Almeno 20 persone, tra cui cinque giornalisti, sono state uccise nell’attacco israeliano con un drone che ha colpito il complesso ospedaliero Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. La notizia ha scatenato una nuova ondata di indignazione per l’atteggiamento dello Stato ebraico nei confronti della popolazione palestinese.
Cinque giornalisti morti
Sarebbero cinque i giornalisti morti in seguito al raid israeliano che ha colpito l’ospedale Nasser di Khan Younis, nella Striscia di Gaza. Lo riporta Al Jazeera spiegando che fra loro c’è anche il cameraman dell’emittente del Qatar, Mohammed Salama. Le altre vittime sarebbero i cameraman Moaz Abu Taha, Hossam Al-Masry e i giornalisti Mariam Abu Daqqa e Ahmed Abu Aziz.
L’ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha diffuso una dichiarazione in cui definisce “un tragico incidente” l’attacco che oggi ha colpito l’ospedale Nasser a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, il cui bilancio è di almeno 20 morti fra cui 5 giornalisti. “Israele esprime profondo rammarico per il tragico incidente avvenuto oggi all’ospedale Nasser di Gaza”, recita la dichiarazione dell’ufficio di Netanyahu. “Israele apprezza il lavoro dei giornalisti, del personale medico e di tutti i civili”, prosegue, aggiungendo che “le autorità militari stanno conducendo un’indagine approfondita”. “La nostra guerra è contro i terroristi di Hamas. I nostri obiettivi giusti sono sconfiggere Hamas e riportare a casa i nostri ostaggi”, conclude.
“Non sono contento”. Così Donald Trump ha commentato ai giornalisti alla Casa Bianca la notizia del bombardamento sull’ospedale Nasser di Gaza City che ha causato fra gli altri la morte di 5 giornalisti. Il presidente americano ha aggiunto di non essere al corrente della notizia. “Dobbiamo mettere fine alla guerra e riportare gli ostaggi a casa”, ha aggiunto ancora.
“Mentre la popolazione di Gaza è ridotta alla fame, il suo accesso già limitato all’assistenza sanitaria è ulteriormente compromesso dai ripetuti attacchi. Non lo ripeteremo mai abbastanza: FERMATE gli attacchi contro i centri medici. Cessate il fuoco ora”. Lo scrive su X il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. “L’Om ha ricevuto segnalazioni di due attacchi al complesso medico Nasser questa mattina, che hanno causato la morte di almeno 20 persone, tra cui 4 operatori sanitari e 5 giornalisti. Altre 50 persone sono rimaste ferite, tra cui pazienti in condizioni critiche che erano già in cura”, scrive Ghebreyesus. “L’edificio principale dell’ospedale, che ospita il pronto soccorso, il reparto di degenza e l’unità chirurgica, è stato colpito. L’attacco ha danneggiato la scala di emergenza”, ha aggiunto.
“Come commentare? Restiamo allibiti di fronte a quello che sta succedendo a Gaza, nonostante ci sia la condanna del mondo intero”. Lo ha detto il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, a Napoli per la 37esima Settimana Liturgica Nazionale, commentando le ultime notizie provenienti dalla Striscia di Gaza. “E’ proprio un non senso e sembra che non ci siano spiragli di soluzione. Sembra che la situazione diventi sempre più complicata e sempre più precaria dal punto di vista umanitario, con tutte le conseguenze che vediamo quotidianamente”, ha aggiunto Parolin
“Sconvolto dall’attacco di Israele all’ospedale Nasser. Civili, operatori sanitari e giornalisti devono essere protetti. Abbiamo bisogno di un cessate il fuoco immediato”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri del Regno Unito, David Lammy.
“I giornalisti non sono un obiettivo. Gli ospedali non sono un obiettivo”. Lo afferma Ravina Shamdasani, portavoce dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani, in una dichiarazione all’agenzia di stampa turca Anadolu. “L’uccisione dei giornalisti a Gaza dovrebbe scioccare il mondo, non con un silenzio sbalordito, ma con azioni concrete, chiedendo che siano accertate le responsabilità e che sia fatta giustizia. In una situazione di guerra e carestia, le autorità israeliane continuano a negare l’ingresso ai giornalisti internazionali”, ha affermato. “Almeno 247 giornalisti palestinesi sono stati uccisi a Gaza dal 7 ottobre 2023. Questi giornalisti sono gli occhi e le orecchie della comunità internazionale e devono essere protetti. Le loro uccisioni, e quelle di innumerevoli altri civili, devono essere oggetto di indagini indipendenti e tempestive e deve essere fatta giustizia”, ha concluso la portavoce dell’ufficio Onu per i diritti umani.
Il giornalista Moaz Abu Taha, che si ritiene sia fra i reporter uccisi nell’attacco israeliano di oggi sull’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, non lavorava per Nbc. Lo ha riferito lo stesso network tv Usa, secondo quanto riporta la Bbc, che sottolinea che al momento non è chiaro per quale testata lavorasse il reporter.
Non ci fermeremo finché non romperemo l’assedio a Gaza e finché non finirà il genocidio dei palestinesi”. Lo ha detto a LaPresse l’attivista palestinese Saif Abukashek, membro del coordinamento della Global Sumud Flotilla. La flotta di piccole imbarcazioni salperà dal porto di Barcellona domenica 31 agosto per cercare di portare aiuti umanitari a Gaza. Due iniziative precedenti della Freedom Flotilla Coalition erano state bloccate da Israele che ha sequestrato le imbarcazioni Madleen e Handala in acque internazionali. “Noi continueremo a lavorare e ad aumentare la pressione”, ha detto l’attivista, “questa volta partiranno molte barche e se ci fermeranno è perché glielo avrà permesso la comunità internazionale”, al contrario “se politici e governi faranno il loro dovere e proteggeranno gli aiuti umanitari e gli attivisti non violenti, Israele non potrà” fermarci. In ogni caso se ci fermeranno, “noi ci riproveremo, il nostro obiettivo è aprire un corridoio umanitario per rompere l’assedio e porre fine al genocidio. Mentre assedio e genocidio continuano, noi andremo avanti, dovessimo essere fermati una, due volte o tutte le volte che sia necessario”, ha assicurato Saif Abukashek.
Nelle ultime 24 ore negli attacchi israeliani a Gaza sono morte 58 persone. 308 sono rimaste ferite. Lo riferisce il ministero della Salute dell’enclave, citato da Al Jazeera, secondo cui le vittime ci sono 28 persone uccise e 184 ferite mentre erano in cerca di aiuti.
E’ salito a cinque il bilancio dei giornalisti morti nel raid dell’Idf sull’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riferisce Al Jazeera. Secondo Sky News Uk, il reporter Ahmed Abu Aziz è morto a causa delle ferite riportate in seguito agli attacchi.
Associated Press si è detta scioccata e rattristata dalla notizia della morte della giornalista Mariam Dagga, 33 anni, uccisa nell’attacco all’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito dal ministero della Sanità di Gaza, un attacco israeliano ha colpito l’ospedale uccidendo 20 persone. Fra loro ci sarebbero 4 giornalisti, fra cui appunto Dagga, che lavorava come freelance dall’inizio della guerra per AP, oltre che per altre testate. Dagga, che ha un figlio di 12 anni evacuato da Gaza all’inizio della guerra, lavorava spesso al Nasser e recentemente aveva riportato le difficoltà dei medici dell’ospedale nel salvare i bambini dalla fame. Independent Arabia, la versione in lingua araba del quotidiano britannico Independent, ha dichiarato che Daqqa aveva collaborato anche con loro. “Stiamo facendo tutto il possibile per garantire la sicurezza dei nostri giornalisti a Gaza, che continuano a fornire testimonianze cruciali in condizioni difficili e pericolose”, afferma AP. In uno degli ultimi post sui social di Dagga, che risale a domenica, la giornalista ha pubblicato un selfie in cui appariva appoggiata a un muro.
Sono salite a 20 le persone uccise nell’attacco israeliano che ha colpito l’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. È quanto riferisce il ministero della Sanità di Gaza, citato da Al-Jazeera.
L’esercito israeliano (Idf) ha confermato di avere effettuato un attacco nella zona dell’ospedale Nasser a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, e ha annunciato che condurrà un’indagine sull’incidente. La notizia giunge dopo che il ministero della Sanità di Gaza ha riferito che un attacco ha colpito l’ospedale provocando almeno 19 morti, fra cui 4 giornalisti. L’Idf “si rammarica per qualsiasi danno arrecato a persone non coinvolte e non prende di mira i giornalisti in quanto tali”, dichiara l’esercito israeliano.
E’ salito a 19 il bilancio delle vittime del raid israeliano che ha colpito l’ospedale Nasser di Khan Younis.
E’ salito a 15 il bilancio delle vittime del raid israeliano che ha colpito l’ospedale Nasser di Khan Younis, il più grande nel sud della Striscia di Gaza. Lo riferiscono fonti dell’ospedale. Tra le vittime ci sono quattro giornalisti.
Secondo un funzionario militare israeliano, l’attacco dell’Idf all’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, non è stato un raid aereo condotto dall’aeronautica militare israeliana. Lo riporta Times of Israel. L’Idf non ha ancora rilasciato commenti sull’attacco.
Tra i quattro giornalisti morti nell’attacco delle forze israeliane contro l’ospedale Nasser, nel sud della Striscia di Gaza, c’è una freelance che collaborava con Associated Press. Mariam Dagga, 33 anni, collaborava con AP dall’inizio della guerra a Gaza, oltre che con altre testate.
Dagga aveva raccontato dei medici dell’ospedale Nasser impegnati a salvare bambini senza patologie pregresse che stavano morendo di fame. Al Jazeera ha confermato che il suo giornalista Mohammed Salam è tra le vittime del raid all’ospedale. Reuters ha riferito che anche il suo cameraman collaboratore Hussam al-Masri è rimasto ucciso nell’attacco. Il fotografo Hatem Khaled, anch’egli collaboratore di Reuters, è rimasto ferito. Secondo il Committee to Protect Journalists, sono 192 i giornalisti uccisi a Gaza nei 22 mesi di guerra. A titolo di confronto, nello stesso periodo 18 giornalisti sono stati uccisi nella guerra Russia-Ucraina, sempre secondo il CPJ.
Undici persone, tra cui due bambini, sono morte per malnutrizione nelle ultime 24 ore a Gaza. Lo dichiara il ministero della Salute dell’enclave, citato da Al Jazeera, secondo cui il numero totale di morti per fame e malnutrizione a Gaza è salito a 300, tra cui 117 bambini.
E’ salito a 14 vittime, compresi tre giornalisti, il bilancio dell’attacco israeliano contro l’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta Al Jazeera.
Sarebbero quattro i giornalisti morti in seguito al raid israeliano che ha colpito l’ospedale Nasser di Khan Younis. Lo riporta Al Jazeera spiegando che fra loro c’è anche il cameraman dell’emittente del Qatar, Mohammed Salama. Le altre vittime sarebbero i cameraman Moaz Abu Taha, Hossam Al-Masry e la giornalista Mariam Abu Daqqa. Il numero degli operatori dei media deceduto nella Striscia dallo scorso 7 ottobre “sale a 244” hanno fatto sapere in una nota le Autorità di Gaza.

