Sono venti gli uomini accusati, ma solo 14 sono comparsi in aula. Il capo è Salah Abdeslam

È cominciato in un’aula ad hoc il processo ai venti uomini accusati della serie di attacchi terroristici avvenuti a Parigi nel 2015 a opera dello Stato Islamico e che avevano causato 130 morti e centinaia di feriti. Il 13 novembre 2015, nove tra uomini armati e attentatori suicidi avevano colpito nell’arco di pochi minuti l’uno dall’altro lo Stade de France, il teatro del Bataclan, oltre a ristoranti e bar. L’unico sopravvissuto a quella notte è uno degli imputati ed è accusato dell’attacco più mortale avvenuto in Francia dalla Seconda guerra mondiale. La stessa rete dello Stato Islamico aveva colpito Bruxelles mesi dopo, uccidendo altre 32 persone.

CHI È AL BANCO?

Sono venti gli uomini accusati, ma solo 14 sono comparsi in aula. Il capo è Salah Abdeslam, che ha abbandonato la macchina e un gilè imbottito di esplosivo poco funzionante ed è fuggito nel suo nascondiglio di Bruxelles, la città dove è nato. Cinque dei sei uomini imputati ‘in absentia’ sono presumibilmente morti, mentre di uno si sono perse le tracce. La maggior parte di loro rischia l’ergastolo, se ritenuto colpevole, perché complice degli attacchi. Solo Abdeslam è accusato di omicidio.

PERCHÉ L’AULA SPECIALE?

Questo è il più grande processo della storia francese. Sono coinvolte quasi 1.800 vittime, inclusi i sopravvissuti, che hanno sofferto danni fisici e psicologi, e le famiglie, che quella notte hanno perso i propri cari. Li rappresentano un totale di 330 avvocati. La corte è stata costruita nel Palazzo di giustizia di Parigi del tredicesimo secolo, dove tra gli altri sono stati giudicati Maria Antonietta ed Émile Zola. L’aula, fatta di legno chiaro e piena di enormi pannelli, può ospitare 550 persone, tutti gli imputati e dieci telecamere. I processi verranno trasmessi in diretta. Per la prima volta le vittime avranno inoltre una linea audio sicura per ascoltarli da casa, se vorranno, con 30 minuti di ritardo.

COME SI SVOLGERÀ IL PROCESSO

Il processo durerà nove mesi. Settembre sarà dedicato alle prove, esposte dalla polizia e dalla scientifica. A ottobre ci saranno le testimonianze delle vittime. Da novembre a dicembre testimonieranno le autorità, tra cui l’ex presidente francese Francois Hollande, e i parenti degli aggressori. Da gennaio a marzo 2022 gli imputati saranno interrogati più volte sulla cronologia degli eventi, dalla preparazione degli attacchi a quello che è successo in seguito. All’inizio di aprile gli esperti forniranno le perizie psicologiche e a maggio ci saranno le valutazioni finali, mentre il verdetto è previsto per la fine di maggio.

CHE TIPO DI SICUREZZA È PREVISTA PER UN EVENTO DI QUESTA PORTATA?

La corte si trova in un’isola al centro di Parigi, l’Île de la Cité. Tutto il traffico, anche pedonale, sarà bloccato nella maggior parte delle strade nei dintorni e lungo le rive della Senna. Ci saranno diverse entrate per le parti, che verranno perquisite a ogni ingresso nell’edificio e in più punti di controllo. Il processo comincerà ogni giorno a 12.30 per evitare di spezzare per la pausa pranzo.

IL PROCESSO VERRÀ TRASMESSO?

Nessuna delle udienze verrà trasmessa in televisione o ritrasmessa per il pubblico, però verranno registrate per motivi di archivio. I video non saranno accessibili al pubblico. Le telecamere non potranno filmare se non in aula. La registrazione di video è illegale nelle corti francesi ed è stata permessa solo per pochi casi, ritenuti di valore storico. Il processo degli attacchi terroristici è il tredicesimo. In passato, la Francia ha permesso la registrazione dei processi ai Nazisti e ai loro collaboratori, tra cui Klaus Barbie, ma anche agli ufficiali del Rwanda coinvolti nel genocidio dei Tutsi e per figure legate alla dittatura del generale cileno Augusto Pinochet. I processi registrati più recenti risalgono allo scorso anno e sono stati quelli degli attacchi di gennaio 2015 contro Charlie Hebdo.

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