Tumore al seno, la ricostruzione subito preserva anche la sensibilità

Tumore al seno, la ricostruzione subito preserva anche la sensibilità
Klaus-Dietmar Gabbert/picture-alliance/dpa/AP Images

La ricostruzione immediata consente non solo di ripristinare volume e forma del seno, ma anche di preservarne la sensibilità

Restituire alle donne non soltanto l’integrità corporea, ma anche sensibilità, benessere e qualità di vita dopo un tumore al seno. La ricostruzione mammaria immediata viene eseguita contestualmente all’intervento oncologico quando le condizioni cliniche lo consentono. Una possibilità sempre più diffusa, al centro del Breast reconstruction awareness (Bra) Day, la Giornata internazionale per la consapevolezza della ricostruzione mammaria.

Il Bra Day 

In occasione del Bra Day, che si celebra il 21 ottobre, la Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva-rigenerativa ed estetica (Sicpre) e l’Istituto europeo di oncologia (Ieo) hanno promosso un evento informativo aperto a tutte le donne, che sarà ospitato a Milano alle 17 dalla sede di Kpmg. 

Gli interventi ricostruttivi dopo il tumore al seno

Tra il 1 agosto 2023 e il 31 dicembre 2025 in Italia sono stati effettuati circa 27.230 interventi ricostruttivi con protesi dopo un tumore al seno. Nel 92% delle operazioni la protesi è stata impiantata contestualmente all’intervento oncologico, secondo i dati del Registro nazionale degli impianti protesici mammari del ministero della Salute.

Preservare la sensibilità

“Con la microchirurgia è possibile ripristinare non solo il volume e la forma del seno, ma anche preservarne la sensibilità. Grazie alle tecniche di neurotizzazione, infatti, si suturano anche i nervi periferici, permettendo alla donna di sentire il proprio corpo come prima dell’intervento”, spiega Francesca De Lorenzi, coordinatrice del Bra Day della Sicpre e direttore dell’Unità di Innovazione, sviluppo e organizzazione dello Ieo.

Le tecniche chirurgiche e l’approccio sempre più conservativo agli interventi oncologici possono contribuire anche a ridurre il rischio di linfedema, un ristagno di linfa che provoca gonfiore al braccio e all’avambraccio, limita i movimenti e può favorire fragilità cutanea e infezioni. 

L’impatto del recupero fisico sulla vita quotidiana 

Il recupero fisico ha ricadute anche sulla vita quotidiana. “Ritornare prima come prima – dice De Lorenzi – permette alla donna di essere presente in famiglia, sul lavoro, nella vita. E soprattutto le fa vivere una minore sofferenza. È questo il vantaggio più grande”.

La ricostruzione ha inoltre un significato che va oltre l’aspetto estetico. “Ripristinare l’integrità corporea dopo un intervento al seno non è una questione puramente estetica, ma un passo importante nel processo di guarigione per la maggior parte delle pazienti», sottolinea Paolo Veronesi, direttore del Programma senologia Ieo. “Riappropriarsi della propria femminilità e piacere a se stesse dopo la sala operatoria è una grande opportunità che oggi offre la chirurgia ricostruttiva per superare la malattia”.

Per Pietro Berrino, presidente della Sicpre, “la ricostruzione mammaria comprende diverse tecniche, completamente personalizzate caso per caso. Protesi, espansori, trapianto di grasso e lembi di cute e muscolo prelevati dalla paziente stessa possono dare oggi risultati estremamente positivi, anche sovrapponibili a quelli della chirurgia estetica”, afferma. In Italia l’intervento di ricostruzione mammaria è a carico del Servizio sanitario nazionale.

Il Bra Day sarà dedicato proprio alle possibilità offerte dalle tecniche ricostruttive e al loro impatto sulla vita dopo il tumore. “Ci impegniamo a trasmettere il messaggio che si può guarire senza mutilazioni e si può tornare alla vita di prima stando bene con se stesse e il proprio corpo”, dichiara Mario Rietjens, direttore della Chirurgia plastica Ieo.

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