Prenderà il via nella serata italiana di oggi, martedì 23 settembre, con le parole del presidente americano Donald Trump, l’Assemblea Generale dell’Onu a New York. Al centro, il conflitto israelo-palestinese, all’indomani del formale riconoscimento dello Stato di Palestina da parte della Francia e del presidente Emmanuel Macron. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ribadisce che la “bussola” dell’Ue è la soluzione a due Stati. Intanto nella Striscia di Gaza continuano i raid israeliani: almeno 37 persone sono morte nella notte.
Le truppe dell’Idf hanno fatto irruzione nell’ex sito dell’ospedale da campo giordano nel quartiere Tel al-Hawa di Gaza City e hanno avviato “operazioni di scavo” nella zona. Lo riportano i media palestinesi. L’esercito israeliano non ha ancora rilasciato dichiarazioni. Ieri, l’esercito giordano ha annunciato di aver trasferito il suo ospedale da campo da Tel al-Hawa a Khan Younis, nella parte meridionale di Gaza.
“Il riconoscimento dello Stato di Palestina non è un atto simbolico, ma un atto politico che tutela la soluzione dei due Stati”. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares in un’intervista a LaSexta. “La Spagna lavora inoltre per la sua applicazione: sostenendo l’Autorità nazionale palestinese, approfondendo le relazioni con la Palestina e promuovendo la sua ammissione come membro a pieno titolo dell’Onu”, ha aggiunto, dopo che diversi Stati, tra cui il Regno Unito e la Francia hanno riconosciuto lo Stato della Palestina.
Almeno 26 palestinesi sono morti negli attacchi israeliani in tutta la Striscia, di cui 18 a Gaza City. Lo riferisce Al Jazeera, citando fonti mediche dell’enclave, secondo cui l’ultimo attacco ha preso di mira i palestinesi che stavano riempiendo d’acqua nel quartiere Daraj di Gaza City.
Secondo quanto riportato dall’agenzia palestinese Wafa, almeno due operatori sanitari sono rimasti feriti in bombardamenti israeliani che hanno distrutto il principale centro medico di Gaza City. Il rapporto afferma che le forze israeliane hanno impedito agli equipaggi di evacuare attrezzature e rifornimenti, aggiungendo che il centro ha fornito servizi essenziali, tra cui la cura dei feriti e dei pazienti oncologici, nonché la gestione delle donazioni di sangue. Le truppe israeliane stanno assediando un altro centro nella zona di Tal al-Hawa e hanno distrutto un’altra clinica nel campo profughi di Shati.
Il Consiglio dei ministri spagnolo ha approvato un decreto legge contenente “misure urgenti contro il genocidio a Gaza e di appoggio alla popolazione palestinese”, che contiene quattro misure. La prima misura è il “consolidamento dell’embargo totale di armi a Israele“, ha spiegato in conferenza stampa il ministro dell’Economia Carlos Cuerpo, sottolineando che ciò include “il divieto di esportare a Israele e di importare da Israele materiale di difesa e prodotti di tecnologia di doppio uso“. “Il governo spagnolo continua a guidare gli sforzi a livello internazionale facendo un passo avanti per aumentare la pressione sul governo d’Israele, in difesa della pace, della sicurezza internazionale e dei diritti umani”, ha detto Cuerpo.
I media della Striscia di Gaza hanno segnalato la presenza di carri armati dell’esercito israeliano (Idf) nel quartiere Rimal di Gaza City. Lo riporta Ynet.
“Riconoscere la Palestina come Stato è un atto di pace, una pace che in queste ore è richiesta non solo dai due popoli, palestinese e israeliano, ma è un’esigenza della maggior parte degli stati del mondo. Questo riconoscimento è soprattutto una necessità per chi desidera la pace ed è un primo passo per riconoscere il diritto e la dignità di un popolo. Il diritto internazionale può e deve fermare il massacro di un popolo e di una terra che sono stati distrutti, feriti e oltraggiati“. Così, a LaPresse, l’ex Vicario della Custodia di Terra Santa, padre Ibrahim Faltas dopo il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte della Francia e del Regno Unito. “Il riconoscimento dello Stato di Palestina è sicuramente desiderato anche da chi in Israele vuole mettere fine a un percorso doloroso durato troppi anni e vuole percorrere strade certe e sicure che portano ad una convivenza pacifica fra questi due popoli“, aggiunge Faltas.
Almeno 37 persone sono rimaste uccise la scorsa notte nella Striscia di Gaza durante un’operazione militare israeliana. Lo riporta l’emittente libanese Al Mayadeen. Secondo le fonti, i raid hanno colpito i quartieri orientali e meridionali di Gaza City, provocando 30 vittime in quella zona. L’attacco fa parte dell’offensiva di terra lanciata da Israele per cercare di assumere il pieno controllo della città.
Un comandante di compagnia dell’esercito israeliano è morto ieri a causa delle gravi ferite riportate in un’imboscata a Gaza City tesa da combattenti della resistenza. Lo ha annunciato un portavoce militare, come riportato dall’agenzia di stampa Ma’an News Agency. Secondo quanto riferito dal sito ebraico Walla, un gruppo di militanti ha attaccato una forza corazzata del 77° Battaglione della 36a Divisione lanciando un missile anticarro. Il comandante è stato trasportato in ospedale, dove è deceduto. In un altro episodio, un ufficiale della Brigata Givati è rimasto gravemente ferito in un attacco simile contro una forza militare nella Striscia di Gaza settentrionale.
Andorra, Belgio, Lussemburgo, Malta e Monaco hanno annunciato o confermato il riconoscimento di uno Stato palestinese, un giorno dopo Regno Unito, Canada, Australia e Portogallo.
Il primo ministro belga Bart De Wever ha annunciato lunedì che il suo Paese si unisce ad altre nazioni nel riconoscere uno Stato palestinese per dare un “forte segnale politico e diplomatico al mondo”. Tuttavia, parlando alla Conferenza sui Due Stati in corso all’Onu, il leader belga ha aggiunto che il riconoscimento legale di uno Stato palestinese potrà procedere solo “una volta che tutti gli ostaggi saranno stati rilasciati e tutte le organizzazioni terroristiche come Hamas saranno state rimosse dal governo della Palestina”.
“Quando la notte è più buia, dobbiamo tenere ben salda la nostra bussola. E la nostra bussola è la soluzione a due Stati“. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento alla Conferenza di Alto Livello sulla Soluzione a Due Stati in corso all’Onu. “Il 7 ottobre ha aperto uno dei capitoli più bui della storia. Siamo tutti d’accordo che la tragedia di Gaza deve finire subito. E gli ostaggi devono essere rilasciati. Ma porre fine alla guerra potrebbe non essere sufficiente, se non c’è una via verso la pace. Se la prospettiva dei due Stati non è più praticabile. E mentre parliamo, la soluzione a due Stati viene minata. Questo non può succedere. Perché l’unico piano di pace realistico si basa su due Stati. Con un Israele sicuro, uno Stato palestinese vitale e la piaga di Hamas rimossa“, ha affermato von der Leyen.

