Carburanti, Codacons: “In 11 giorni il prezzo del gasolio è sceso solo del 3,7%, petrolio -14%”

Carburanti, Codacons: “In 11 giorni il prezzo del gasolio è sceso solo del 3,7%, petrolio -14%”
Stazione di benzina a Bruxelles, Belgio, 13 aprile 2026 (AP Photo/Omar Havana)

L’associazione denuncia che i ribassi dei listini sono ancora del tutto insufficienti

I ribassi dei listini dei carburanti alla pompa sono del tutto insufficienti e, ancora una volta, dimostrano le asimmetrie che caratterizzano il comparto dei prodotti petroliferi in Italia. Lo afferma il Codacons, sulla base degli ultimi dati comunicati dal Mimit. Il prezzo medio del gasolio scende oggi a 2,103 euro al litro, con un ribasso del -3,7% rispetto al 9 aprile, data a partire dalla quale sono iniziati i ribassi alla pompa, analizza il Codacons.

Per la benzina la riduzione è ancora più contenuta, e si attesta al -1,9%, con il prezzo medio che scende da 1,792 a 1,758 euro/litro. In termini di spesa, il risparmio su un pieno di gasolio è oggi pari in media a 4 euro rispetto ai listini dello scorso 9 aprile, mentre su un pieno di benzina la spesa scende di 1,7 euro.

Le quotazioni del petrolio, tuttavia, hanno registrato una discesa molto più sostenuta, passando dai circa 110 dollari al barile del 7 aprile agli attuali 95 dollari, con un deprezzamento del -13,6% che non si è ancora trasferito ai listini presso i distributori – evidenzia l’associazione – Questo dimostra ancora una volta il fenomeno della doppia velocità dei prezzi dei carburanti denunciato in tempi non sospetti dal Codacons, con la discesa dei listini alla pompa che risulta sempre più lenta rispetto ai rialzi legati all’andamento del petrolio. Un fenomeno che costa milioni di euro al giorno agli automobilisti italiani e aggrava i costi di trasporto per una moltitudine di prodotti.

Carburanti, Ue: “Non c’è carenza ma siamo pronti a intervenire”

La situazione geopolitica ed economica mondiale – anche alla luce della nuova chiusura dello Stretto di Hormuz – rimane fragile e le prospettive future incerte. Tutto questo si ripercuote inevitabilmente sui mercati energetici e sui prezzi di petrolio e gas, nonché sulla quantità di carburante per aerei. Tema che sta tenendo banco da settimane con scali già in emergenza e compagnia che prevedono di effettuare dei tagli alle rotte.

L’Unione europea è intervenuta negando l’emergenza ma dicendosi in caso pronta a intervenire. “Al momento non vi sono carenze di carburante, tuttavia ci stiamo preparando a possibili carenze di approvvigionamento di carburante per aerei, che rimangono motivo di preoccupazione”, ha detto la portavoce della Commissione europea, Anna-Kaisa Itkonen. “La preoccupazione è che le nostre raffinerie coprono circa il 70% del consumo dell’Ue, e il resto dipende ovviamente dalle importazioni. E se la situazione nello Stretto di Hormuz dovesse persistere, l’Unione europea si preparerà ad avviare possibili azioni coordinate per quanto riguarda i carburanti aerei”.

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