Istat: sale la pressione fiscale nel primo trimestre 2026, consumi in crescita dell’1,4%

Istat: sale la pressione fiscale nel primo trimestre 2026, consumi in crescita dell’1,4%
Foto di archivio

Esulta il ministro Urso. Meno entusiasmo da parte dell’Unione Nazionale Consumatori e del M5S

Sale la pressione fiscale in Italia. Nei primi tre mesi del 2026 è infatti stata pari al 37,6%, in crescita di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In ribasso invece il rapporto deficit/Pil, che scende al 7,8% nel primo trimestre dell’anno in corso rispetto all’8,4% dei primi tre mesi dell’anno passato. Sono alcuni dei dati diffusi dall’Istat, che ha rilasciato il rapporto “Conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società”.

Novità anche sul fronte del reddito disponibile delle famiglie, che aumenta dell’1,6% rispetto nel primo trimestre 2026 rispetto al trimestre precedente. La propensione al risparmio è pari all’8%, in aumento dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, ma i consumi crescono “solo” dell’1,4% e il potere d’acquisto dello 0,8%.

Quelli su reddito e consumi sono numeri “che confermano la solidità del percorso intrapreso, siamo sulla strada giusta“, commenta il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

Reazioni meno entusiastiche da parte delle associazioni dei consumatori. L’Unc parla di dati “superati dall’effetto-Iran” dato che nel primo trimestre 2026 “non si erano ancora dispiegati gli effetti nefasti” del conflitto nel Golfo. Nel secondo trimestre “questi dati, ora relativamente positivi, sono destinati, purtroppo, a peggiorare”, sottolinea l’associazione.

“La pressione fiscale continua ad aumentare in modo spaventoso”, ribatte il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli concentrandosi invece sul tema della tassazione.

L’Istat segnala inoltre come la quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,8%, sia diminuita di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il saldo primario delle Amministrazioni Pubbliche, infine, è risultato negativo nel primo trimestre 2026, con un’incidenza sul Pil del -4,4%, mentre il saldo corrente è stato anch’esso negativo, con un’incidenza sul Pil del -2,9%.

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