Israele, Netanyahu si scusa per 7 ottobre: “Profondamente dispiaciuto”

Israele, Netanyahu si scusa per 7 ottobre: “Profondamente dispiaciuto”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu assiste alla commemorazione di Ze\’ev Jabotinsky al cimitero militare di Monte Herzl a Gerusalemme

Meloni al presidente iraniano Pezeshkian: “Scongiurare escalation”

Resta alta la tensione in Medio Oriente, dove si attende il minacciato attacco di ritorsione dell’Iran contro Israele per l’uccisione a Teheran del leader di Hamas Ismail Haniyeh. Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha fatto un appello alla de-escalation, contattando il nuovo presidente iraniano Pezeshkian. Intanto per la prima volta il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, si è scusato per il fallimento dell’apparato di sicurezza in occasione dell’attacco di Hamas del 7 ottobre. Ecco le notizie di oggi sulla guerra a Gaza IN AGGIORNAMENTO

Media: “Sinwar vuole tregua prima di escalation Iran-Israele”

Il leader di Hamas, Yahya Sinwar, avrebbe inviato un messaggio ai principali dirigenti del gruppo fuori dalla Striscia di Gaza, esortandoli a raggiungere un accordo di tregua con Israele senza attendere un’eventuale escalation tra Israele l’Iran. Lo riporta Canale 12, citando fonti anonime della stessa Hamas. L’emittente spiega che Sinwar starebbe subendo forti pressioni da parte dei suoi comandanti militari a Gaza e avrebbe rassicurato i leader di Hamas in Qatar che non ci saranno interferenze nei colloqui per una possibile tregua. Sinwar, tra l’altro, non sarebbe contento di essere stato scelto come successore di Ismail Haniyeh a capo dell’ufficio politico di Hamas, ritenendo che tale nomina rappresenti una trappola, un titolo che gli è stato attribuito senza la possibilità di svolgere i relativi compiti, visto che si nasconde nei tunnel di Gaza. Di conseguenza, questo consentirebbe ad altri suoi vice all’estero – ai quali non è mai stato vicino – come Zaher Jabarin, di diventare attori più rilevanti all’interno di Hamas. 

Gallant scrive ai libanesi: “Israele vuole la pace”

Lo Stato di Israele vuole pace, prosperità e stabilità su entrambi i lati del confine settentrionale e quindi non permetterà in alcun modo alla milizia di Hezbollah di destabilizzare il confine e la regione. Se Hezbollah continua la sua aggressione, Israele la combatterà con tutte le sue forze”. Lo scrive il ministro israeliano della Difesa, Yoav Gallant, in una lettera in arabo rivolta ai cittadini del Libano. Lo riporta The Times of Israel. “Ricordate il rammarico” del leader di Hezbollah Hassan Nasrallah “per la pericolosa e imprevedibile avventura dell’agosto 2006”, ha aggiunto ricordando l’ultima guerra del LIbano, “imparate la lezione per evitare un’avventura pericolosa nell’agosto 2024“.

Meloni sente Pezeshkian: invito a scongiurare escalation

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’ambito dei contatti che sta tenendo in questi giorni sulla situazione in Medioriente, ha avuto oggi un colloquio telefonico con il Presidente della Repubblica Islamica d’Iran, Masoud Pezeshkian. È quanto riporta una nota di Palazzo Chigi in cui si precisa che la presidente Meloni ha sottolineato la necessità di scongiurare un allargamento del conflitto in corso a Gaza, anche con riferimento al Libano, invitando l’interlocutore a evitare un’ulteriore escalation e a riaprire la via del dialogo. Meloni ha infine reiterato il costante impegno dell’Italia a favorire la pace e la stabilità della regione attraverso il necessario raggiungimento del cessate il fuoco nella Striscia, la liberazione degli ostaggi e il rafforzamento dell’aiuto umanitario alla popolazione civile.

Media: 15 morti in raid Israele su campo profughi Gaza

Sarebbe di 15 morti e diversi feriti il bilancio di un attacco israeliano nel quale sarebbe stato colpito il campo profughi di Bureij, nel centro della Striscia di Gaza. Lo riporta Wafa. Altre sei vittime sarebbero state provocate da un bombardamento a est di Al-Qarara, nel governatorato di Khan Younis. I corpi di tre persone, infine, sarebbero stati recuperati dalla Mezzaluna Rossa dopo un raid su Al-Zaytoun, a sud-est di Gaza City.

Media: in corso colloqui per tregua di sei settimane

Funzionari egiziani, americani, del Qatar e di Israele starebbero discutendo l’opportunità di raggiungere un accordo di tregua di sole sei settimane. Lo riporta Al-Akhbar, citando fonti informate. Gli Stati Uniti punterebbero su una situazione di “necessità” da parte di Hamas che potrebbe spingerla “ad accettare” quanto le viene proposto. Da parte sua l’Egitto ritiene che la “capacità dei funzionari negoziatori di comunicare con il nuovo capo dell’ufficio politico di Hamas, Yahya Sinwar, favorirà il processo di tregua, che non prevede – secondo quanto attualmente proposto – il rilascio di alcuni prigionieri, ma piuttosto la loro sicurezza e la fornitura di aiuti“. L’amministrazione americana, spiegano le fonti, “non vuole un’escalation” e i funzionari egiziani starebbero lavorando per scongiurarla, considerati gli intensi contatti degli ultimi giorni, sperando di “raggiungere una tregua a Gaza entro pochi giorni“.

Netanyahu si scusa per 7 ottobre: “Profondamente dispiaciuto”

Nel corso di un’intervista alla rivista Time il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, si è detto profondamente dispiaciuto per quanto avvenuto il 7 ottobre, con il fallimento sul piano della sicurezza che ha agevolato il mega attacco di Hamas. “Scusarsi? – si è chiesto Netanyahu nella sua risposta al giornalista – Certo, certo. Mi dispiace, profondamente, che sia successo qualcosa del genere. E ti guardi sempre indietro e dici: Avremmo potuto fare cose che avrebbero potuto impedirlo?“. Netanyahu, ricorda The Times of Israel, non si è formalmente assunto la responsabilità degli errori che hanno portato all’attacco di Hamas e ha tentato di addossare la colpa ai funzionari della sicurezza.

Idf chiede nuove evacuazioni a Khan Younis

Le forze israeliane di difesa (Idf) hanno rivolto un nuovo appello ai palestinesi residenti nella zona di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, affinché evacuino verso la zona umanitaria stabilita da Israele. Lo riporta The Times of Israel. Il portavoce in lingua araba dell’Idf, Avichay Adraee, ha pubblicato su X una mappa con le zone da evacuare, affermando che le truppe israeliane opereranno “con forza” contro i gruppi di miliziani nell’area della città. Le zone da lasciare comprendono i sobborghi di al-Qarara e Bani Suheila, i quartieri di Abasan e la città di Khuza’a.

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