La Camera d’appello della Corte penale internazionale (Cpi) ha rinviato al tribunale di primo grado della stessa Cpi la controversia sulla competenza giurisdizionale relativa ai mandati d’arresto emessi a novembre del 2024 a carico del premier israeliano Benjamin Netanyahu e dell’ex ministro della Difesa Yoav Gallant in relazione alla guerra a Gaza.
I mandati d’arresto restano validi
Secondo quanto deciso dalla Camera d’appello, il tribunale di primo grado dovrà esaminare in modo più approfondito le obiezioni di Israele, che aveva obiettato che la Cpi non sia competente a emettere quei mandati d’arresto. La Pre-Trial Chamber I aveva respinto la contestazione di Israele sulla giurisdizione definendola prematura ma, secondo quanto riferisce la stessa Cpi, “la Camera d’appello ha concluso che la Camera preliminare ha commesso un errore di diritto non avendo sufficientemente esaminato l’argomento di Israele secondo cui aveva il diritto di sollevare un’eccezione di incompetenza ai sensi dell’articolo 19, paragrafo 2, lettera c), dello Statuto”. I due mandati d’arresto a carico di Netanyahu e Gallant restano in ogni caso ancora validi e non sono congelati, precisa la Cpi.

