Domani tocca all'Irlanda, seguita da tutti gli altri Paesi Ue nel fine settimana

Aperti i seggi fino alle 21 in Olanda per dare il via ai quattro giorni di voto per le elezioni europee. Si tratta del primo Paese dei 27 stati membri ad andare al voto e sarà seguito domani dall’Irlanda e da tutti gli altri nel fine settimana. I risultati sono attesi per domenica sera. Il voto olandese arriva sei mesi dopo che il Partito per la Libertà di Geert Wilders, partito di estrema destra, ha ottenuto la vittoria alle ultime elezioni nazionali. I sondaggi suggeriscono che Wilders farà leva su questa popolarità per affermarsi anche in questo voto.

In Olanda attacchi hacker a siti web partiti

I siti web di diversi partiti politici sono stati attaccati in Olanda, dove oggi sono iniziate le operazioni di voto per le elezioni europee. Lo riferisce l’emittente Nos, spiegando che si è trattato di attacchi DoS e sottolineando che si è trattato di un inconveniente per gli elettori che volevano cercare oggi informazioni sui candidati alle europee e sulle loro posizioni. Sono stati colpiti i siti del Partito per libertà (Pvv) del leader di estrema destra Geert Wilders, del Forum per la Democrazia di Thierry Baudet (FvD) e del partito Appello Cristiano Democratico (Cda). Secondo quanto riporta l’Algemeen Dagblad, i siti sono successivamente tornati accessibili. Il gruppo di hacker filorusso Hacknet ha scritto che continua “ad attaccare i siti web dei Paesi Bassi e dei loro partiti”, riporta ancora Nos”.

Urne aperte in Olanda

I cittadini dei Paesi Bassi potranno votare dalle 7:30 fino alle 21:00. Appena chiuse le urne ci saranno due exit poll, con i sondaggi raccolti fuori dai seggi. Lo spoglio inizierà questa sera ma i risultati non saranno annunciati prima di domenica alle 23, quando l’ultimo Paese, l’Italia, avrà finito di votare.

Estonia

In realtà i primi a scegliere i propri rappresentanti all’Eurocamera sono stati gli estoni lunedì, con il voto per corrispondenza e online per i residenti all’estero, a seguire altri Stati che stanno raccogliendo i primi voti via posta e nei consolati.

Gli altri Paesi

Venerdì 7 sarà la volta dell’Irlanda e della Repubblica Ceca (che voterà anche il giorno dopo), sabato 8 si voterà in Lettonia, Malta, Slovacchia e Italia (che voterà anche domenica 9 assieme a tutti gli altri paesi Ue).

Sondaggi e pronostici

Gli ultimi sondaggi pubblicati oggi, rispetto alla settimana prima, registrano un calo di un seggio per il Pvv, il partito di destra del vincitore delle ultime elezioni Geert Wilders (nel gruppo Id assieme alla Lega), al quale vengono attribuiti otto seggi, al pari della colazione di sinistra-verdi PvdA/GL (S&D e Verdi), ai liberali del Vvd (Renew), del premier uscente Mark Rutte, dovrebbero andare cinque seggi, ad Appello Cristiano Democratico (gruppo Ppe) due seggi, agli storici liberali di D66 (Renew) due seggi e al Partito per gli Animali (La Sinistra) un seggio. Da domenica sera tutti con il pallottoliere in mano a osservare i dati che affluiranno nell’emiciclo del Parlamento europeo a Bruxelles trasformato in una mega sala stampa. Probabilmente per l’Italia, visto il divieto di pubblicare sondaggi negli ultimi 15 giorni prima del voto, la sorpresa sarà più grande. A livello europeo, invece, le rilevazioni continuano ad essere effettuate e diffuse. Glu ultimi dati raccolti ieri danno al Ppe 182 seggi, ad S&D 136, ai liberali di Renew Europe 81, ai conservatori di Ecr 79, alla destra di Id 69, 55 ai Verdi, 38 a La Sinistra e 80 ai partiti non-iscritti e non affiliati. Se lo scenario viene confermato, i liberali di Renew rimarrebbero terza forza ma perderebbero più di 20 seggi, brusco calo anche per i Verdi, che perderebbero quasi 20 seggi, il gruppo dove siede Fratelli d’Italia guadagnerebbe invece 11 seggi, Id subisce la fuoriuscita dei tedeschi di AfD. Se tali pronostici venissero confermati, avremmo un Parlamento un po’ più a destra ma non tanto dissimile da quello attuale, il che lascia presagire una riproposizione della maggioranza tra popolari, socialisti e liberali. Molto dipenderà anche da dove si siederanno i tanti deputati non ancora iscritti ai gruppi e se si formeranno nuovi gruppi.

Occhi puntati sulle destre

Gli occhi sono tutti puntati sulle destre. Sia il presidente del Ppe, Manfred Weber, che la candidata dei popolari per un secondo mandato alla Commissione europea, Ursula von der Leyen, hanno più volte confermato la volontà di aprire un dialogo con le destre che siano pro-Europee, pro-Ucraina e pro-Stato di diritto. Prima fra tutte la premier Giorgia Meloni e il suo partito Fratelli d’Italia che dovrebbe mandare circa 22-23 rappresentanti a Strasburgo. Tra i popolari, tuttavia, non tutti sono d’accordo ad aprire alla premier italiana. Di certo a favore sono gli spagnoli, che già avevo stretto un’alleanza con Vox, un’altra forza del gruppo Ecr dove siede Meloni. Dal gruppo Identità e democrazia, dove siede la Lega di Salvini, è già uscito il partito estremista tedesco Alternative für Deutschland, ma non basta: anche Rassemblement National di Marine Le Pen, dato di gran lunga il primo partito in Francia, potrebbe essere tentato dalla scalata nella platea dei presentabili, magari con un avvicinamento a Giorgia Meloni. In quel caso potrebbe nascere un nuovo gruppo e il ‘cordone sanitario’ da parte delle altre forze politiche potrebbe essere lasciato solo attorno a Id.

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