“Speriamo si arrivi presto a una negoziazione nel Golfo perché se continuiamo ovviamente con il conflitto e con questa instabilità sicuramente entreremo in recessione”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini a Genova a margine del convegno sulle Capitali del mare parlando dei rischio e delle ripercussioni della crisi del Golfo. “Lo abbiamo detto quasi tre settimane fa con il nostro Centro Studi – ha proseguito – se finisse velocemente siamo a un +0,5%. Se arriviamo ai quattro mesi dal conflitto siamo a uno zero quindi ad una stagnazione. E’ logico che, se il conflitto continua diventa anche un problema. Noi cominciamo ad avere problemi a reperire prodotti sugli scaffali in Sicilia, problemi con i voli aerei. È logico che quando abbiamo questi tipi di problemi – sottolinea fare impresa è veramente complicato”.
“Mi meraviglia miopia Ue, forse bisogna cambiare chi la governa”
“Mi meraviglio che la Ue non veda questa cosa e non abbia pronte misure, che si stia parlando ancora di aiuti di Stato e non di debito pubblico”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini a Genova a margine del convegno sulle Capitali del mare parlando dei rischio e delle ripercussioni della crisi del Golfo. “Ancora oggi il cambio euro-dollaro vale 1.16, questa miopia mi spaventa, forse dobbiamo cambiare chi ci sta governando in Europa”, ha aggiunto.
Codacons: “Primi effetti della guerra in Iran su prezzi”
Inizia a farsi sentire l’effetto Iran sull’inflazione in Italia con una forte accelerazione a marzo per i prezzi dell’energia e per gli alimentari. Lo afferma il Codacons, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat.
Con un tasso di inflazione medio del +1,7% la spesa della famiglia “tipo” sale, a parità di consumi, di +562 euro su base annua, mentre un nucleo con due figli spende 776 euro in più, calcola il Codacons, che aggiunge: “Il comparto degli alimentari, come purtroppo previsto, ha risentito a marzo dei rincari dei carburanti con i prezzi al dettaglio di cibi e bevande che salgono del +2,8% su anno, portando la spesa alimentare di una famiglia con due figli a rincarare di +259 euro su base annua. A destare preoccupazione, tuttavia, è l’andamento dei prezzi dei beni energetici, con quelli regolamentati che in un solo mese registrano un aumento del +8,5%, mentre quelli non regolamentati salgono del +5% su febbraio, come conseguenza dell’impennata delle quotazioni energetiche causata dalla crisi in Medio Oriente”. “Anche i beni alimentari non lavorati sono in sensibile aumento, e registrano una crescita del +0,7% su mese, +4,7% su anno”, evidenzia il Codacons. “Dati purtroppo destinati a peggiorare se proseguirà il conflitto e la chiusura dello stretto di Hormuz, considerato l’effetto domino su settori fondamentali come i prodotti petroliferi e quelli energetici”, conclude l’associazione.
Rixi: “Senza la sostituzione di gas russo spirale inflattiva”
“Se non abbiamo da sostituire 20 mln di metri cubi di gas della Russia, l’unica cosa che può succedere è che diamo vita a una spirale inflattiva”. Lo ha detto il viceministro alle Infrastrutture e i Trasporti Edoardo Rixi, sul palco del convegno sulle capitali del mare in corso a Genova. “Chiedo – ha aggiunto – di sollevare a tutti i livelli il tema del mantenimento della sostenibilità del sistema logistico nazionale”.
Urso: “Se guerra perdura in prossime settimane impatto devastante”
“Se il negoziato” Usa-Iran “non dovesse concludersi positivamente già nei prossimi giorni l’impatto sarebbe estremamente grave: temo anche devastante. Noi abbiamo resistito bene in questi primi ormai 50 giorni di guerra, le nostre imprese ce l’hanno fatta. Il nostro sistema ha retto meglio di altri sistemi europei, ma a se dovesse perdurare ancora nelle prossime settimane, la nostra autonomia non sarebbe più tale”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’evento ‘MotorValley, un ecosistema che genera valore’.

