Manovra, il governo insiste: "Nessun piano B". Ma Savona: "Cambiare se spread ci sfugge"

Timori da Bankitalia: "Tensioni sui mercati hanno effetti su banche, imprese e famiglie"

Nel giorno in cui lo spread sfonda il tetto dei 300 punti, sale a 315 per chiudere poi a 298, il governo ripete che "indietro non si torna", ma il ministro per gli Affari europei Paolo Savona ammette che "se ci sfugge", arrivando magari a 400 punti o oltre, "deve cambiare la manovra". Una frase quasi 'scappata' al ministro, durante l'intervista a Porta a Porta, perché invece la linea del governo è un'altra, e cioè che "non si arretra", come dice Salvini, che "non c'è nessun piano B" e "crediamo che spiegando la manovra possa scendere lo spread", per dirla con il ministro dell'Economia, Giovanni Tria. Linea condivisa dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: "Non ha senso adesso dire emergenza o non emergenza. Bisogna continuare a lavorare seriamente. Il Governo può fare questo, il Governo non governa i mercati. Può solo presentarsi con le carte in regola, con una manovra seria responsabile e comunicarla".

"Non c'è stata finora un'esplosione" dello spread, dice il titolare del Mef, e del resto anche per Savona "non arriverà a 400, ne sono abbastanza sicuro: vincerà il mercato. Il mercato non vuole la crisi, che interesse avrebbe?". Sta di fatto che con il Def è stata prevista una cabina di regia permanente a palazzo Chigi, incaricata di monitorare la situazione ogni trimestre. E da cui, se necessario, potrebbero eventualmente emergere correzioni di rotta. Limiti di sicurezza, spiega, non ce ne sono, ma il ragionamento è chiaro: "Con tutte le critiche che si sono riversate, il mercato avrebbe potuto reagire e gli speculatori ne avrebbero approfittato, ma il mercato si è dimostrato più cauto della politica ed anche dei titoli dei giornali".

Eppure non sono solo i giornali a esser preoccupati: Bankitalia, in audizione in Parlamento, ha sottolineato che "una minore valutazione dei titoli di Stato in portafoglio incide sui requisiti patrimoniali delle banche; oltre certi limiti, può ridurne la capacità di offrire credito all'economia" e che le oscillazioni del differenziale Btp/Bund "esercitano i propri effetti anche sui soggetti italiani, famiglie, imprese, istituzioni finanziarie, che lo detengono. In ultima analisi al debito pubblico fa riferimento una parte importante del nostro risparmio".

Per il vicepremier Salvini, però, "quando tutti leggeranno i contenuti della manovra economica e scopriranno che ci sono più posti di lavoro, più diritti e meno tasse, gli operatori economici seri che non fanno battaglie politiche a colpi di spread scommetteranno sull'Italia e investiranno in Italia", dice convinto che la forza dell'Italia "è un risparmio privato che non ha eguali al mondo".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata