Il premio sarà assegnato l'8 luglio a Roma

Sono stati annunciati al Teatro Romano di Benevento i cinque finalisti del Premio Strega 2021, che sarà assegnato l’8 luglio a Roma. Sono Emanuele Trevi con ‘Due vite’ (Neri Pozza); Edith Bruck con ‘Il pane perduto’ (La nave di Teseo), già vincitrice del Premio Strega Giovani assegnato oggi; Donatella Di Pietrantonio con ‘Borgo Sud’ (Einaudi); Giulia Caminito con ‘L’ acqua del lago non è mai dolce’ (Bompiani) e Andrea Bajani con ‘Il libro delle case’ (Feltrinelli).

Le opere finaliste

Il libro di Andrea Bajani, ‘Il libro delle case’ (Feltrinelli), è un romanzo costruito come un’appassionante partita di Cluedo. Un viaggio attraverso i cambiamenti degli ultimi cinquant’anni, nelle sue geografie, nelle sue architetture reali così come in quelle interiori, i luoghi da cui veniamo e quelli in cui stiamo vivendo, le palazzine di periferia degli anni sessanta, lo sparo che cambia il corso della storia, e il bacio rubato dietro una tenda. In un romanzo unico per costruzione, poesia e visionarietà, Bajani traccia il grande affresco di un’educazione sentimentale a metri quadri. Giulia Caminito con ‘L’ acqua del lago non è mai dolce’ (Bompiani), ha scritto un romanzo ancorato nella realtà e insieme percorso da un’inquietudine radicale. Odore di alghe e sabbia, di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d’acqua: sulle rive del lago di Bracciano approda, in fuga dall’indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, madre coraggiosa con un marito disabile e quattro figli. Antonia è onestissima e feroce, crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua figlia femmina a non aspettarsi nulla dagli altri. E Gaia impara: a non lamentarsi, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo, a leggere libri e non guardare la tv, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe e l’infelicità dove nessuno può vederla.

Donatella Di Pietrantonio con ‘Borgo Sud’ (Einaudi) ci regala in queste pagine un’emozione calda e sussurrata. È il momento più buio della notte, quello che precede l’alba, quando Adriana tempesta alla porta con un neonato tra le braccia. Non si vedevano da un po’, e sua sorella nemmeno sapeva che lei aspettasse un figlio. Ma da chi sta scappando? È davvero in pericolo? Adriana porta sempre uno scompiglio vitale, impudente, ma soprattutto una spinta risoluta a guardare in faccia la verità. Anche quella piú scomoda, o troppo amara. Così tutt’a un tratto le stanze si riempiono di voci, di dubbi, di domande. Entrando nell’appartamento della sorella e di suo marito, Adriana, arruffata e in fuga, apparente portatrice di disordine, indicherà la crepa su cui poggia quel matrimonio: le assenze di Piero, la sua tenerezza, la sua eleganza distaccata, assumono piano piano una valenza tutta diversa.

Edith Bruck con ‘Il pane perduto’ (La nave di Teseo), già vincitrice del Premio Strega Giovani assegnato oggi da una giuria composta da 600 studenti, di istituti superiori italiani e stranieri. L’autrice, per non dimenticare e per non far dimenticare, sorvola sulle ali della memoria eterna i propri passi. Miracolosamente sopravvissuta con il sostegno della sorella più grande Judit, ricomincia l’odissea. Il tentativo di vivere, ma dove, come, con chi? Dietro di sé vite bruciate, comprese quelle dei genitori, davanti a sé macerie reali ed emotive. Il mondo le appare estraneo, l’accoglienza e l’ascolto pari a zero, e decide di fuggire verso un altrove. Che fare con la propria salvezza? Bruck racconta la sensazione di estraneità rispetto ai suoi stessi familiari che non hanno fatto esperienza del lager, il tentativo di insediarsi in Israele e lì di inventarsi una vita tutta nuova.

Infine in cinquina Emanuele Trevi con ‘Due vite’ (Neri Pozza): è la storia di tre amici, Emanuele Trevi che racconta Rocco Carbone e Pia Pera, due scrittori scomparsi troppo giovani. Racconta delle sconfitte e delle euforie, dei litigi e dei gesti indimenticabili, delle notti romane; e parla del dolore di averli persi. Questo libro è il modo di tenerli vicini, anche se il tempo che passa cerca di allontanarli. Le storie, la memoria, la riflessione, le divagazioni e la distrazione – sono tutte caratteristiche della scrittura di Trevi, e della sua capacità di tirarci dentro un tempo e un luogo che non pensavamo ci riguardasse così tanto. Due vite di Emanuele Trevi è un libro capace di trasformare l’intimità e la malinconia in letteratura, rendendole universali a avvicinandole alle vite di tutti.

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