Carburanti, il settore dei trasporti si mobilita: camionisti e tassisti verso lo sciopero

Carburanti, il settore dei trasporti si mobilita: camionisti e tassisti verso lo sciopero
Brescia, 28 settembre 2026 (Photo by Spada/LaPresse)

Chiedono al governo di intervenire in maniera strutturale sui rincari di benzina e diesel

Il price cap varato da Eni e Ip sui carburanti non ferma le preoccupazioni del settore dei trasporti, che chiede al governo di intervenire in maniera strutturale sui rincari dei carburanti ed è pronto a mobilitarsi, fino allo sciopero.

Autotrasportatori in sciopero contro il caro-carburanti

A muoversi per primi sono i camionisti, con il Comitato autotrasportatori siciliani che proclama il blocco dei trasporti nei porti dell’isola – a partire dal 16 ottobre – per quattro giorni fino al 20 del prossimo mese. Una mobilitazione che arriva “non avendo avuto alcun riscontro da parte del governo alla nostra richiesta di intervento sul caro carburante”, sottolinea il coordinatore Salvatore Bella, che aggiunge: “Rimarremo fermi con i nostri camion nei nostri piazzali, fino a quando il governo non ci darà delle risposte”.

Carburanti, il settore dei trasporti si mobilita: camionisti e tassisti verso lo sciopero
Brescia, 28 settembre 2026 (Photo by Spada/LaPresse)

Tassisti: “Delusi e sorpresi”

Una prima presa di posizione a cui fa subito eco quella di un’altra categoria fortemente colpita dal rialzo dei carburanti. A minacciare l’astensione dal lavoro e dunque lo stop del servizio, infatti, sono anche i tassisti. “Siamo delusi e sorpresi dal poco ascolto da parte del governo”, spiega Loreno Bittarelli, presidente di ItTaxi, per cui il settore “ha problemi seri, trascurati da diversi mesi, nonostante le nostre denunce e sollecitazioni”. In particolare, sottolinea Bittarelli, “le nostre tariffe sono decise dai Comuni” ma “noi non possiamo, di fronte a questi maxi-aumenti dei costi dei carburanti – applicare rincari senza il loro via libera”.

Il problema, spiega Bittarelli, è che gli stessi Comuni “fanno finta di niente” mentre “il governo neanche ci convoca: una cosa molto grave, oltre che deludente”. “Il costo del carburante, ma anche quello di rotolamento delle vetture, è fuori controllo”, sottolinea Nicola Di Giacobbe della Filt Cgil, ribadendo che gli addetti del settore “non riescono più a garantire ai cittadini la tariffa che il Comune ci impone”. Di conseguenza, serve un intervento dell’esecutivo, che dovrebbe dichiarare il carburante relativo al servizio taxi ‘carburante professionale’”, aggiunge Di Giacobbe, riducendone dunque strutturalmente le accise “così come avviene per la nautica o per l’agricoltura”.

La speranza resta comunque “in un’interlocuzione positiva con il governo“, nonostante “lo sciopero sia un’opzione“, aggiunge Claudio Giudici di UriTaxi, secondo il quale se lo sconto unilaterale deciso da Eni e Ip “è sicuramente positivo”, dall’altro lato “è marginale rispetto al quadro complessivo”. Questo perchè gli sconti “sono tra il 6 e l’8% dei prezzi dei carburanti, a fronte di rincari negli ultimi mesi anche del 40%”, spiega il presidente di UriTaxi. Senza considerare, aggiunge Giudici, all’impatto dell’inflazione “sul costo della vita complessivo per i lavoratori”. 

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