Baghdad (Iraq), 6 mar. (LaPresse/Reuters) – I militanti dello Stato islamico hanno saccheggiato e raso al suolo l’antica città assira di Nimrud, nel nord dell’Iraq. Lo hanno reso noto fonti del governo e delle tribù locali. “Membri dello Stato islamico sono venuti alla città archeologica di Nimrud e hanno rubato oggetti di valore, per poi radere al suolo il sito”, ha riferito a Reuters la fonte tribale di Mossul, nei pressi della quale sorge l’antica città assira. Il ministero del Turismo ha emesso ieri sera un comunicato, in cui ha affermato che i militanti stanno sfidando il mondo con la distruzione di reperti antichi.
“Hanno attaccato l’antica città di Nimrud e l’hanno rasa al suolo con macchinari pesanti, appropriandosi di oggetti archeologici che risalgono a 13 secoli prima di Cristo”, si legge nella nota. La settimana scorsa era stato pubblicato un filmato in cui alcuni militanti distruggevano statue e reperti antichi assiri in un museo di Mossul.
Dura la condanna del governo iracheno, che ha detto di “condannare questi atti criminali e chiedere al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite di convocare subito un incontro di emergenza”. I militanti, si legge ancora nella nota di Baghdad, “stanno sfidando la volontà del mondo e i sentimenti dell’umanità con questo nuovo attacco”. Anche l’Unesco si è pronunciata: “Ancora una volta c’è stato un attacco contro il popolo iracheno, a ricordarci che niente è al sicuro dall’operazione di pulizia culturale in corso nel Paese”. La direttrice dell’Unesco, Irina Bokova, ha proseguito: “La distruzione deliberata di un patrimonio culturale è un crimine di guerra”.

