#MeToo, Harvey Weinstein colpevole di crimini sessuali

#MeToo, Harvey Weinstein colpevole di crimini sessuali
Harvey Weinstein appears in state court in Manhattan for his retrial, Wednesday, June 11, 2025, in New York. (Steven Hirsch /New York Post via AP, Pool) Associated Press/LaPresse

Secondo la legge di New York, l’accusa di stupro di terzo grado comporta una pena minore rispetto al reato di atti sessuali di primo grado

L’ex magnate del cinema Harvey Weinstein è stato condannato per uno dei principali capi d’accusa nel suo nuovo processo per crimini sessuali (ma è stato assolto per un altro, e i giurati non sono ancora riusciti a raggiungere un verdetto su un terzo capo d’accusa).

L’iniziale condanna di Weinstein, cinque anni fa, sembrava aver sancito la caduta di uno degli uomini più potenti di Hollywood in un momento cruciale per il movimento #MeToo. Ma la condanna è stata annullata l’anno scorso e il caso è stato rinviato per un nuovo processo nello stesso tribunale di Manhattan.

Questa volta, una giuria a maggioranza femminile ha condannato l’ex capo dello studio per aver costretto una persona a compiere un atto sessuale nel 2006. I giurati hanno assolto Weinstein da un’altra accusa di atti sessuali criminali, sempre del 2006, e dovevano continuare a deliberare sull’accusa di aver violentato un’altra donna nel 2013. Il giudice ha chiesto ai giurati di continuare a deliberare giovedì prima di rimandarli a casa per la giornata.

Secondo la legge di New York, l’accusa di stupro di terzo grado comporta una pena minore rispetto al reato di atti sessuali di primo grado. Weinstein, 73 anni, nega di aver aggredito o violentato sessualmente qualcuno.

Il caso Weinstein e la nascita del #MeToo

Era il 5 ottobre 2017 e il New York Times pubblicava le testimonianze di attrici che accusavano il Lo scandalo superò le colline di Hollywood investendo l’intera industria del cinema: centinaia di donne, star o aspiranti attrici, denunciarono di aver subito aggressioni di tipo sessuale.

Scoppiò ‘l’affaire Weinstein’: in Francia, la giornalista Sandra Muller il 13 ottobre esortò le colleghe a denunciare le molestie sul posto di lavoro attraverso l’hashtag #balancetonporc, che divenne rapidamente virale. Due giorni dopo, l’attrice americana Alyssa Milano lanciò #MeToo, che da semplice top trend su Twitter divenne un movimento globale. La valanga mediatica travolse l’attore Kevin Spacey, accusato di aver aggredito sessualmente durante la sua carriera molti uomini, di cui alcuni all’epoca minorenni: Spacey fu cacciato dalla serie ‘House of Cards’ di cui era l’attore principale, e fu annullata la sua partecipazione all’ultimo film di Ridley Scott Tutto l’oro del mondo.

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