Ex Ilva, muore operaio a Taranto. I sindacati proclamano sciopero immediato

Ex Ilva, muore operaio a Taranto. I sindacati proclamano sciopero immediato

L’incidente nella grande fabbrica di acciaio. Fim, Fiom, e Uilm dichiarano “da subito” 24 ore di astensione dal lavoro.

All’ex Ilva muore un operaio nello stabilimento di Taranto. I sindacati proclamano sciopero immediato per 24 ore.

L’incidente sul lavoro che ha portato alla morte dell’operaio è avvenuto nello stabilimento ex Ilva di Taranto. Ha perso la vita un dipendente di Acciaierie d’Italia. L’uomo sarebbe morto sul colpo dopo esser precipitato dal quinto piano dell’impianto. Sul posto sono giunti i soccorritori.

A seguito dell’incidente mortale, le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm dichiarano 24 ore di sciopero a partire da subito. La proclamazione dello sciopero coinvolge tutti i siti del gruppo, con articolazioni territoriali. In attesa di conoscere la dinamica – dicono i sindacati – “tutti i lavoratori dell’ex Ilva e del mondo metalmeccanico si stringono intorno alla famiglia del lavoratore”.

Nei primi giorni di dicembre si era invece portato avanti uno sciopero a oltranza contro il Piano del governo per l’ex Ilva. Tra gli elementi fondamentali, che entrano in gioco in situazioni del genere, anche quello della proprietà della grande fabbrica tarantina di acciaio. Sul punto viene avanzata la richiesta con urgenza di riaprire il tavolo a Palazzo Chigi.

Gribaudo: “Sostegno allo sciopero”

“Il 2026 è appena iniziato e le morti sul lavoro non si arrestano, dopo un 2025 che è stato una strage – rileva Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia e vicepresidente del Pd – l’anno scorso si contano almeno 1450 morti sui luoghi di lavoro secondo l’Osservatorio di Bologna e il 2026 parte senza cambiare direzione. Aspetto che per questo ennesimo decesso si svolgano le dovute indagini ed esprimo le mie condoglianze ai famigliari della vittima, appoggiando lo sciopero indetto dai sindacati, ma non basta”.

“Invito quindi il governo ad accelerare i tempi per mettere in pratica, con i decreti, le poche e insufficienti novità del decreto Sicurezza sul lavoro – conclude Gribaudo – e a discutere insieme, in Parlamento e nelle sedi opportune, per un vero cambio di passo su un tema che, come giustamente detto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, necessita di un superamento delle divisioni politiche e di un lavoro bipartisan. Solo così potremo invertire la tendenza e rendere il 2026 un anno più sicuro”.

Uil: “Occorre fare di più”

“Apprendiamo con angoscia la notizia della morte di un operaio dell’ex Ilva. Un uomo giovane che lascia una moglie e un figlio piccolo. Ci stringiamo innanzitutto al fianco della famiglia e di tutti i suoi colleghi, ma questo non basta – dichiara la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese – il 2026 è iniziato malissimo: si muore aggrediti, si muore di freddo, si muore – ancora – di caduta o schiacciati da mezzi pesanti. Il problema della sicurezza sul lavoro è tutt’altro che risolto. Pur apprezzando i passi avanti fatti con il governo negli ultimi mesi, in particolare con la Legge 198/2025, è chiaro che occorre fare di più. Noi ci siamo, ai tavoli istituzionali ma anche accanto ai colleghi e alle colleghe della Uilm che, insieme a Fiom e Fim, hanno fin da subito proclamato uno sciopero di 24 ore in tutti i siti del gruppo. Chiediamo al governo di tenere aperto il confronto sul tema della sicurezza sul lavoro e di convocare al ministero del Lavoro i tavoli tematici per dare concretezza agli impegni presi”.

Uilm: “Tragedia si doveva evitare”

“La tragedia di questa mattina nell’acciaieria 2 dello stabilimento ex Ilva di Taranto, dove ha perso la vita un operaio specializzato di 46 anni precipitando nel vuoto da un’altezza di oltre 7 metri, rende drammatica una situazione già fortemente compromessa – dice Rocco Palombella, Segretario generale Uilm – è l’ulteriore perdita insopportabile di vite umane che si somma al sacrificio di questi lunghi anni e pone l’accento sull’emergenza legata ai mancati investimenti sulla manutenzione degli impianti e sulla sicurezza. Purtroppo le nostre denunce non sono mai state ascoltate fino in fondo. Questo tragico incidente impone a tutti una seria riflessione sulle responsabilità e su quello che doveva essere fatto per evitare che ciò accadesse. Chiediamo che sia fatta piena luce sulla dinamica e sulle responsabilità che hanno causato questa ennesima vittima. Siamo vicini alla famiglia di Claudio, a cui vanno le nostre più sincere condoglianze. Non vogliamo altre vittime sul lavoro. Ora servono risposte e soluzioni concrete”.

Fim Cisl: “Servono più risorse per la sicurezza”

“Quanto accaduto oggi all’ex Ilva è un fatto di una gravità estrema che non può e non deve essere archiviato come una tragica fatalità. Da tempo denunciamo la necessità di una maggiore attenzione e di investimenti strutturali sulle manutenzioni e sulla messa in sicurezza degli impianti – rilevano il segretario generale Fim-Cisl Ferdinando Uliano e il segretario nazionale Fim-Cisl Valerio D’Alò – le risorse destinate alla sola gestione ordinaria non sono sufficienti: è indispensabile rafforzare in modo significativo e continuativo gli interventi di manutenzione per prevenire situazioni che mettono seriamente a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori. La definizione di un assetto proprietario stabile è una condizione indispensabile per una migliore pianificazione degli investimenti, sia sul fronte della prevenzione e della sicurezza, sia per il rilancio complessivo degli impianti siderurgici. Per queste ragioni la nostra richiesta di riaprire con urgenza il tavolo a Palazzo Chigi è oggi ancora più necessaria e non più rinviabile. Auspichiamo che il governo dia a questa richiesta un riscontro immediato e concreto. Alla famiglia del lavoratore va il nostro più profondo cordoglio e la nostra piena vicinanza in questo momento di dolore”.

Fiom Cgil: “Le nostre richieste rimaste inascoltate”

“È inaccettabile l’infortunio mortale di oggi all’ex Ilva a Taranto: scioperiamo unitariamente perché chiediamo da tempo interventi ordinari e straordinari per la prevenzione e la salute e sicurezza dei lavoratori – dicono Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, e Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil – è una tragedia che doveva essere evitata ma le nostre richieste sono rimaste inascoltate. In questi mesi abbiamo scioperato e manifestato per ottenere investimenti e un Piano occupazionale e di decarbonizzazione, invece oggi ci troviamo a dover piangere un lavoratore dello stabilimento ex Ilva di Taranto. Si apra immediatamente il negoziato presso la presidenza del Consiglio per mettere in sicurezza le lavoratrici e i lavoratori e si avvii la decarbonizzazione degli impianti, il governo deve investire le risorse necessarie per garantire il futuro del gruppo siderurgico dell’ex Ilva. Sarà compito della magistratura accertare le cause e le responsabilità, come Fiom-Cgil ci costituiremo parte civile”.

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