Bankitalia: "Lo spread alto rischia di vanificare gli effetti della manovra"

L'allarme nel secondo Rapporto sulla stabilità finanziaria del 2018. Fa eco l'agenzia di rating Moody's

Lo spread sta impoverendo le famiglie italiane e mettendo in fuga gli investitori esteri. La Banca d'Italia avverte sugli effetti di un differenziale tra Btp e Bund tedesco a 300 punti base sull'economia italiana, afflitta già "dalla bassa crescita e dall'alto debito pubblico". Nel Rapporto sulla stabilità finanziaria, via Nazionale scrive che "un'ipotetica ridenominazione del debito in una valuta diversa dall'euro", ovvero la minaccia di una 'Italexit', ha abbattuto a partire da maggio il valore dei Btp, del 9%, per le "ingenti vendite da parte di investitori esteri" che non si vedevano dai tempi della crisi del debito nel 2011-2012.

Moody's fa da eco a palazzo Koch. L'agenzia internazionale di rating sostiene in un rapporto che una ulteriore "significativa" escalation del conflitto tra Roma e Bruxelles sulla manovra "sarebbe negativa" per il merito di credito italiano, già recentemente tagliato a 'Baa3' da 'Baa2', con l'outlook cambiato da 'stabile' a 'negativo'. Kathrin Muehlbronner, Senior Vice President di Moody's, dichiara che "gli investitori retail italiani avranno probabilmente bisogno di svolgere un ruolo più importante" nel comprare Btp e Bot.

Un'affermazione che arriva proprio nel giorno in cui il Ministero dell'Economia fa sapere che la domanda della deludente emissione del Btp Italia dei giorni scorsi è per il 93%, tra gli istituzionali, attribuibile a banche e fondi italiani. D'altra parte i titoli del Tesoro di Roma, per il momento, rischiano di essere iscritti a bilancio come perdite. Secondo Bankitalia l'impennata dello spread può costare alle casse pubbliche "oltre 5 miliardi nel 2019 e circa 9 nel 2020 se i tassi dovessero restare coerenti con le attuali aspettative dei mercati".

Uno spread che, dicono da via Nazionale, si avvia a mangiarsi tutto lo 0,6% di Pil aggiuntivo che il governo si aspetta dalla manovra e che, comunque, "presuppone moltiplicatori di bilancio piuttosto elevati", avverte la stessa Bankitalia. Lo spread avrebbe inoltre effetti negativi "sul peso del debito" e andrebbe a intaccare l'economia reale dell'Italia. Gli alti livelli dello spread, si legge infatti nell'analisi della Banca d'Italia, "ostacolano il calo del rapporto debito/Pil, riducono il valore della ricchezza delle famiglie, frenano e rendono più oneroso il credito al settore privato, peggiorano le condizioni di liquidità e la patrimonializzazione di banche e assicurazioni".

Anzi, dall'istituto centrale guidato da Ignazio Visco, fanno sapere che il differenziale sta già erodendo la ricchezza delle famiglie italiane. "La situazione finanziaria delle famiglie - scrive Bankitalia - rimane solida, benché il calo delle quotazioni dei titoli abbia già determinato una contrazione del valore della loro ricchezza". Tengono meglio le imprese, anche se il rallentamento della crescita pone ulteriori rischi sul sistema imprenditoriale italiano. "Le condizioni patrimoniali delle imprese - afferma palazzo Koch - sono migliorate negli ultimi anni, anche se il rallentamento ciclico frena la crescita degli utili". 

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