Dalla Bce nessuna anticipazione sui tassi. La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde non si fa scappare neanche un accenno alla decisione che tra un paio di settimana verrà presa sui tassi d’interesse. La ripresa dell’inflazione lascia infatti immaginare che potrebbe esserci un rialzo dei tassi per riportare la rotta in scia al raggiungimento stabile del 2%, che resta l’obiettivo dichiarato.
“Per coloro che desiderano ricevere indicazioni su cosa faremo l’11 giugno – afferma Lagarde parlando con la stampa al termine dell’Eurogruppo a Cipro – mi dispiace dire che non avrete molte indicazioni da parte mia, perché continueremo a seguire un approccio basato sui dati e riunione per riunione al fine di determinare l’orientamento di politica monetaria più appropriato per raggiungere il nostro obiettivo del 2% a medio termine”.
“Alla fine di aprile – ricorda Lagarde – abbiamo deciso di mantenere invariati i tre principali tassi di interesse della Bce. Ci impegniamo a definire la politica monetaria in modo da garantire che l’inflazione si stabilizzi al nostro obiettivo del 2% nel medio termine”.
Inoltre – riferisce Lagarde – “abbiamo discusso della risposta fiscale allo shock dei prezzi dell’energia, e ho sottolineato che le misure fiscali dovrebbero essere temporanee, mirate e su misura, e che qualsiasi deviazione da questi tre principi sarebbe dannosa e porterebbe a un diverso orientamento della politica monetaria”.
“Sebbene la crisi energetica stia spingendo al rialzo l’inflazione e pesando sull’economia, le aspettative di inflazione a lungo termine rimangono sostanzialmente ben ancorate – rileva ancora Lagarde – le implicazioni di questa guerra per l’inflazione a medio termine e per l’attività economica dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock dei prezzi dell’energia e dalla portata dei suoi effetti indiretti, nonché dagli effetti di secondo ordine, ai quali prestiamo particolare attenzione”.

