Salgono i prezzi dei carburanti, mentre si attende con preoccupazione il 25 agosto, quando scadranno anche gli sconti sul gasolio voluti dal governo. Oggi, 18 agosto, il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,994 euro al litro per la benzina (ieri 1,994) e 2,099 euro al litro per il gasolio (ieri 2,093). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,073 euro al litro per la benzina e 2,173 euro al litro per il gasolio.
Confimprenditori: “Con il gasolio oltre 2 euro imprese allo stremo”
“Anche oggi il prezzo del gasolio supera i 2 euro al litro. I provvedimenti del Governo si sono dimostrati, come prevedibile, del tutto inefficaci. Mentre il Parlamento è in vacanza, migliaia di imprese vedono lievitare i costi di trasporto, produzione e distribuzione. A pagare il prezzo più alto sono il comparto della pesca, con i pescherecci costretti a fare i conti con costi di armamento insostenibili, e gli autotrasportatori, già in affanno da anni per il caro carburante e ora ulteriormente schiacciati dai rincari. Sono allo stremo: è una situazione insostenibile, che rischia seriamente di tradursi in una perdita di investimenti e occupazione. Le aziende non possono più aspettare”. Lo afferma in una nota il presidente di Confimprenditori Stefano Ruvolo.
Fapi: “Gasolio torna a livelli pre-decreto, servono misure più incisive”
“Il prezzo del gasolio è tornato ai livelli registrati prima degli effetti delle misure adottate dal Governo sulle accise. È un dato che desta forte preoccupazione per famiglie e imprese e che impone di valutare ulteriori interventi per contenere il costo dei carburanti”. Lo afferma Gino Sciotto, presidente nazionale della Fapi – Federazione Autonoma Piccole Imprese, commentando gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit. Il prezzo medio del diesel in autostrada ha raggiunto oggi 2,173 euro al litro, contro i 2,170 euro di ieri, tornando esattamente al livello del 4 agosto. Sulla rete stradale nazionale il gasolio self si attesta invece a 2,099 euro al litro, rispetto ai 2,093 euro del giorno precedente.
“La riduzione delle accise – sottolinea Sciotto – ha rappresentato un intervento importante del Governo per contrastare l’emergenza, ma la dinamica dei prezzi sta rapidamente assorbendo il beneficio. Il rischio concreto è che il costo del diesel continui a pesare in maniera insostenibile soprattutto sulle piccole imprese, sull’autotrasporto, sull’artigianato e su tutte quelle attività nelle quali il carburante costituisce una voce rilevante dei costi”. “Occorre quindi continuare sulla strada intrapresa, rafforzando le misure e intervenendo anche sulle cause che determinano gli aumenti. Non possiamo consentire che gli sforzi finanziari messi in campo dallo Stato vengano neutralizzati in pochi giorni dall’andamento dei prezzi alla pompa”. “La Fapi – conclude Sciotto – chiede al Governo di mantenere alta l’attenzione e di valutare, qualora i prezzi dovessero restare su questi livelli, un ulteriore intervento sulle accise e misure specifiche a tutela delle piccole imprese maggiormente esposte al caro-carburanti. Difendere il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese significa difendere l’economia reale del Paese”.
Codacons: “Prezzi tornati in piena emergenza, intervenire per controesodo”
I prezzi dei carburanti non solo tornano ai valori del 4 agosto, quando il governo ha prorogato il taglio delle accise, ma addirittura quelli della benzina superano sia in autostrada che sulla rete ordinaria i livelli del 27 luglio, prima del varo dello sconto fiscale, che come noto ha interessato solo il gasolio. Lo sottolinea il Codacons, in una elaborazione messa a disposizione di LaPresse.
Dal confronto tra i prezzi dei carburanti del 27 luglio, prima del taglio delle accise, e quelli rilevati il 18 agosto emerge che sulla rete ordinaria, la benzina è passata da 1,982 a 1,994 euro al litro, con un aumento di 1,2 centesimi, per un pieno, questo si traduce in una maggiore spesa di circa 0,6 euro. Il gasolio, invece, è sceso da 2,185 a 2,099 euro al litro, con una riduzione di 8,6 centesimi e un risparmio di circa 4,3 euro a pieno. Tuttavia, rispetto a quanto sarebbe stato possibile risparmiare con uno sconto di 17 centesimi al litro, la spesa per un pieno risulta ancora superiore di circa 4,2 euro.
Anche in autostrada la benzina registra un aumento: da 2,071 a 2,073 euro al litro, pari a 0,2 centesimi in più e a una maggiore spesa di circa 0,1 euro per un pieno. Per il gasolio, invece, il prezzo scende da 2,255 a 2,173 euro al litro, con una diminuzione di 8,2 centesimi e un risparmio di circa 4,1 euro a pieno. Anche in questo caso, però, il risparmio resta inferiore a quello che si sarebbe ottenuto con un taglio di 17 centesimi al litro: la differenza di spesa è infatti di circa 4,4 euro per un pieno.
“I prezzi alla pompa sono tornati su livelli di piena emergenza: chi viaggia a benzina paga oggi più di prima che il governo intervenisse, mentre sul gasolio la riduzione effettiva dei listini è pari a circa la metà dello sconto fiscale – afferma il Codacons – È quindi indispensabile non solo prorogare il taglio delle accise, ma anche estenderlo alla benzina. Senza un intervento, il grande controesodo estivo rischia di rimanere scoperto proprio quando milioni di italiani si sposteranno in auto, con il pericolo di una nuova stangata sui rifornimenti”.

