In Italia aumenta la povertà. Sulle spalle di questo “disagio sociale” pesa la crescita dei costi dell’energia con sempre più persone che non riescono a pagare le bollette di luce e gas. L’Istat delinea un quadro chiaro, in questo ambito, nel rapporto annuale 2026.
Nel 2025 in Italia la popolazione a rischio di povertà, misurata in base al reddito familiare, ammonta a quasi 11 milioni di individui (18,6% del totale, stabile rispetto al 2024), dato che conferma la persistenza di un’area di vulnerabilità economica ampia e strutturale all’interno del Paese. Si diffondono – prosegue l’Istat – “forme specifiche di disagio“, come la povertà energetica, che rifllette l’aumento dei costi e la fragilità dei redditi mentre l’incidenza dell’insicurezza alimentare diminuisce.
Per chi vive in famiglie con almeno un componente straniero, l’incidenza del rischio di povertà è più che doppia (33,7%, contro il 16,6% delle persone in famiglie di soli italiani). Particolarmente esposte sono anche le persone che vivono in famiglie monogenitoriali con figli minori (36,3%). Le percentuali più elevate si registrano nelle Isole (35,4%) e nel Sud (30,5%), a fronte di valori sensibilmente inferiori nel Centro (15,1%) e nel Nord (11,2% nel Nord-Ovest e 9,4% nel Nord-Est).
Il peso di luce e gas
La povertà energetica è una sorta di moltiplicatore di disagio che non consente alle famiglie l’accesso a servizi energetici essenziali come riscaldare o raffreddare la casa, cucinare, illuminare gli ambienti o utilizzare gli elettrodomestici di base. Negli ultimi anni si è registrato un incremento della povertà energetica delle famiglie, dal 7,7% nel 2022 al 9% nel 2023 e al 9,1% nel 2024.
L’aumento ha interessato tutto il territorio in particolare il Nord-Ovest (da 5,6 a 8%) e le Isole (da 11,2 a 14,6%).
Le spese domestiche
Nel 2025 il 35,9% degli individui dichiara che le spese per l’abitazione rappresentano un onere economico pesante; il 22,4% riferisce di arrivare alla fine del mese con difficoltà o con grande difficoltà, e il 47,7% dichiara di non essere riuscito a risparmiare nell’ultimo anno.
Una quota significativa di famiglie sperimenta limitazioni nella capacità di sostenere spese non ordinarie o di accedere a consumi che contribuiscono al benessere e alla qualità della vita: il 35,7% della popolazione non può permettersi infatti una settimana di vacanza all’anno lontano da casa e il 25,6% ha difficoltà a fare fronte, con risorse proprie, a spese impreviste. Ulteriori elementi di criticità sono evidenziati dal 5,2% degli individui, più di 2 milioni di cittadini italiani e quasi 1 milione di stranieri che sono in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale.
Sicurezza alimentare
Condizioni socioeconomiche disagiate possono compromettere la capacità di acquistare cibo sufficiente, nutriente e di qualità. In Italia, spiega l’Istat, dal 2014 si osserva un generale miglioramento di questo indicatore: la quota di persone che non poteva permettersi un pasto proteico era pari al 12,6% nel 2014, ha raggiunto il 14,3% nel 2016 ed è scesa stabilmente sotto il 10% a partire dal 2019. Nel 2025 l’incidenza si attesta al 9,3% (9,9% nel 2024), interessando circa 5,4 milioni di individui. Il fenomeno non si manifesta in modo omogeneo sul territorio: nel 2025 il valore è più elevato nel Mezzogiorno (13,2%), mentre si colloca su livelli sensibilmente più contenuti nel Nord-Est (6%), nel Nord-Ovest (7,7%) e nel Centro (8%).

