A soli 28 anni Jordan Bardella è il volto nuovo dell’estrema destra in Francia. Delfino di Marine Le Pen, ha avuto un’ascesa politica fulminea dopo aver abbandonato gli studi universitari in geografia alla Sorbona per dedicarsi del tutto al partito. È lui che, come capolista, ha portato il Rassemblement National (Rn) a doppiare il blocco di Emmanuel Macron alle elezioni europee di inizio giugno. Ed è anche grazie a lui che, dopo che l’inquilino dell’Eliseo ha deciso a sorpresa di convocare il voto legislativo anticipato, nel primo turno del 30 luglio Rn si è confermato primo partito politico del Paese. Un rafforzamento che gli ha permesso di poter sognare di diventare il primo premier dell’estrema destra e il premier più giovane di Francia.
La condizione che ha posto per andare a Matignon è che Rn ottenga la maggioranza assoluta, cioè almeno 289 seggi all’Assemblea nazionale, ma Le Pen ha avanzato un’ipotesi di strategia in caso di maggioranza solo relativa: un’alleanza con dei deputati compatibili. Le priorità per Matignon che ha illustrato rispondono alla linea guida di promuovere legge e ordine. Punta su potere d’acquisto, sicurezza e pugno duro sull’immigrazione, oltre che su un “big bang di autorità” nelle scuole, con divieto di cellulari e obbligo di divisa, ma oltre a questo un punto controverso è quello che riguarda i titolari di doppia cittadinanza, che nella visione di Bardella non dovranno accedere a incarichi chiave in settori come difesa e sicurezza. Quanto al fronte internazionale, ha provato a contrastare le accuse al partito di Le Pen di essere ‘amico’ della Russia di Vladimir Putin e ha martellato sul fatto che non invierebbe soldati francesi in Ucraina e non consentirebbe l’invio a Kiev di missili a lungo raggio.
Il rapporto con la famiglia Le Pen e le nuove generazioni
Bardella è il primo dirigente della formazione di estrema destra francese a non essere membro della famiglia Le Pen, anche se potrebbe in futuro entrare a farne parte, visto che dal 2020 frequenta Nolwenn Olivier, nipote di Marine Le Pen. Quando ha preso il timone del partito nel 2022 dalla sua mentore si è trattato di un simbolico cambio della guardia: è stata proprio Marine Le Pen, nel 2022, a incoronare Bardella suo successore alla presidenza di Rn, incarico che lui detiene ancora. Una mossa tattica, quella di Le Pen, per lasciare le redini a un candidato più giovane, in grado di attrarre gli elettori delle ultime generazioni, e concentrarsi invece sulla corsa per l’Eliseo del 2027 e sul re-branding del partito. L’operazione cosmetica Marine Le Pen l’aveva iniziata nel 2018 con il cambio di nome da Front national a Rassemblement national, per provare a rimuovere le ultime influenze del padre Jean-Marie Le Pen, negazionista dell’Olocausto e fondatore del partito, che lei aveva già escluso dalla formazione nel 2015. Poi il lancio tattico di Bardella: “Io per la presidenza della Repubblica, lui per Matignon”.
La giovane età
La diffusione della ‘Bardella mania’ fra i giovani (alle elezioni europee Rn ha ottenuto il 26% dei voti degli under 25, contro il 19% del 2019) passa anche attraverso i social network: l’aspirante futuro premier, che spesso si concede a selfie con i sostenitori, conta oltre 1,7 milioni di follower su TikTok e 754mila su Instagram. Il macronismo ha spinto dall’inizio su volti giovani. Lo stesso Macron quando giunse all’Eliseo aveva 39 anni. E l’attuale premier Gabriel Attal, nominato da Macron a gennaio, con i suoi 34 anni è diventato il premier più giovane della storia di Francia. Bardella aspira a sottrargli il primato.
Dall’infanzia a Drancy all’ascesa nel partito
Nato nel 1995 a Drancy, nel dipartimento di Seine-Saint-Denis, alla periferia di Parigi, Bardella ha sempre messo in evidenza il fatto di avere vissuto nella banlieue in una famiglia con background migratorio. Un elemento che gli ha fatto gioco per ammorbidire l’immagine del partito. La madre era immigrata in Francia dall’Italia negli anni ’60 e di origini italiane è anche il padre, con una nonna di origini algerine. I genitori si sono separati quando lui aveva un anno e a crescerlo è stato la madre. Bardella non ha frequentato la scuola pubblica del quartiere, ma un istituto semi-privato cattolico in cui lo ha mantenuto il padre, che stava economicamente bene grazie alla gestione di un’attività di distributori di bevande nella cittadina di Montmorency, a nord di Parigi. L’ingresso in politica nel partito di Le Pen a 17 anni. Poi, dopo un’iscrizione alla Sorbona, Bardella lascia la carriera universitaria per dedicarsi esclusivamente alla politica. Da lì l’ascesa: prima incarichi a livello locale, diventando capo della federazione dell’allora Front National nel suo dipartimento d’origine, Seine-Saint-Denis; a soli 20 anni è eletto consigliere regionale per l’Ile de France. Dopo le presidenziali del 2017, quando conosce Marine Le Pen, viene scelto come uno dei portavoce del partito e si unisce all’ufficio nazionale. Solo due anni dopo, nel 2019, è vicepresidente del partito e nello stesso anno, a 23 anni, diventa il secondo più giovane europarlamentare della storia europea. A novembre del 2022, quindi, l’incoronazione a presidente di Rn. Ora, dopo la vittoria da capolista alle europee e al primo turno delle legislative, la corsa per Matignon.

