Nonostante la mancata qualificazione dell’Italia, i viaggiatori italiani si posizionano a sorpresa nella top 10 dei mercati internazionali per volume di prenotazioni aeree verso i paesi ospitanti i Mondiali di calcio 2026 (Stati Uniti, Canada e Messico). È quanto emerge dagli ultimi dati forniti a LaPresse da Sojern, la principale piattaforma di marketing digitale per il turismo. L’Italia infatti esprime il 2,6% delle prenotazioni aeree internazionali complessive (escludendo il traffico domestico nordamericano), confermandosi uno dei principali mercati di riferimento in Europa, subito dietro a Regno Unito (20,2%), Germania (5,0%), Francia (4,1%) e Spagna (2,9%).
Le mete preferite
La costa est degli Stati Uniti e, in particolare, la metropoli di New York rappresentano il polo d’attrazione principale per i tifosi e i turisti in partenza dall’Italia. New York, con la vicina New Jersey, intercetta da sola oltre la metà delle preferenze, con il 51,5% delle prenotazioni aeree totali dall’Italia. Los Angeles si posiziona al secondo posto con il 10,8% delle preferenze. Miami segue in terza posizione, staccando il 9,0% delle prenotazioni. Toronto è la prima meta canadese scelta dagli italiani, con il 6,1%.
L’effetto New York è strettamente legato al calendario delle partite: i picchi di intenzioni di viaggio dall’Italia coincidono con le date dei match chiave del 13 giugno (9,1% degli eventi totali), del 27 giugno (8,4%), del 16 giugno (7,9%) e del 30 giugno (7,1%). I dati sui comportamenti d’acquisto evidenziano come i viaggiatori italiani stiano pianificando viaggi lunghi, trasformando la trasferta sportiva in una vera e propria vacanza estiva. I flussi dall’Italia si concentreranno principalmente tra il 13 e il 27 giugno, in perfetta corrispondenza con la fase a gironi e gli ottavi di finale, con picchi marcati nei giorni 13-15 giugno e 25-27 giugno. La maggior parte degli italiani (27%) si tratterrà per 6-7 notti. Il 25% ha pianificato un soggiorno di 8-9 notti e il 16% rimarrà tra le 10 e le 11 notti. Solo una quota marginale del 4% si limiterà a un viaggio breve di 2-3 notti.
Tante prenotazioni nonostante il contesto macroeconomico debole
L’andamento delle ricerche e delle prenotazioni dall’Italia verso gli Stati Uniti si inserisce in un contesto macroeconomico generale più debole per il 2026, con un calo dei volumi dei biglietti aerei di circa il 13% su base annua registrato a maggio. Tuttavia, all’interno di questo scenario di cautela verso il lungo raggio, i flussi legati ai Mondiali di calcio mostrano un segnale comportamentale distinto e ad altissimo intento: l’attività di viaggio si è concentrata con largo anticipo fin da inizio anno, focalizzandosi nettamente nelle settimane precedenti i match. Questo cluster di viaggiatori si muove in un trend di forte pressione della domanda globale sulle città ospitanti: a livello internazionale, la sola area di New York/New Jersey registra un incremento delle prenotazioni dei voli del +7,2% su base annua, con tariffe alberghiere medie (ADR) che hanno subito un rincaro del +18,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
“I dati di quest’anno evidenziano una polarizzazione interessante nei comportamenti di viaggio degli italiani”, commenta Luca Romozzi, commercial director Europa di Sojern, “se da un lato assistiamo a una flessione generale sui voli transatlantici a favore di mete domestiche o di prossimità in Europa, la Coppa del mondo Fifa rappresenta una straordinaria eccezione guidata dall’intento di viaggiare per l’evento. Il fatto che l’Italia si attesti tra i primi cinque mercati europei per volume di prenotazioni verso le città ospitanti, nonostante la mancata qualificazione della Nazionale, conferma quanto gli Stati Uniti siano una meta desiderata e centrale nell’immaginario dei viaggiatori italiani. Ma quest’anno chi decide di attraversare l’Atlantico pianifica viaggi più lunghi e concentra il soggiorno attorno alle date delle partite, trasformando l’evento nel fulcro dell’esperienza di viaggio. Per gli operatori del settore osservare questa moltitudine di comportamenti conferma l’importanza fondamentale di abbandonare i vecchi modelli di pianificazione per un approccio data-driven, capace di intercettare l’utente nel momento esatto in cui manifesta un’intenzione di viaggio così specifica e personalizzare l’offerta in base al suo reale comportamento d’acquisto”.

