Il documento dell'orrore. Abbiamo deciso di pubblicarlo il video diffuso in rete che mostra le immagini strazianti dell'assassinio di Hevrin Khalaf, attivista per i diritti delle donne, Segretaria generale del Partito Futuro siriano, strenua attivista per la convivenza pacifica tra curdi, siriani e turchi. A giustiziarla sarebbero state le milizie mercenarie arabe pro turche, ex terroristi assoldati alla causa di Ankara. Un omicidio voluto, organizzato. E' stata trucidata sull’autostrada M4, tra Manbij e Qamishlo. La sua Toyota bloccata, gli occupanti fatti scendere e crivellati di colpi. Lei forse violentata, poi lapidata in strada. Nel video dell'orrore una voce fuori campo sentenzia: "così muoiono i maiali". Un efferata esecuzione nel quadro terribile della nuova guerra scatenata dal regime di Erdogan.
Abbiamo deciso di pubblicare questo documento con l'accorgimento di sfuocare le immagini più crude. Quelle del corpo e del volto di Hevrin martoriato. Immagini che devono essere un colpo e un monito agli attori della diplomazia internazionale che in questi giorni sono chiamati a prendere decisioni fondamentali, per gli equilibri dell'area, per la credibilità e non solo la sicurezza del mondo occidentale. Una decisione quella di pubblicare difficile e combattuta, un gesto estremo che però crediamo dovuto, a renderlo ultimo atto di una vita spesa per combattere soprusi e promuovere la convivenza, un impegno per il quale Hevrin ha pagato con la vita. Ci sono immagini scioccanti e cruente, che proprio in quanto tali diventano icone e sono chiamate a scuotere gli animi. Lo furono quelle del Vietnam o quelle dei Balcani, la bimba Kim Phuc nuda e bruciata dal napalm o ancora il bombardamento del mercato di Sarayevo: furono quelle immagini di corpi maciullati a convincere finalmente l'opinione pubblica e la comunità internazionale che era ora di intervenire.
