“Non sono tanto le grandi organizzazioni, ma chi all’interno le gestisce e si relaziona, a fare la differenza anche nel mondo della finanza”. Così a LaPresse suor Giuliana Galli, cofondatrice dell’Associazione Mamre, con alle spalle una lunga esperienza da responsabile del volontariato del Cottolengo e con una conoscenza diretta nel mondo dell’economia e della finanza in quanto ex vicepresidente della Compagnia di San Paolo. Sulle mosse di risiko che vedono al centro Mps con l’offerta di Bpm e l’Opas di Intesa Sanpaolo- Unipol- Bper e sul loro potenziale impatto anche sui risparmiatori, sui lavoratori e sul territorio, suor Giuliana non entra nel merito, né sulle singole operazioni in campo.
“Non so cosa stiano facendo sul Monte dei Paschi tutti questi grandi attori in gioco, contenitori di risparmi e di profitti- risponde – ma la questione fondamentale è sempre la relazione tra persone in queste organizzazioni, il senso di responsabilità di cui sono investite e il senso della sussidiarietà, di volontà di fare bene per tutto il paese”. La religiosa parla di responsabilità a partire “dai vertici, da chi esercita la leadership, fino ai ruoli alla base” della piramide gerarchica. “Nelle grandi banche – sottolinea- tutti quanti siamo chiamati alla responsabilità per il bene comune e credo che questo sia uno dei valori da promuovere e preservare con forza, perché mi sa che oggi ne siamo un po’ mancanti”. E della sua esperienza passata in Compagnia sottolinea che “a seconda delle responsabilità affidate, c’era chi , portava avanti i temi nel sociale, chi nell’educazione e sono stati otto anni vissuti bene e senza conflitti. Chi è venuto dopo continua a fare questo”.

