Tensione ancora alta in Medio Oriente. Mentre proseguono con difficoltà e profonde divergenze i negoziati tra Israele e Hamas per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, torna ad accendersi il fronte del Libano. Ieri sera, giovedì, l’Idf ha bombardato nuovamente il sud di Beirut, e oggi il ministro degli Esteri dello Stato ebraico, Israel Katz, dice che “non ci sarà calma” nella capitale libanese senza la sicurezza di Israele. Ecco tutte le notizie dal conflitto IN AGGIORNAMENTO
Ghf: chiusi tutti i siti di aiuti a Gaza fino a nuovo avviso
La Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), l’organizzazione sostenuta da Israele e Stati Uniti che gestisce il nuovo meccanismo di distribuzione degli aiuti a Gaza, ha annunciato che tutti i suoi siti di distribuzione nella Striscia sono stati nuovamente chiusi oggi e che la data di riapertura sarà comunicata in seguito. Lo riporta il Times of Israel, aggiungendo che la Ghf esorta i residenti a stare lontani da questi siti “per la loro sicurezza”. L’annuncio di chiusura giunge nel primo giorno della festività musulmana dell’Eid al-Adha. I siti erano stati chiusi qualche giorno fa a seguito di una serie di sparatorie con vittime avvenute nei pressi dei centri sulle persone in attesa di ritirare gli aiuti, ma due siti nella zona di Rafah erano stati riaperti ieri pomeriggio e la Ghf aveva dichiarato di aver distribuito quasi 25mila scatole di generi alimentari dopo la riapertura.
Katz al Libano: “Niente calma a Beirut senza la sicurezza di Israele”
“Non ci sarà pace a Beirut né ordine e stabilità in Libano senza la sicurezza dello Stato di Israele. Gli accordi devono essere rispettati e, se non farete ciò che è necessario, continueremo ad agire con grande forza”. Lo ha detto il ministro della Difesa di Israele, Israel Katz, dopo che ieri sera una serie di attacchi israeliani ha colpito Beirut. Ieri sera il premier libanese, Nawaf Salam, aveva condannato gli attacchi israeliani, definendoli “sistematici e deliberati contro il Libano e contro la sua sicurezza, stabilità ed economia”.
Secondo l’esercito israeliano (Idf), nei raid di ieri sera sono stati colpiti diversi siti alla periferia sud di Beirut che ospitavano strutture sotterranee utilizzate da Hezbollah per la produzione di droni. L’Idf ha accusato Hezbollah di “lavorare alla produzione di migliaia di droni sotto la guida e il finanziamento di gruppi terroristici iraniani“. Hezbollah “ha utilizzato ampiamente i droni nei suoi attacchi contro lo Stato di Israele e sta lavorando per espandere la sua industria e produzione di droni in preparazione della prossima guerra”, ha affermato l’esercito in un comunicato. Un funzionario di Hezbollah ha negato la presenza di impianti di produzione di droni nelle località colpite. “Nell’accordo (di cessate il fuoco) è previsto un meccanismo per indagare in caso di reclami“, ha affermato il funzionario, aggiungendo che “Israele in generale, e Netanyahu in particolare, vogliono continuare la guerra nella regione“. Prima degli attacchi Israele aveva pubblicato un avvertimento su X annunciando che avrebbe colpito 8 edifici in 4 località. Un funzionario dell’esercito libanese ha riferito che l’esercito aveva cercato di convincere Israele a non effettuare gli attacchi e a lasciare invece che i funzionari libanesi entrassero per perquisire l’area, secondo il meccanismo previsto dall’accordo di cessate il fuoco, ma che l’esercito israeliano ha rifiutato, quindi i soldati libanesi si sono allontanati dai luoghi.
Oltre al primo ministro Nawaf Salam, anche il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato gli attacchi, definendoli “una palese violazione di un accordo internazionale, nonché dei principi fondamentali del diritto internazionale e umanitario e delle risoluzioni, alla vigilia di una ricorrenza religiosa sacra”, affermando che ciò dimostra il “rifiuto da parte di Israele dei requisiti di stabilità, risoluzione e pace giusta nella nostra regione”. Aoun ha accusato Israele di usare il Libano come “casella postale” per inviare un messaggio agli Stati Uniti. Washington sta negoziando con l’Iran, sostenitore di lunga data di Hezbollah, per un accordo sul programma nucleare di Teheran e ha avvertito Israele di non attaccare l’Iran nel frattempo. Gli attacchi sono avvenuti alla vigilia della festa musulmana dell’Eid al-Adha, la festa del sacrificio. È la prima volta in più di un mese che Israele colpisce la periferia della capitale libanese e la quarta da quando un accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti ha posto fine all’ultima guerra fra Israele e il gruppo militante libanese Hezbollah a novembre. Da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco, Israele ha continuato a compiere attacchi quasi quotidiani nel sud e nell’est del Libano, cosa che il Libano ha definito una violazione dell’accordo. I funzionari israeliani affermano che gli attacchi hanno lo scopo di impedire a Hezbollah di riorganizzarsi dopo una guerra che ha decimato gran parte della sua leadership e del suo arsenale. Il conflitto tra Hezbollah e Israele è iniziato l’8 ottobre 2023, quando il gruppo militante libanese ha iniziato a lanciare razzi oltre il confine a sostegno del suo alleato Hamas a Gaza. Israele ha risposto con attacchi aerei e bombardamenti e le due parti sono state coinvolte in un conflitto di bassa intensità che è continuato per quasi un anno prima di degenerare in una guerra su vasta scala nel settembre 2024. Il conflitto ha causato la morte di oltre 4mila persone in Libano, tra cui centinaia di civili, mentre il governo libanese ha dichiarato ad aprile che gli attacchi israeliani hanno ucciso altre 190 persone e ferito in 485 dal cessate il fuoco. Sono aumentate le pressioni su Hezbollah, sia a livello nazionale che internazionale, affinché rinunci al suo arsenale residuo, ma i funzionari del gruppo hanno affermato che non lo faranno finché Israele non cesserà i suoi attacchi aerei e non si ritirerà dai 5 punti che ancora occupa lungo il confine nel sud del Libano.
Ultraortodossi presenteranno disegno di legge per sciogliere la Knesset
Agudat Yisrael, la fazione hasidica del partito haredi United Torah Judaism (UTJ), che rappresenta gli ebrei ultraortodossi, ha annunciato che presenterà un disegno di legge per sciogliere la Knesset. Lo riporta Jerusalem Post.

