In Italia il volume di affari generato dall’economia sommersa supera i 77 miliardi di euro all’anno. Un dato impressionante riportato da un’analisi dell’Ufficio studi della CGIA su dati Istat riferiti al 2023.
Su un totale di 2,6 milioni di occupati irregolari, il 37,5% opera nel Sud, ma il fenomeno negli ultimi anni è cresciuto anche nel Centro-Nord. Il valore aggiunto prodotto nel 2023 dal lavoro “nero” è stato pari a 77,1 miliardi di euro, di cui 27,5 miliardi nel Mezzogiorno, 19,4 nel Nordovest, 16,5 nel Centro e 13,7 nel Nordest. Dei 2.608.600 occupati non regolari stimati in Italia dall’Istat, 979.500 si trovano nel Meridione, 634.000 nel Nordovest, 572.300 nel Centro e 422.800 nel Nordest.
Lavoro irregolare in Italia, i numeri in ogni regione
- Lombardia – 402.500 irregolari – tasso di irregolarità 8,0%
- Lazio – 335.700 irregolari – tasso di irregolarità 12,1%
- Campania – 283.100 irregolari – tasso di irregolarità 14,4%
- Sicilia – 221.200 irregolari – tasso di irregolarità 14,0%
- Puglia – 190.700 irregolari – tasso di irregolarità 13,1%
- Emilia-Romagna – 169.600 irregolari – tasso di irregolarità 7,7%
- Veneto – 169.100 irregolari – tasso di irregolarità 7,2%
- Piemonte – 162.000 irregolari – tasso di irregolarità 8,5%
- Toscana – 141.600 irregolari – tasso di irregolarità 8,2%
- Calabria – 111.300 irregolari – tasso di irregolarità 17,9%
- Sardegna – 73.000 irregolari – tasso di irregolarità 11,5%
- Liguria – 64.300 irregolari – tasso di irregolarità 9,5%
- Abruzzo – 60.900 irregolari – tasso di irregolarità 11,2%
- Marche – 57.900 irregolari – tasso di irregolarità 8,5%
- Friuli Venezia Giulia – 40.600 irregolari – tasso di irregolarità 7,4%
- Umbria – 37.100 irregolari – tasso di irregolarità 9,8%
- Basilicata – 25.500 irregolari – tasso di irregolarità 12,3%
- Provincia autonoma di Bolzano – 21.900 irregolari – tasso di irregolarità 6,9%
- Provincia autonoma di Trento – 21.600 irregolari – tasso di irregolarità 7,9%
- Molise – 13.800 irregolari – tasso di irregolarità 12,6%
- Valle d’Aosta – 5.200 irregolari – tasso di irregolarità 8,3%
I settori con il maggior numero di lavoratori irregolari
Il maggior numero di irregolari – sempre secondo CGIA – si annida tra colf e badanti: poco più di 615.000 unità che danno luogo a un tasso di irregolarità di questo settore pari al 48,8%. A seguire c’è l’agricoltura (che presenta un tasso del 20,8% e 196.100 irregolari), le attività artistiche (con il 20,3% e 225.300 irregolari) e alloggio e ristorazione (con il 14,4% e 261.200 irregolari).
- Attività di famiglie come datori di lavoro (colf, badanti, etc.) – 615.200 irregolari
- Agricoltura, silvicoltura e pesca – 196.100 irregolari
- Attività artistiche, intrattenimento, altri servizi – 225.300 irregolari
- Alloggio e ristorazione – 261.200 irregolari
- Costruzioni – 210.000 irregolari
- Commercio all’ingrosso, dettaglio, riparazione auto e moto – 321.400 irregolari
- Attività professionali – 234.600 irregolari
- Informazione e comunicazione – 43.800 irregolari
- Trasporto e magazzinaggio – 70.400 irregolari
- Industria manifatturiera – 196.800 irregolari
- Amministrazione pubblica; associazione sociale, istruzione, sanità e assistenza sociale – 200.300 irregolari
- Attività finanziaria e assicurativa – 23.300 irregolari
- Industria estrattiva – 600 irregolari
- Energia elettrica, gas, acqua, rifiuti – 9.600 irregolari

