“Lo scorso agosto il debito delle Amministrazioni pubbliche è risultato pari a 3.200,8 miliardi, in diminuzione di 6,1 rispetto al mese precedente”. Lo rileva la Banca d’Italia nella pubblicazione ‘Finanza pubblica: fabbisogno e debito’. Il decremento “riflette il calo delle disponibilità liquide del Tesoro (16,6 miliardi, a 59,1), solo parzialmente compensato dal fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (10,4 miliardi) e dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,1 miliardi)”.
Debito pubblico, il calo riguarda soprattutto le Amministrazioni centrali
Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, “la diminuzione del debito è imputabile a quella osservata per le Amministrazioni centrali (6,4 miliardi), in parte compensata dal lieve aumento del debito delle Amministrazioni locali (0,2 miliardi). Il debito degli Enti di previdenza è rimasto invariato”. “La vita media residua del debito è lievemente diminuita a 7,8 anni, dai 7,9 del mese precedente”, prosegue Bankitalia.
La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia “ha continuato a diminuire, collocandosi al 16,4 per cento (dal 16,6). A luglio (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era aumentata al 36,5 per cento mentre quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) al 14,7 per cento (dal 36,2 e 14,6 per cento, rispettivamente)”.
Entrate tributarie, ad agosto aumento dell’1,2%
“Ad agosto le entrate tributarie del bilancio dello Stato sono state pari a 56,7 miliardi, in aumento dell’1,2 per cento (0,7 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2025. Nei primi otto mesi del 2026 esse sono state pari a 391,2 miliardi, in aumento del 2,5 per cento (9,4 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”, rileva la Banca d’Italia.

