Le parole del presidente americano: "Rispetteremo gli impegni presi con gli afghani"

L’evacuazione dall’aeroporto di Kabul “è uno dei trasporti aerei più difficili della Storia, e viene fatto grazie agli Usa: più di 13mila persone sono state evacuate da quando abbiamo iniziato”. Lo ha detto il presidente Usa, Joe Biden, in conferenza stampa alla Casa Bianca. È la seconda volta in pochi giorni che Biden decide di parlare e rispondere alle domande sulla grave crisi in atto a Kabul dopo la rapida presa del potere dei talebani, che ancora una volta ammonisce: “Sono stato chiaro, qualsiasi attacco alle operazioni in aeroporto avrà una risposta immediata”. Operazioni che vengono ‘protette’ da un dispiegamento di 6mila “dei nostri uomini migliori. Faremo tutto il possibile per far arrivare tutte le persone in aeroporto e la ragione per cui non abbiamo ancora allargato il perimetro è perché questo probabilmente avrebbe conseguenze non volute”.

Biden non può nascondere dunque le difficoltà di questi giorni, con lo scalo della capitale afghana ‘assediato’ da migliaia di persone e i militari Usa che faticano a tenere sotto controllo la situazione. Ma ribadisce: le operazioni “continueranno nei prossimi giorni, faremo tutto quello che possiamo per dare una evacuazione sicura agli americani e agli afghani che sono in pericolo perché hanno collaborato con le forze estere. Vi garantisco che mobiliterò tutte le risorse necessarie. Siamo in costante contatto con i talebani, per garantire la sicurezza degli americani e dei civili”.

Le preoccupazioni sono forti soprattutto per il controllo dei talebani sulle strade che portano all’aeroporto, ma Biden rassicura i connazionali: “I checkpoint talebani fanno passare chi ha un passaporto americano. Ma altro problema è per chi è tra la folla: ieri e l’altro ieri siamo usciti dall’aeroporto e abbiamo portato dentro 69 americani. Il problema ora è come gestire la folla. Ci sono moltissimi afghani che ci hanno aiutato e ora vogliono venire in America, e faremo di tutto per aiutarli. Ma con i talebani abbiamo un accordo e ai checkpoint faranno passare gli americani”.

La Casa Bianca però non sa con precisione quanti siano i cittadini Usa nel Paese: “Stiamo lavorando – ammette il presidente – per avere il numero esatto di americani presenti e di coloro che potranno tornare negli Stati Uniti”. E sottolinea la collaborazione con i Paesi alleati, smentendo le critiche: “Ieri tra i vari evacuati 169 americani sono stati trasportati tramite risorse aeree di altri Paesi. Queste operazioni vanno avanti congiuntamente con gli alleati. Ho parlato con Johnson, Merkel e Macron e siamo d’accordo che riuniremo il G7 la settimana prossima. Nessuno degli alleati ha criticato o messo in discussione il nostro operato”.

Quello che ora si deve assolutamente evitare, nel medio termine, è che gli estremisti trovino terreno fertile tra le nuove ‘guide’ afghane: “I talebani devono capire che l’Isis e i terroristi sono loro nemici, e non permetteremo che l’Afghanistan diventi una base per i terroristi”. Nell’immediato, intanto, “abbiamo messo in sicurezza l’aeroporto” di Kabul “e fatto riprendere i voli, non solo quelli militari, per portare via i civili in pericolo. Abbiamo divisioni dell’esercito che proteggono lo scalo. Sono stati giorni molto duri, si capisce che la popolazione è terrorizzata, è un dolore che sento a livello umano. Ora abbiamo una missione da compiere in Afghanistan, e abbiamo circa 6mila dei nostri uomini migliori lì per farlo. Porteremo a termine l’evacuazione nelle circostanze più difficili. Mi assumo la responsabilità del dispiegamento delle forze”.

Infine, il presidente difende di nuovo le sue scelte: “Siamo andati in Afghanistan con lo scopo preciso di liberarci di Al Qaeda e prendere Osama Bin Laden, e lo abbiamo fatto. Ora, secondo le informazioni che avevamo, quello che è successo sarebbe potuto avvenire più avanti, e invece è avvenuto prima del previsto. Non ci aspettavamo che le posizioni afghane sarebbero state abbandonate così in fretta. Ma non c’è modo in cui avremmo potuto lasciare l’Afghanistan senza quello che state vedendo adesso. Eravamo in una posizione non comoda”.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata