Ex Ilva, i giudici confermano lo stop dell’area a caldo di Taranto

Ex Ilva, i giudici confermano lo stop dell’area a caldo di Taranto
Taranto, 5 agosto 2015 (Foto LaPresse/Cosimo Calabrese)

Il blocco dovrà essere completato entro il 28 ottobre

La Corte d’Appello di Milano ha confermato lo stop dell’area a caldo dello stabilimento dell’Ex Ilva di Taranto. È stata dunque rigettata la richiesta presentata dai legali dello stabilimento industriale e da Acciaierie d’Italia di sospensiva del decreto che a luglio aveva dato 90 giorni per fermare gli altiforni fino alla rimozione. Il blocco dovrà essere completato entro il 28 ottobre. 

Lo stop alle procedure di licenziamento

Adesso bisognerà capire anche come si procederà con il tema dei licenziamenti. Martedì scorso il governo Meloni, in occasione dell’incontro a Palazzo Chigi con le associazioni datoriali sull’ex Ilva di Taranto, aveva lanciato un invito a sospendere le procedure di licenziamento annunciate dalle aziende dell’indotto, almeno fino alla decisione della Corte d’Appello di Milano sulla chiusura dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto. Una risposta positiva era arrivata dalle associazioni maggiormente rappresentative delle aziende coinvolte con Aigi e confederazione Aepi che, “per senso di responsabilità”, avevano deciso di accogliere l’appello sospendendo le procedure di licenziamento.

Il governo non esclude una partecipazione pubblica nell’ex Ilva

L’esecutivo, intanto, non esclude una partecipazione pubblica nell’ex Ilva, come richiesto dai sindacati, purché sia presentato un piano industriale solido e credibile. Lo aveva detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Per quanto riguarda i tempi di valutazione delle offerte, occorreranno un paio di mesi perché scada il termine per la presentazione e ai quali seguirà poi la trattativa, per tutta la durata della quale resterà in piedi l’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva.

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