Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, chiede una posizione chiara sulla fine della guerra al presidente americano Donald Trump, al fine di mettere pressione sul leader russo Vladimir Putin. Intanto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, torna sulle sue parole di ieri, lunedì, sul fatto che l’Italia non sarebbe pronta a fronteggiare un attacco di Mosca. Ecco le notizie di oggi, martedì 16 settembre, sulla guerra in Ucraina.
Le parole di Zelensky
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un’intervista rilasciata all’emittente britannica Sky News nel palazzo presidenziale a Kiev ha chiesto al presidente Usa Donald Trump di assumere una “posizione chiara” su sanzioni contro la Russia e garanzie di sicurezza per l’Ucraina, al fine di fermare Vladimir Putin e porre fine alla guerra. Zelensky ha detto che l’unico modo per fermare i combattimenti è quello di mettere prima in atto garanzie di sicurezza definite e questo, a suo parere, potrà avvenire solo se Trump sarà audace.
Il presidente ucraino ha espresso la speranza che, nell’imminente visita di Trump nel Regno Unito, il premier britannico Keir Starmer approfondisca con lui i dettagli per garantire il futuro dell’Ucraina. “Spero vivamente che lui (Starmer ndr.) sia in grado di avere una discussione molto specifica sulle garanzie di sicurezza degli Stati Uniti per l’Ucraina”, ha detto. E ancora: “Prima di porre fine alla guerra, voglio davvero che tutti gli accordi siano in vigore. Voglio… avere un documento che sia sostenuto dagli Stati Uniti e da tutti i partner europei. Questo è molto importante. Perché ciò avvenga, abbiamo bisogno di una posizione chiara del presidente Trump“.
Zelensky ha anche esortato Donald Trump a intraprendere “azioni personali forti” per “fermare Putin” e a “fare in modo che Putin abbia paura di lui”. “Credo che gli Stati Uniti siano abbastanza forti da prendere decisioni autonome” e “credo che Donald Trump possa fornirci sistemi di difesa aerea in quantità e gli Stati Uniti ne hanno a sufficienza”, ha detto ancora. “Sono sicuro che gli Stati Uniti possano applicare sanzioni sufficienti a danneggiare l’economia russa, inoltre Donald Trump ha abbastanza forza per spaventare Putin”, ha aggiunto. “L’Europa ha già introdotto 18 pacchetti di sanzioni contro la Russia. Ora manca solo un pacchetto di sanzioni forte da parte degli Stati Uniti“, ha concluso.
Trump: “Zelensky dovrà fare un accordo”
Nel pomeriggio italiano è arrivato il commento del leader di Washington. “Zelensky dovrà fare un accordo e l’Europa deve smettere di comprare petrolio dalla Russia”, ha affermato ai cronisti Trump prima di imbarcarsi sull’Air Force One per la sua visita nel Regno Unito.
Crosetto: “Difesa non è scelta politica, è prerequisito per la sopravvivenza della nazione”
“Avere una Difesa in grado di assolvere il proprio compito non è una scelta di natura politica, è uno dei prerequisiti di sopravvivenza di una nazione”. Queste invece le parole su X del ministro della Difesa, Guido Crosetto, dopo le dichiarazioni di ieri. “Ciò che sta accadendo nel mondo attorno a noi, indipendentemente dalle nostre alleanze e da ciò che ci è chiesto per farne parte, ci ha costretti e ci costringe a pensare alla nostra difesa e sicurezza in modo diverso da come l’abbiamo pensata negli ultimi 20 anni. Farlo – aggiunge Crosetto – significa dare alle nostre forze armate tutti gli strumenti necessari a proteggere al meglio la nostra nazione in un momento nel quale sembrano crescere le minacce esterne.
Questo è uno dei compiti del ministro della Difesa: fornire gli strumenti e le migliori condizioni che le forze armate chiedono per assolvere il loro compito. Ciò che serve per difendere una nazione non è un requisito fisso ed immutabile ma varia a seconda delle condizioni esterne, delle possibili minacce, del clima internazionale.
Dopo la fine della guerra fredda è stato logico, sensato, razionale, diminuire gli stanziamenti che c’erano stati fino ad allora, ben superiori al 2%. È stato sbagliato superare una soglia che ci ha fatto scendere sotto un livello minimo accettabile di mantenimento in efficienza dello strumento militare. Ora occorre recuperare quel gap, occorre farlo in modo razionale, serio, efficiente, economico, ed occorre anche, purtroppo, farlo al più presto“.
Crosetto: “Non siamo in guerra, semmai lavoriamo per evitarla”
“Non siamo in guerra, non la vogliamo e vorremmo che finissero quelle in corso. Non lavoriamo per prepararci ad una possibile guerra ma semmai per evitarla in ogni modo possibile”, ha affermato ancora Crosetto. Non abbiamo altro obiettivo – ha spiegato – che scongiurare che si creino le condizioni per un ulteriore peggioramento del clima internazionale. Le nostre parole, i nostri atti, le nostre posizioni, le nostre decisioni, sono sempre e soltanto state guidate dalla volontà di far cessare attacchi, ostilità, violenza, morti, in Ucraina come a Gaza, in Africa come in Asia”.
“Nei limiti delle possibilità e del peso che, purtroppo, ha una nazione di medio peso senza risorse naturali importanti, senza una potenza militare rilevante, senza una potenza economica che possa incidere sul resto del mondo, che può contare solo sulla credibilità internazionale di chi la guida. Credibilità che, per nostra fortuna e nonostante tutto ciò che alcuni cercano di fare per screditarla, è altissima e fortissima, principalmente grazie al carisma, al lavoro, alla serietà di Giorgia Meloni”.
“So che a molti non piacerà ma è così nei fatti. Grazie a questo abbiamo cercato di portare sempre parole di pace, di razionalità, di buon senso, di verità, in ogni consesso al quale abbiamo partecipato. Lo abbiamo fatto nel solco di una storia che ci ha legato da oltre 70 anni agli alleati occidentali ed europei, convinti che in questa alleanza ci fossero e ci siano le garanzie migliori per la nostra sicurezza e per la nostra libertà”.
Crosetto: “Disposti a lasciare più tempo i Samp/T sul Fronte Est”
In mattinata, con riferimento specifico alle decisioni sull’attuale dispiegamento da parte dell’Italia di forze e mezzi lungo il Fronte Est della Nato in seguito ai passaggi di droni russi sul territorio della Polonia, Crosetto ha detto che dall’Alleanza “non c’è richiesta di cose specifiche, c’è richiesta di assetti sul Fronte Est. Siamo già tra i maggiori contributori della Nato. Daremo la disponibilità per lasciare più tempo i Samp/T che abbiamo dislocato sul Fronte Est o di lasciare più tempo gli aerei Caew che fanno controllo radar nella zona“.
“Mi pare sia una disponibilità già elevata rispetto a quello che già abbiamo dato, che stiamo dando sul Fronte Est. La guerra, per quanto riguarda l’Italia e la Nato, non è vicina, non è neanche tra le possibilità che ci siamo posti. Per quanto riguarda la Russia, invece, è una cosa reale perché la sta facendo lei in Ucraina, non sicuramente altre nazioni”. Le sue parole a margine del primo forum ‘Defence Procurement – La prospettiva nazionale per una Difesa europea’, presso la Direzione Nazionale Armamenti a Roma.
Operazione contro strutture militari a Vladivostok
Sul campo intanto, l’intelligence militare ucraina avrebbe avrebbe effettuato un’operazione contro strutture militari a Vladivostok, nell’estremo oriente russo a migliaia di chilometri dal confine ucraino. A essere presa di mira – riporta Interfax Ucraine – la 155esima brigata di Mosca che, a dire di Kiev, si sarebbe distinta per la sua particolare crudeltà nei confronti della popolazione locale e per l’esecuzione di prigionieri ucraini nel corso delle battaglie di Vugledar, Mariupol e nelle direzioni di Kursk e Pokrovsk. Secondi fonti ucraine l’operazione avrebbe causato “morti e feriti” fra le forze armate di Mosca.

