Più flessibilità al Patto, la richiesta italiana sul tavolo di Dombrovskis

Più flessibilità al Patto, la richiesta italiana sul tavolo di Dombrovskis

Il commissario Ue all’Economia riferisce della proposta avanzata dal ministro Giancarlo Giorgetti. Al momento si stanno valutando le opzioni, anche di politica fiscale.

Più flessibilità al Patto. Il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis parla così – al termine dell’Eurogruppo a Cipro – della richiesta avanzata dal ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti.

“Il ministro Giorgetti ha sollevato” il tema della flessibilità alla riunione dell’Eurogruppo – dice Dombrovskis – “anche nel contesto di una lettera che abbiamo ricevuto in commissione Europea dalla premier Meloni. Stiamo attualmente valutando le opzioni, comprese quelle di politica fiscale, per affrontare al meglio la crisi, incluso l’utilizzo delle flessibilità esistenti all’interno del nostro quadro fiscale”.

Ma – aggiunge Dombrovskis – “dobbiamo anche tenere presente, nella progettazione di questa risposta specifica, i principi che abbiamo appena illustrato, ovvero che le misure devono essere temporanee e mirate e devono anche preservare la sostenibilità fiscale. Direi che l’Italia è il Paese che, per così dire, ha chiesto con maggiore coerenza una maggiore flessibilità. Anche altri Paesi hanno sollevato la questione in contesti diversi ma in generale sembra esserci un accordo sulla necessità di una risposta di politica fiscale mirata”.

“Ho parlato con Dombrovskis, è da un po’ di tempo che ci parlo spesso – rileva Giorgetti – non c’è nessuna soluzione che aiuti l’Italia, ci sono soluzioni che aiutano tutti i Paesi dell’Europa, in una situazione molto complicata e difficile. Noi abbiamo fatto una proposta. Riteniamo che questa proposta sia assolutamente razionale e di buon senso. Sappiamo che i tempi di esame e di valutazione da parte degli organismi europei e da parte degli altri Paesi, non sono immediati. Quindi, sono tempi che richiedono qualche giorno o qualche settimana, però continuiamo a insistere perché riteniamo di essere nel giusto”.

“La nostra proposta – aggiunge poi Giorgetti – è interpretare gli spazi concessi per la difesa in termini di sicurezza nazionale. Uno dei mantra miei è quello che la sicurezza economica è sicurezza nazionale e quindi riteniamo che quello che sta accadendo nel Medioriente sia paragonabile in termini economici, come conseguenze, a quello che è accaduto con l’aggressione russa”.

Quindi Giorgetti ricorda come ci siano anche “altre soluzioni” oltre all’estensione della clausola di salvaguardia prevista dal Patto di Stabilità.

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