Per l’ex Ilva un’altra pagina da scrivere, però simile alle precedenti. La trattativa per la vendita con il gruppo Flacks che va avanti e la decisione dei commissari straordinari di impugnare la sentenza del Tribunale di Milano che impone, senza adeguamenti ambientali, il blocco dei forni per rischi alla salute pubblica.
Storia già vista a Taranto
Una storia che a Taranto hanno già visto. Una storia che però non è andata come avrebbe dovuto, se ci si ritrova ancora nella stessa situazione, e se di nuovo oggi – per l’ennesima volta – il governo ha incontrato i sindacati a Palazzo Chigi. Anzi a distanza di anni il quadro si delinea con una situazione amplificata almeno nei tratti essenziali, che riguardano l’espansione della Cassa integrazione, la crescita degli incidenti sul lavoro, la forte riduzione della capacità produttiva del grande siderurgico.
La riunione del governo (c’era il sottosegretario Alfredo Mantovano) con i sindacati è stata interrotta e in un primo momento ripresa, per poi esser rimandata a un nuovo appuntamento da definire ma comunque entro la fine del mese. Intanto per il 13 marzo è arrivata la disponibilità a un tavolo dedicato alla sicurezza.
La Fiom chiede la gestione pubblica
“E’ ormai chiaro che l’unica soluzione possibile è la gestione pubblica degli impianti e dell’azienda – dice il segretario generale della Fiom Michele De Palma – per fare la transizione che serve attraverso la decarbonizzazione della produzione di acciaio per poter garantire la continuità produttiva, ma anche la salute e la sicurezza dei lavoratori e delle cittadine e dei cittadini”.
Avanti con Flacks
I commissari straordinari – secondo fonti di governo – hanno riferito nel corso dell’incontro con i sindacati a palazzo Chigi che la trattativa per la vendita in esclusiva con Flacks Group sta in ogni caso andando avanti. E’ quanto fanno sapere fonti di governo. Al gruppo statunitense sono stati chiesti chiarimenti e ulteriori approfondimenti che riguardano sostenibilità finanziaria, piano industriale, fonti di finanziamento ed eventuali accordi vincolanti con partner industriali.
I commissari contro la decisione del Tribunale
Al tavolo con governo e sindacati, i commissari straordinari di ex Ilva e Acciaierie d’Italia (Adi) hanno annunciato che impugneranno la sentenza del Tribunale di Milano entro lunedì. Il tribunale di Milano ha stabilito che entro il prossimo 24 agosto ex Ilva e Adi dovranno riscrivere una serie di prescrizioni ambientali della nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia) specificando modalità attuative e tempi di realizzazione. Senza questa revisione, scatterà lo stop dell’area a caldo della fabbrica.
L’attenzione dell’Europa
Anche la commissione Europea si interessa al destino dell’ex Ilva. Da un aveva autorizzato l’erogazione di nuove risorse alla fabbrica tarantina a condizione che ci fosse un acquirente pronto a rilevarla, dall’altro ha chiesto chiarimenti alla luce della sentenza del Tribunale di Milano sulle possibili conseguenze per il futuro dell’area a caldo. Cosa che ha portato adesso l’Ue a chiedere chiarimenti sulle possibili conseguenze del prestito ponte già approvato dal Parlamento. Il ministro delle Imprese del made in Italy Adolfo Urso ha avuto modo di dire che “la sentenza cambia tutto. Non solo perché non sappiamo ancora se sia possibile e in che modo adeguare l’Aia alle nuove condizioni poste dal Tribunale per evitare la chiusura dell’area a caldo ma anche, e soprattutto, perché rende impossibile erogare le risorse del prestito così come previsto dal decreto approvato”.

