alleati iraniani. Trump ha espresso entusiasmo per la conferenza internazionale che si terrà più tardi a Sharm el-Sheikh a sostegno del suo piano di pace. Ha elencato i paesi che dovrebbero partecipare e ha affermato che simboleggia l’unità del mondo attorno al suo piano.

Kallas: "Riapre missione Ue a Gaza, sostegno alla tregua"

Il piano di pace richiede un forte sostegno internazionale per avere successo. L’UE è pronta a fare la sua parte. Mercoledì, riavvierà una missione civile per monitorare il valico di frontiera tra Gaza ed Egitto. Questa missione può svolgere un ruolo importante nel sostenere il cessate il fuoco”. Lo scrive sui social l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas.

Trump atterrato in Israele con Air Force One

L’aereo presidenziale statunitense, Air Force One, con a bordo il presidente americano, Donald Trump, è atterrato all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, in Israele.

L’Air Force One ha sorvolato la piazza degli ostaggi di Tel Aviv prima dell’atterraggio. Trump è stato accolto dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dal presidente Isaac Herzog. L’ultima volta che l’aereo presidenziale statunitense è stato in Israele è stato poco dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023, quando l’allora presidente Joe Biden vi era arrivato per una visita di solidarietà.

Macron: "Ora la pace sta diventando possibile"

Condivido la gioia delle famiglie e del popolo israeliano per la consegna di sette ostaggi alla Croce Rossa. Con il loro rilascio, e quello degli altri tredici ostaggi previsto per questa mattina, la pace sta diventando possibile per Israele, per Gaza e per tutta la regione”. Così in un post su X il presidente francese Emmanuel Macron. “La Francia sarà coinvolta in ogni fase del piano del presidente Trump, insieme ai partner arabi che ha contribuito a mobilitare“, ha aggiunto.

Idf: primi sette ostaggi sono arrivati in Israele

I primi sette ostaggi liberati da Hamas sono arrivati in Israele. Lo ha riportato l’esercito israeliano. Gli ostaggi saranno sottoposti a un primo screening medico presso l’ospedale da campo di Re’im, dove incontreranno i loro familiari più stretti e i loro cari per la prima volta in due anni, prima di essere trasferiti in ospedale per controlli approfonditi. “Alon, Ziv, Gali, Guy, Omri, Eitan Mor e Matan Engerst hanno ora attraversato il confine con il territorio israeliano con le forze di difesa israeliane e lo Shin Bet”, hanno riferito le Idf.

Araghchi: "Iran non interagirà con i suoi aggressori"

L’Iran è grato per l’invito del presidente al-Sisi a partecipare al vertice di Sharm el-Sheikh. Pur essendo a favore dell’impegno diplomatico, né il presidente Pezeshkian né io possiamo interagire con le controparti che hanno attaccato il popolo iraniano e continuano a minacciarci e sanzionarci“. Così in un post su X il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi, aggiungendo che l’Iran “accoglie con favore qualsiasi iniziativa che ponga fine al genocidio israeliano a Gaza e garantisca l’espulsione delle forze che la stanno occupando. I palestinesi hanno pieno diritto a garantire il loro diritto fondamentale all’autodeterminazione e tutti gli Stati rimangono obbligati più che mai a supportarli nella loro legittima causa. L’Iran è sempre stato, e rimarrà sempre, una forza vitale per la pace nella regione. Contrariamente al regime israeliano, l’Iran non è alla ricerca di guerre eterne – in particolare a spese dei suoi presunti alleati – ma cerca pace, prosperità e cooperazione”.

Tajani: "Si accende altra luce di speranza, impegno dell'Italia per la pace"

“Dal Medioriente si accende un’altra luce di speranza dopo due anni di orrori. I primi ostaggi israeliani hanno lasciato le loro prigioni a Gaza”. Così su X il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Dopo il cessate il fuoco, un altro passo in avanti di un percorso ancora fragile, il passaggio dalla guerra alla pace. Tutto è ancora molto incerto: il compito che spetta a tutti noi, ai governi e ai popoli dell’Europa assieme ai nostri amici del mondo arabo, è quello di consolidare e costruire giorno dopo giorno le condizioni perché la pace resista e si rafforzi. L’Italia contribuirà a far sì che il progetto dei ‘2 popoli 2 Stati’ non rimanga uno slogan vuoto. Si impegnerà con lealtà e convinzione perché i due popoli possano trovare la pace nel rispetto e nella sicurezza“, ha scritto ancora Tajani.

Consegnati all'Idf i primi 7 ostaggi liberati

Sette ostaggi israeliani rilasciati da Hamas sono ora nelle mani delle truppe delle Forze di difesa israeliane (Idf) nella Striscia di Gaza. Lo ha comunicato l’esercito israeliano. Hamas ha consegnato i sette, identificati come Matan Angrest, i fratelli Gali e Ziv Berman, Alon Ohel, Eitan Mor, Omri Miran e Guy Gilboa-Dalal, alla Croce Rossa di Gaza City. Gli ostaggi saranno scortati fuori dalla Striscia dalle forze speciali israeliane verso una base militare vicino alla comunità di confine di Re’im per un controllo iniziale e per incontrare le loro famiglie. Gli altri 13 ostaggi ancora in vita saranno rilasciati più tardi questa mattina da diverse zone di Gaza.

Tutti i prigionieri palestinesi pronti per il rilascio

Un funzionario coinvolto nell’operazione ha dichiarato che tutti i 1.966 detenuti palestinesi scarcerati dalle prigioni israeliane sono saliti sugli autobus in vista del loro rilascio. Lo riporta Times of Israel. Tra i detenuti ci sono 250 condannati per terrorismo che dovrebbero essere liberati dalla prigione di Ofer in Cisgiordania, anche se a quanto pare solo dopo che Hamas avrà consegnato gli ostaggi rimasti a Gaza. I media arabi riferiscono che le squadre della Mezzaluna Rossa palestinese sono entrate nel carcere per trasferire un prigioniero malato, la cui liberazione era prevista per oggi. Altri 1.718 detenuti di Gaza arrestati nel corso della guerra saranno liberati e rimandati nella Striscia dalla prigione di Ketziot, nel sud di Israele. Si prevede che saranno trasportati all’ospedale Nasser, nel sud di Gaza.

Hamas: "Impegno su accordo a condizione che anche Israele lo rispetti"

“Dichiariamo il nostro impegno nei confronti dell’accordo raggiunto e delle relative scadenze, a condizione che l’occupazione israeliana vi aderisca“. Così l’ala militare di Hamas in una dichiarazione, come riporta Al Jazeera. “L’accordo raggiunto è il risultato della fermezza del nostro popolo e della resilienza dei suoi combattenti della resistenza. La resistenza era desiderosa di porre fine alla guerra di sterminio, ma il nemico ha vanificato ogni sforzo. Il nemico non è riuscito a recuperare i suoi prigionieri attraverso la pressione militare, nonostante la sua superiore intelligenza e la sua forza in eccesso. Il nemico si sottomette e recupera i suoi prigionieri attraverso uno scambio, come la resistenza aveva promesso fin dall’inizio”, si legge ancora nella dichiarazione.

Il padre di un ostaggio rilasciato: "L'incubo è finito"

“Siamo emozionati e felici, stiamo aspettando che arrivi. Lasciamolo tornare a casa, lo abbracceremo e gli diremo che il suo incubo è finalmente finito“. Sono le parole rilasciate a Ynet da parte del padre di Guy Gilboa-Dalat, uno dei primi ostaggi rilasciati da Hamas nell’ambito dell’accordo con Israele per il cessate il fuoco a Gaza. “Non lo abbandoneremo mai nelle nostre vite”, ha aggiunto.

Croce Rossa ha consegnato i primi sette ostaggi all'Idf

Il quotidiano Israel Hayom ha riferito che l’esercito israeliano ha ricevuto dalla Croce Rossa sette prigionieri, precedentemente rilasciati dalla Striscia di Gaza. Lo riporta Al Jazeera. Hamas, sempre secondo Al Jazeera, consegnerà gli altri tredici ostaggi ancora vivi alla Croce Rossa intorno alle 9 ora italiana nel Sud di Gaza.

Hamas: "Altri ostaggi saranno consegnati alle 9 nel sud di Gaza"

Un alto funzionario di Hamas ha dichiarato ad Al Jazeera che “ostaggi vivi sono stati consegnati alla Croce Rossa a Gaza City”. Secondo il funzionario, i restanti tredici ostaggi vivi saranno consegnati alle 9 (ora italiana) nel sud della Striscia di Gaza.

Herzog: "È una mattina di grande speranza"

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha parlato della liberazione dei primi ostaggi da parte di Hamas, affermando che è una “mattina di grande speranza e grande preghiera”. “Una mattina in cui aspettiamo e vogliamo vedere tutti a casa, fino all’ultimo”, ha aggiunto. 

Media: Hamas consegna i primi sette ostaggi alla Croce Rossa

I media ebraici riferiscono che sette ostaggi sono stati trasferiti alla Croce Rossa a Gaza. Un annuncio in tal senso da parte di un altoparlante in Piazza degli Ostaggi suscita un fragoroso applauso. Lo riporta Times of Israel. Secondo quanto riportato, tra i sette ci sono Gali e Ziv Berman, Matan Angrest, Alon Ohel, Omri Miran, Eitan Mor e Guy Gilboa-Dallal. Il canale qatariota Al-Araby riferisce che l’ala militare di Hamas sta attualmente trasferendo ostaggi israeliani alla Croce Rossa di Gaza City. Non ci sono commenti ufficiali da parte delle IDF.

Idf: Croce Rossa verso punto incontro per consegna primi ostaggi

La Croce Rossa si sta dirigendo verso un punto d’incontro nel nord della Striscia di Gaza dove è in programma un primo scambio di ostaggi detenuti da Hamas. Lo afferma l’Idf, l’esercito israeliano, aggiungendo che altri ostaggi verranno rilasciati in seguito.

Iran non parteciperà a vertice in Egitto

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che l’Iran – alleato di Hamas – ha declinato l’invito a partecipare al vertice in Egitto per la pace a Gaza. Lo riporta l’agenzia di stampa statale iraniana Irna. L’Egitto, che aveva formalmente invitato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a partecipare all’incontro tra i vari leader mondiali, ha poi rinnovato l’invito, a cui non è chiaro se l’Iran abbia risposto.

Hamas pubblica i nomi dei 20 ostaggi vivi da liberare

Hamas ha pubblicato la lista di venti ostaggi vivi che dovrebbero essere liberati oggi nell’ambito dell’accordo con Israele per il cessate il fuoco.

Bus Croce Rossa arrivati nella Striscia per consegna ostaggi

Gli autobus della Croce Rossa sono arrivati a Deir al-Balah, al centro della Striscia di Gaza, in vista del rilascio degli ostaggi e dello scambio dei prigionieri, previsto per le 7 di questa mattina (ora italiana). Lo riporta Al Jazeera.

Media: famiglie ostaggi avvertite, rilascio alle 7 di mattina

Le famiglie degli ostaggi israeliani sono in viaggio verso Re’im, vicino al confine con Gaza, dove è previsto il rilascio degli ostaggi a partire dalle 8 di questa mattina (le 7 italiane). Lo riporta il sito israeliano Haaretz. Dopo il ricongiungimento con le famiglie gli ostaggi verranno trasportati in aereo in ospedale per ricevere controlli e cure mediche.

Trump: "La guerra è finita"

La guerra è finita. D’accordo? Lo capite?”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, secondo quanto riporta il Times of Israel.

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