A Gaza sono 25 le persone uccise dal fuoco dell’esercito di Israele dall’alba nella Striscia, e 13 di loro erano persone in cerca di aiuti umanitari. Lo riferisce Al-Jazeera citando fonti ospedaliere. Secondo un corrispondente di Al-Jazeera Arabic, diversi palestinesi sono inoltre rimasti feriti dalle forze israeliane che hanno preso di mira persone in cerca di aiuti umanitari nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito da personale dell’ospedale Shifa, la maggior parte delle vittime è stata uccisa da colpi d’arma da fuoco mentre aspettava i camion degli aiuti vicino al valico di Zikim con Israele. Fra le vittime degli attacchi figurano inoltre 4 persone in un condominio di Gaza City, secondo quanto riferito dal personale ospedaliero e dal servizio di ambulanza.
Gli attacchi aerei israeliani e i colpi d’arma da fuoco hanno ucciso almeno 53 persone a Gaza nelle ultime 24 ore. Più della metà sono state colpite a morte mentre cercavano aiuto. La stima è dei funzionari sanitari palestinesi e del servizio di ambulanza locale. I colpi d’arma da fuoco hanno ucciso almeno una dozzina di persone che aspettavano i camion degli aiuti vicino al valico di Zikim con Israele, nel nord, secondo quanto riferito dal personale dell’ospedale Shifa, dove sono stati portati i corpi. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver sparato colpi di avvertimento per allontanare la folla “in risposta a una minaccia immediata” e di non essere a conoscenza di vittime.
“A Gaza non si muore di fame. Si tratta di una falsa campagna promossa da Hamas”. Così l’Idf sui social, dopo aver annunciato la ripresa degli aiuti umanitari a Gaza. “La responsabilità della distribuzione del cibo – sottolinea l’esercito israeliano – è delle Nazioni Unite e delle organizzazioni umanitarie internazionali. Pertanto, le Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali sono tenute a migliorare l’efficacia della distribuzione degli aiuti e a garantire che questi non raggiungano Hamas”.
L’esercito israeliano (Idf) ha annunciato che riprenderanno i corridoi umanitari “per consentire la circolazione sicura dei convogli delle Nazioni Unite che consegnano cibo e medicinali”. Inoltre, riprenderanno i lanci di aiuti umanitari nel territorio – “contenenti farina, zucchero e cibo in scatola”.
A Gaza almeno 42 persone sono morte nelle ultime 24 ore a causa degli attacchi aerei e sotto i colpi d’arma da fuoco israeliani, secondo quanto riferito da funzionari sanitari palestinesi e dal servizio ambulanze locale. Almeno una dozzina di persone sono morte a causa dei colpi di arma da fuoco esplosi dall’esercito israeliano nei confronti dei palestinesi in attesa dei camion degli aiuti umanitari vicino al valico di Zikim con Israele a nord, ha dichiarato il personale dell’ospedale Shifa, dove sono stati trasportati i corpi. L’esercito israeliano ha riferito di aver sparato colpi di avvertimento per allontanare la folla “in risposta a una minaccia immediata” e di non essere a conoscenza di vittime. Un testimone, Sherif Abu Aisha, ha raccontato che la gente ha iniziato a correre quando ha visto una luce che pensava provenisse dai camion degli aiuti umanitari, ma avvicinandosi ha capito che si trattava dei carri armati israeliani. È stato allora che l’esercito ha iniziato a sparare, ha dichiarato all’Associated Press, aggiungendo che tra le vittime c’era anche suo zio. “Siamo andati perché non c’era cibo… e non è stato distribuito nulla”, ha riferito.
Handala, l’imbarcazione degli attivisti della Freedom Flottilla Coalition, partita dal Gallipoli con aiuti umanitari, si sta avvicinando alla Striscia di Gaza, secondo gli organizzatori. Dal canto suo, l’esercito israeliano ha fatto sapere in una nota che si sta preparando al suo arrivo e di attendere indicazioni dalla leadership politica. “L’Idf applica il blocco di sicurezza marittima sulla Striscia di Gaza ed è preparato a una serie di scenari”, ha dichiarato l’esercito in una nota. Handala, con a bordo 15 attivisti, è salpata nei giorni scorsi, a distanza di un mese da quando Israele aveva intercettato ‘Madleen’ un’altra imbarcazione della Flottilla sulla quale alcuni attivisti avevano cercato di portare aiuti nella Striscia. Gli organizzatori nel pomeriggio avevano fatto sapere che Handala si trovava a 105 miglia nautiche dalle coste di Gaza, dopo aver superato il punto in cui la marina israeliana aveva intercettato la Madleen. Lo riportano i media israeliani.
Il premier britannico, Keir Starmer, ha riferito che “il Regno Unito porterà avanti piani per collaborare con partner come la Giordania per lanciare aiuti via aerea ed evacuare i bambini che necessitano di assistenza medica”. E’ quanto emerge da una nota di Downing Street, dopo la telefonata avvenuta questa mattina con il presidente francese, Emmanuel Macron, e il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, nella quale è stata discussa la situazione a Gaza.
Il premier britannico, Keir Starmer, il presidente francese, Emmanuel Macron, e il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, hanno concordato di lavorare “a stretto contatto su un piano” per “aprire la strada a una soluzione a lungo termine e alla sicurezza nella regione” di Gaza. Lo ha fatto sapere un portavoce di Downing Street, come riporta il Guardian. Nella telefonata, avvenuta questa mattina, “i tre leader hanno parlato della situazione a Gaza, che hanno concordato essere spaventosa, e hanno sottolineato l’urgente necessità di un cessate il fuoco immediato, affinché Israele revochi tutte le restrizioni agli aiuti e fornisca urgentemente a chi soffre a Gaza il cibo di cui ha così disperatamente bisogno”, viene riferito nella nota dal portavoce. Starmer ha inoltre riferito che “il Regno Unito porterà avanti piani per collaborare con partner come la Giordania per lanciare aiuti via aerea ed evacuare i bambini che necessitano di assistenza medica”.
Il direttore dell’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, Unrwa, ha criticato i lanci di aiuti aerei, che a suo dire “non invertiranno la crescente carestia” a Gaza.
In un post sui social media, Philippe Lazzarini avverte che i lanci aerei sono “costosi, inefficienti e possono persino uccidere civili affamati”. Secondo Lazzarini invece che è necessaria la volontà politica per “terminare l’assedio, aprire i cancelli e garantire spostamenti sicuri e un accesso dignitoso alle persone bisognose”.
Lazzarini prosegue affermando che la sua organizzazione ha “l’equivalente di 6.000 camion” in attesa del “via libera” per entrare a Gaza, in Giordania ed Egitto. “Trasportare gli aiuti è molto più facile, più efficace, più veloce, più economico e più sicuro. È più dignitoso per la popolazione di Gaza”, aggiunge. I lanci aerei “non impediranno la deviazione degli aiuti, l’assistenza umanitaria basata sui principi sì. Raggiunge chi ne ha bisogno”, sottolinea.
“Un messaggio di pace e di speranza per un futuro di benessere per tutti. Non ci può essere un futuro così se non per tutti”. È il messaggio portato dal nuovo Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, che questa mattina ha fatto il suo ingresso a Betlemme, primo ingresso ufficiale in Palestina.
Padre Ielpo, secondo quanto riportato dai media vaticani, è stato accompagnato dal vicario custodiale, padre Ibrahim Faltas, e da molti frati provenienti da Gerusalemme, e ha ricevuto il benvenuto da parte delle autorità civili e religiose del posto. Nel suo breve saluto durante la cerimonia svolta nell’adiacente chiesa di Santa Caterina, il sacerdote francescano ha detto: “In questo luogo, duemila anni fa, un angelo ha portato l’annuncio della nascita del Salvatore a dei pastori che vegliavano il loro gregge. Dopo lo stupore iniziale quei pastori udirono il canto del coro angelico: ‘Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini amati dal Signore’. La pace sulla terra è il riflesso della gloria di Dio nei cieli. E la gloria di Dio sulla terra si chiama pace. Senza pace non c’è gloria di Dio”.
“Forte accordo con Emmanuel Macron e Keir Starmer. Stamattina abbiamo discusso la nostra linea d’azione sulla politica mediorientale in una conversazione telefonica congiunta. Adotteremo i prossimi passi in stretto coordinamento nei prossimi giorni”. Lo scrive su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, che in mattinata ha sentito il presidente francese e il premier britannico.
Israele non ha prove che Hamas rubi regolarmente aiuti alle Nazioni Unite a Gaza, nonostante abbia usato ciò come principale giustificazione per l’istituzione della controversa Gaza Humanitarian Foundation. Lo riferisce il New York Times, citando due alti funzionari militari israeliani e altri due israeliani coinvolti nella questione. Le fonti, che hanno parlato in condizione di anonimato, affermano che il sistema delle Nazioni Unite per la distribuzione degli aiuti era il metodo più affidabile ed efficace, mentre Hamas li avrebbe rubati a organizzazioni più piccole che avrebbero contribuito. Un rappresentante di Hamas non ha risposto immediatamente alle richieste di commento, né lo ha fatto l’ufficio del premier. L’esercito ha dichiarato al Times of Israel che il saccheggio degli aiuti da parte di Hamas è “ben documentato” e che “ha sfruttato gli aiuti umanitari per finanziare attività terroristiche”, tuttavia non ha smentito il resoconto secondo cui non ci sono prove che suggeriscano un regolare saccheggio degli aiuti delle Nazioni Unite. La notizia arriva il giorno dopo che un’analisi dell’Usaid, l’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale, è giunta alla conclusione che gli aiuti finanziati dagli Stati Uniti non venissero saccheggiati sistematicamente.
Sono 5 le persone morte a Gaza nelle ultime 24 ore a causa della malnutrizione. Lo riferisce l’ospedale Al-Shifa citato dall’emittente Al-Jazeera, che riporta che fra loro ci sono almeno 2 neonati, uno dei quali era un bambino di 7 giorni morto per mancanza di latte.
A Gaza 100mila bambini di età inferiore a 2 anni, fra cui 40mila neonati, rischiano di morire a giorni a causa della “totale mancanza di latte in polvere e integratori alimentari, alla chiusura continua dei valichi e all’impossibilità di far entrare anche i beni di prima necessità”. È l’allarme lanciato dal governo della Striscia, che parla di “disastro umanitario senza precedenti e imminente” causato da Israele. Lo riporta Al-Jazeera. “Stiamo assistendo a una lenta e deliberata uccisione di massa di neonati, le cui madri da giorni sono costrette ad allattarli con acqua al posto del latte in polvere, a causa della politica di fame e sterminio perseguita dall’occupazione israeliana”, accusa il governo di Gaza.
La commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Suica, parteciperà alla conferenza di alto livello sulla questione palestinese e la soluzione dei due Stati che si terrà presso la sede delle Nazioni Unite a New York a partire da lunedì. In rappresentanza dell’Ue, la commissaria Suica ribadirà l’impegno dell’Ue a favore di una soluzione dei due Stati come unica via per una pace giusta, duratura e sostenibile. Sottolineerà inoltre gli sforzi continui dell’Ue per alleviare la situazione umanitaria sul campo, nonché il suo forte sostegno a un’Autorità palestinese riformata e rivitalizzata quale legittimo organo di governo di un futuro Stato palestinese. La commissaria contribuirà inoltre alle discussioni sul ‘giorno dopo’, concentrandosi sugli sforzi internazionali per la ripresa e la ricostruzione di Gaza.
Il Regno Unito sta “lavorando con urgenza” con la Giordania per far arrivare aiuti britannici a Gaza. Lo annuncia il primo ministro britannico, Keir Starmer, in un articolo di giornale, all’indomani dell’annuncio dell’esercito israeliano, che ha fatto sapere che consentirà i lanci aerei di aiuti nella Striscia richiesti dalla Giordania. Un funzionario giordano ha affermato che i lanci di aiuti consisteranno principalmente in cibo e latte in polvere. L’organizzazione umanitaria World Central Kitchen (Wck), intanto, ha annunciato che riprenderà le operazioni di cucina a Deir al-Balah, dopo essere stata costretta a interromperle a causa della mancanza di generi alimentari. Wck ha affermato che cercherà di servire 60mila pasti al giorno attraverso la sua cucina da campo e le cucine comunitarie dei suoi partner.
Dei coloni israeliani nella notte hanno dato fuoco a diverse case nel villaggio palestinese di Kisan, in Cisgiordania. Lo riportano i media palestinesi e lo riferisce anche l’Idf, citato dal Times of Israel. L’esercito israeliano riferisce che i soldati sono stati inviati sul posto dopo aver ricevuto segnalazioni di un incendio appiccato e ha aggiunto che diversi sospetti sono stati arrestati e consegnati alla polizia. Non si hanno notizie di feriti.
I colloqui di cessate il fuoco tra Israele e Hamas sono in un momento di stallo dopo che giovedì gli Stati Uniti e Israele hanno richiamato le loro squadre negoziali, gettando ulteriormente nell’incertezza il futuro dei colloqui. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato venerdì che il suo governo sta valutando “opzioni alternative” ai colloqui di cessate il fuoco con Hamas . Le sue dichiarazioni sono giunte mentre un funzionario di Hamas affermava invece che i negoziati dovrebbero riprendere la prossima settimana e descriveva il richiamo delle delegazioni israeliana e americana come una tattica di pressione. L’Egitto e il Qatar, che stanno mediando i colloqui insieme agli Stati Uniti, hanno affermato che la pausa è solo temporanea e che i colloqui riprenderanno, senza però specificare quando.
Un razzo è stato lanciato dal sud della Striscia di Gaza contro Israele ed è caduto in un’area aperta vicino alla comunità israeliana di confine di Kissufim. Lo riferisce l’esercito israeliano (Idf). A Kissufim sono risuonate le sirene. Il Times of Israel riporta che non si hanno notizie di feriti.
Un’altra neonata è morta di fame a Gaza. Lo riferisce Al-Jazeera, che riporta che la bambina si chiamava Zainab Abu Halib e spiega che la famiglia ha raccontato che è morta perché malnutrita e perché non riuscivano a procurarle il latte. Non solo non potevano permettersi il latte artificiale, ma non riuscivano nemmeno a trovarlo in vendita, riferisce l’emittente. La famiglia ha raccontato di avere visto morire la neonata lentamente ogni giorno, a causa della mancanza di cibo e di cure mediche. La morte di Zainab Abu Halib porta a 123 il numero dei palestinesi morti di malnutrizione a Gaza, di cui almeno 84 fra bambini e neonati.
“Il disperato bisogno di cibo all’interno di Gaza ha raggiunto livelli incredibili. Le persone stanno morendo a causa della mancanza di assistenza umanitaria” e “una recente valutazione del World Food Programme ha rilevato che quasi una persona su tre non mangia per giorni”. Lo riferisce il World Food Programme (Wfp o Pam), cioè il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite. L’agenzia Onu sottolinea che “circa 470mila persone stanno vivendo condizioni simili alla carestia (fame catastrofica – IPC Fase 5)” e che “la malnutrizione è in aumento e circa 90mila bambini e donne hanno urgente bisogno di cure”. “Gli aiuti alimentari sono l’unico modo reale per sfamare la popolazione”, afferma il Wfp.

