Banche, Lovaglio: “I brand Mps e Mediobanca sono sacri”

Banche, Lovaglio: “I brand Mps e Mediobanca sono sacri”

Il ceo del Monte dei Paschi di Siena a tutto campo in audizione parlamentare parla del Piano di integrazione con Piazzetta Cuccia come di un progetto industriale dovuto a un’idea risalente al 2022.

Banche e brand, quelli di Mps e Mediobanca sono “sacri”. Parola del ceo del Monte dei Paschi di Siena Luigi Lovaglio che in un’ora di audizione alla commissione parlamentare di inchiesta sulle Banche ha messo in chiaro come sia Rocca Salimbeni sia Piazzetta Cuccia “vantano un patrimonio straordinario di professionalità e i due marchi, forti di una storia prestigiosa, saranno coltivati per ulteriormente arricchire il loro posizionamento unico e riconoscibile”.

Integrazione con Mediobanca progetto industriale

L’ad di Montepaschi ha fatto presente che il piano d’integrazione è “a tutti gli effetti di un progetto industriale che non si basa sulle solite operazioni di chiusura filiali e riduzione del personale” ma “di ampio respiro” e che si basa “sulla crescita dei ricavi e in grado di generare benefici per tutti gli stakeholder, il territorio, e il sistema Paese.

Salvataggio dello Stato, operazione brillante

Lovaglio ha voluto ricordare il percorso di risanamento fatto dall’istituto di Siena con il salvataggio da parte dello Stato e la successiva diluizione della quota del governo in Mps. Per l’amministratore delegato si tratta di “una delle operazioni più brillanti portate a termine dal governo, in trasparenza e per il modo in cui è stata fatta, un’operazione gestita e portata a termine in maniera eccellente“.

Idea su Mediobanca è del 2022

Poi Lovaglio ha risposto a chi gli ha chiesto della genesi dell’operazione tra Mediobanca e Montepaschi. E l’ha rivendicata: è “un’idea mia” che “risale a dicembre 2022” e Mediobanca “è sempre stata al centro dell’attenzione di Mps”. Il timoniere della banca senese ha spiegato di aver illustrato il 16 dicembre del 2022 al ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti la mossa di risiko su Mediobanca come “un progetto di trasformazione totale” della banca alternativo alla possibilità di “andare lentamente sul mercato” e di “una combinazione tra pari” con Bpm e Bper. La scalata sulla merchant bank fondata da Enrico Cuccia – ha ribadito Lovaglio – è stata “un’operazione ideata da me e messa in piedi in tempi rapidissimi, penso che abbiamo fatto bene a gestircela così”.

Operazione di mercato

Sul ruolo dei due grandi soci, Delfin e Caltagirone, nella mossa su Piazzetta Cuccia, il ceo Lovaglio ha parlato di “un’operazione ampiamente di mercato: lo dimostra l’attenzione con cui il mercato ci sta seguendo”. Il gruppo, ha argomentato il top manager, “è controllato per quasi il 70% da azionisti vari, fondi di investimento internazionali e italiani. Buona parte del nostro azionariato sono i tanti fondi che ci hanno dato ragione e l’adesione all’Ops ne è stata la conferma”.

Velocità fattore determinante

E sullo scenario di risiko futuro, cioè su un ipotetico interesse nei confronti di Banco Bpm, ventilato nelle indiscrezioni giornalistiche, l’ad della banca senese derubrica i rumors: “è un’ottima banca, ma oggi noi siamo completamente focalizzati a portare avanti il progetto” con Mediobanca. E per Lovaglio la velocità “è un fattore determinante nel successo di queste operazioni, vogliamo realizzarlo a beneficio di tutti gli stakeholder. Il nostro focus oggi è portare a casa questa operazione”.

Generali asset molto importante

Alla prevedibile domanda su Generali, Lovaglio ha affermato che per Montepaschi “è un asset molto importante della nostra realtà, anche se pesa un po’ meno che sul bilancio della sola Mediobanca“. Mps – ha assicurato il banchiere -“guarda questo investimento in un’ottica esclusivamente industriale e di opportunità di ulteriore ricchezza per tutti gli stakeholder”.

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