La Bce lascia i tassi di interesse invariati

La Bce lascia i tassi di interesse invariati
La presidente della Bce Christine Lagarde, Francoforte, Germania, 19 marzo 2026 (AP Photo/Michael Probst)

Lagarde: “La guerra ha un impatto rilevante sull’inflazione. Ben attrezzati per affrontare lo shock ”

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) ha deciso oggi di mantenere invariati i suoi tre tassi di interesse di riferimento. Di conseguenza, i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimarranno invariati al 2,00%, al 2,15% e al 2,40%, rispettivamente.

Bce: “Dalla guerra impatto rilevante sull’inflazione”

La Bce ritiene che “la guerra in Medioriente ha reso le prospettive significativamente più incerte, generando rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica”. “Il conflitto avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici. Le implicazioni a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata della guerra nonché dal modo in cui le quotazioni dell’energia influenzeranno i prezzi al consumo e l’economia”.

Stime sull’inflazione al rialzo

La Banca centrale europea ha comunicato che “le nuove proiezioni degli esperti includono, in via eccezionale, le informazioni disponibili fino all’11 marzo, una data di chiusura posticipata rispetto al consueto. Nello scenario di base l’inflazione complessiva si collocherebbe in media al 2,6% nel 2026, al 2,0% nel 2027 e al 2,1% nel 2028“.

“Rispetto alle proiezioni di dicembre, l’inflazione è stata rivista al rialzo, in particolare per il 2026, in ragione dell’incremento dei prezzi dell’energia causato dalla guerra in Medioriente. L’inflazione al netto della componente energetica e alimentare si porterebbe in media al 2,3% nel 2026, al 2,2% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Anche tali valori sono più elevati rispetto alle proiezioni di dicembre, principalmente per effetto dei rincari dei beni energetici che si trasmettono all’inflazione al netto di energia e alimentari”.

Stime Pil al ribasso

La Bce ha fatto sapere che i suoi esperti “si attendono una crescita economica pari in media allo 0,9% nel 2026, all’1,3% nel 2027 e all’1,4% nel 2028, con una revisione al ribasso, in particolare per il 2026, derivante dagli effetti a livello mondiale che la guerra (in Medioriente) produrrà sui mercati delle materie prime, sui redditi reali e sul clima di fiducia. Al tempo stesso, il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci del settore privato, la spesa pubblica per difesa e infrastrutture dovrebbero continuare a sostenere la crescita”.

Secondo l’analisi di scenario, “un’interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas comporterebbe un’inflazione più alta e una crescita più bassa rispetto allo scenario di base delle proiezioni. Le implicazioni per l’inflazione a medio termine dipendono in misura determinante dall’entità degli effetti indiretti e di secondo impatto di uno shock energetico più forte e persistente”.

Iran, Bce: “Definiremo politiche appropriate”

Francoforte ha aggiunto che “il Consiglio direttivo si trova in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza” legata al conflitto in Medio Oriente. “L’inflazione si è collocata intorno all’obiettivo del 2%, le aspettative di inflazione a più lungo termine risultano saldamente ancorate e l’economia ha evidenziato una buona capacità di tenuta negli ultimi trimestri”, rende noto la Bce, sottolineando che “le informazioni che il Consiglio direttivo acquisirà nel prossimo periodo consentiranno di valutare l’impatto del conflitto sulle prospettive di inflazione e sui rischi a esse associati”. Il Consiglio direttivo “segue attentamente la situazione e definirà in modo appropriato la politica monetaria grazie al suo approccio fondato sui dati”.

Lagarde: “Risposte allo shock dei prezzi siano temporanee”

“Qualsiasi risposta fiscale allo shock dei prezzi dell’energia dovrebbe essere temporanea, mirata e calibrata“, ha detto la presidente Christine Lagarde in conferenza stampa a Francoforte. “Non siamo in una posizione ideale. Ma siamo ben posizionati e lo constatiamo nella nostra dichiarazione di politica monetaria. Credo che siamo ben posizionati e ben attrezzati per affrontare lo sviluppo di un grave shock in atto e continueremo su questa strada”, ha aggiunto.

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