Bruxelles (Belgio), 23 mar. (LaPresse/AP) – L’Unione europea ha prolungato fino al 2014 la missione antipirateria Atalanta. Lanciata nel 2008, e ha esteso la zona delle operazioni fino alla costa somala e alle acque interne del Paese africano. La decisione dei ministri degli Esteri dell’Ue segna un importante cambiamento di strategia, visto che finora la missione era incentrata sugli sforzi volti a fermare i pirati nel mare. I ministri non hanno precisato cosa intendano con “territorio del litorale e le acque interne”, ma alcuni funzionari del blocco a 27 hanno spiegato che le nuove tattiche comprenderanno l’uso di navi da guerra o elicotteri per prendere di mira le barche di pirati ormeggiate lungo la costa e i veicoli usati da bucanieri. In un comunicato i ministri degli Esteri dell’Ue hanno riferito che il governo di transizione somalo ha accettato l’offerta di Bruxelles.

La forza dell’Ue è responsabile per la protezione delle navi del Programma alimentare mondiale che trasportano aiuti alimentari in Somalia e delle imbarcazioni di sostegno logistico delle truppe dell’Unione africana. Monitora inoltre le attività di pesca al largo delle coste della Somalia. “La decisione di oggi – si legge nella nota – permetterà alle forze dell’operazione Atalanta di lavorare direttamente con il governo federale di transizione e con altri enti somali per sostenere la loro lotta alla pirateria nelle zone del litorale”. “L’estensione del mandato fino alle fine del 2014 conferma l’impegno dell’Ue a combattere la pirateria al largo del Corno d’Africa”, ha dichiarato l’ammiraglio Duncan Potts, comandante dell’operazione. “La pirateria – ha aggiunto – ha causato così tanta sofferenza al popolo somalo e agli equipaggi delle navi che transitano nell’area, ed è giusto che continuiamo con i nostri sforzi”.

Negli ultimi 12 mesi gli attacchi di pirati a navi internazionali nell’oceano Indiano e nel mar Rosso sono diminuiti. Nel primo trimestre del 2011 i pirati hanno catturato 19 navi, mentre da aprile fino a dicembre dell’anno scorso hanno preso soltanto sei imbarcazioni. Questa tendenza, spiegano le autorità, continua anche quest’anno. L’Ue mantiene da cinque a dieci navi da guerra al largo delle coste del Corno d’Africa. La Nato ha una flotta simile, nota come Ocean Shield, e altri Paesi hanno inviato navi per pattugliare la regione. Un ufficiale Nato, rimasto anonimo, ha rivelato che l’Alleanza sta rivalutando le regole del proprio coinvolgimento e sta “pensando di consolidarlo”. Ma, ha aggiunto, “azioni a terra non fanno parte di questo rafforzamento”.

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