Vaccini, 150 milioni di vite salvate ma la copertura è ancora fragile

Vaccini, 150 milioni di vite salvate ma la copertura è ancora fragile
AP Photo/Thoko Chikondi

I vaccini hanno consentito di debellare tante malattie, ma la copertura in alcune fasce d’età risulta insoddisfacente.

Sei al minuto, ogni giorno degli ultimi 50 anni, per un totale di 150 milioni: sono le vite salvate grazie ai vaccini dal 1974 a oggi. “I vaccini sono una delle innovazioni più efficaci e inclusive della medicina. Non solo salvano vite, ma generano valore per l’intera società”, dichiara il presidente di Farmindustria Marcello Cattani in occasione della Settimana europea dell’immunizzazione.

L’impatto economico dei vaccini 

Oggi i vaccini proteggono da oltre 30 malattie potenzialmente letali, contribuendo inoltre alla lotta contro l’antimicrobico-resistenza e alla prevenzione di alcune forme tumorali. Non meno rilevante l’impatto economico: secondo alcuni studi ogni euro investito in prevenzione può generare fino a 14 euro di benefici in termini socio-economici. 

Secondo un’analisi Altems il raggiungimento degli obiettivi di copertura previsti dal Piano di prevenzione vaccinale 2023-2025 comporterebbe una riduzione dei costi sociali fino a 3 miliardi di euro, oltre a un incremento del Pil fino a 10 miliardi. 

Fasi delicate: adolescenza e gravidanza

Molto spesso, però, durante l’adolescenza “si osserva un calo dell’attenzione vaccinale: richiami non effettuati o vaccinazioni raccomandate non completate possono lasciare scoperta una fascia che, per stili di vita e socialità, è più esposta al rischio di infezioni”, sottolinea Rino Agostiniani, presidente della Società italiana di pediatria (Sip).

Altra fase delicata è quella della gravidanza, durante la quale “la donna e il neonato sono particolarmente vulnerabili ad alcune malattie infettive prevenibili con vaccino, spesso associate a elevata morbosità e mortalità”, spiega Rocco Russo, responsabile del tavolo tecnico vaccinazioni della Sip.

Nonostante i benefici dell’immunizzazione materna, “questa pratica non è ancora pienamente integrata nella routine assistenziale ed è spesso limitata da barriere culturali e organizzative”, prosegue Russo. 

È quindi fondamentale “inserire la consulenza vaccinale a pieno titolo nel percorso della gravidanza. In questo processo – conclude – è cruciale il ruolo attivo di ginecologi, ostetriche, pediatri e medici di medicina generale, punti di riferimento per accompagnare le future madri verso scelte consapevoli”. 

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