Bimba morta a Bordighera, la lista delle “abominevoli atrocità” nelle prove raccolte dagli inquirenti

Bimba morta a Bordighera, la lista delle “abominevoli atrocità” nelle prove raccolte dagli inquirenti
La casa dove presumibilmente è morta la bimba di due anni a Perinaldo, vicino a Bordighera. (Foto: Valentina Carosini/LaPresse)

Ieri gli interrogatori della madre della piccola e del suo compagno. Il gip ha confermato il carcere per entrambi

Da un lato il silenzio, dall’altro una drammatica ora e mezza di smentite sulle violenze nei confronti della piccola Beatrice, la bimba di appena due anni trovata morta lo scorso 9 febbraio a Bordighera. C’è questo a verbale dopo gli interrogatori di garanzia di Manuel Iannuzzi e Emanuela Aiello, rispettivamente la madre della bambina e il compagno della donna, entrambi accusati di maltrattamenti pluriaggravati dalla morte della piccola, avvenuti secondo gli inquirenti in seguito ad una serie di violenze reiterate. Sono comparsi entrambi davanti al gip di Imperia, Massimiliano Botti, che ha confermato il carcere per entrambi: Iannuzzi, già indagato ma arrestato sabato mattina in un blitz all’alba dei carabinieri, e Aiello che da febbraio è in carcere, trasferita da settimane a Torino.

Il silenzio di Iannuzzi davanti al gip, la madre nega le violenze

Iannuzzi è stato il primo a comparire davanti al magistrato, in un’udienza lampo conclusasi con la scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere, prima di rimanere in silenzio ed essere riportato in carcere a Genova. L’uomo, difeso dagli avvocati Cristian Urbini e Maria Gioffrè, ha chiesto di far mettere a verbale di essere sconvolto e sotto shock. E’ nel suo cellulare che gli inquirenti hanno trovato elementi considerati ‘gravissimi’ nel circostanziare le violenze nei confronti della bambina: foto e video dove Beatrice appariva livida, tumefatta e piangeva costretta a fumare mentre gli adulti attorno ridono. Elementi che nell’ordinanza di 33 pagine vengono circostanziati come “abominevoli atrocità“, botte, schiaffi, la bambina colpita con oggetti e sbattuta contro il muro, che hanno portato ad emettere nei confronti dell’uomo la misura cautelare del carcere, nonostante le indagini ancora in corso. Foto che hanno provocato una crisi alla madre, Emanuela Aiello, anche lei davanti al gip per l’interrogatorio. Sfogliando il fascicolo ha visto anche le altre immagini, finite nell’indagine.

Un’ora e mezza di colloquio, assistita dall’avvocata Laura Corbetta, in cui la donna ha risposto a tutte le domande partendo da una premessa. “Ha ribadito di non aver mai picchiato le bambine, mai usato violenza né nei confronti della vittima né verso le due sorelline”, come ha spiegato la sua legale. La donna ha pianto a più riprese, respingendo ogni addebito, e sottolineando di non sapere nulla di quelle foto ritrovate nello smartphone del compagno, e né dei fatti raccontati dalle altre due figlie agli inquirenti, che invece descrivevano le botte inferte alla bambina.

Nel corso dell’interrogatorio la donna ha ripercorso la relazione con Iannuzzi, iniziata a novembre 2025. Un rapporto che sarebbe degenerato a metà gennaio, quando avrebbe avuto dei ripensamenti. Ha ammesso di aver lasciato sole con lui le figlie in alcune occasioni e anche il consumo di alcol e droga, iniziato proprio dopo l’incontro con l’uomo, pur escludendo l’abuso. “È provata, vuole giustizia per sua figlia e ha chiesto di poter vedere le bambine“, ha spiegato l’avvocata, ricordando che gli atti d’indagine devono ancora essere visionati dalla difesa che non aveva avuto accesso prima dell’interrogatorio. Al termine, la donna è stata riaccompagnata nel carcere di Torino e ha ottenuto l’autorizzazione a presenziare ai funerali della piccola, che potranno tenersi non appena sarà firmato il nulla osta. Intanto dovrebbero arrivare a breve la relazione del Ris sulle analisi fatte nella casa di Perinaldo, di Iannuzzi, dove verosimilmente è avvenuta la morte della bambina, e il referto completo dell’autopsia. Sul piano puramente ipotetico, il reato contestato, già mutato una volta da omicidio preterintenzionale a maltrattamenti pluriaggravati, potrebbe ancora cambiare.

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