L'ad Lovaglio: "Puntiamo a creare un nuovo campione bancario italiano per famiglie, Pmi e aziende"
Riparte il risiko bancario, con il lancio inatteso da parte di Banca Monte dei Paschi di Siena di un’Offerta di Pubblico Scambio sulla totalità delle azioni di Mediobanca. Un’operazione da completare entro il terzo trimestre 2025, in cui Mps propone lo scambio di 23 azioni per ogni 10 azioni di Piazzetta Cuccia, per un valore complessivo di 13,3 miliardi di euro e con un premio pari al 5,03% rispetto al prezzo del 23 gennaio delle azioni di Mediobanca. L’istituto senese, ha spiegato l’amministratore delegato Luigi Lovaglio, punta così a creare “un nuovo campione bancario italiano per famiglie, Pmi e aziende”, in grado di collocarsi “al terzo posto in diversi settori chiave, grazie ai suoi sei milioni di clienti”. Un’operazione che secondo Lovaglio è stata “una scelta naturale”, ma anche “un’opportunità strategica incredibile”, costruita sulla base di “un vero progetto industriale” e in grado di segnare “un nuovo approccio nel percorso di consolidamento del settore bancario”, oltre che di creare valore “per gli azionisti di entrambe le società”.
L’Ops su Mediobanca, ha aggiunto inoltre Lovaglio, “è cruciale per il futuro di Mps”: l’istituto senese intende “proteggere entrambi i marchi”, anche puntando “sulla diversificazione di business e ricavi”, in quella che è da considerarsi “un’operazione amichevole”. Una valutazione però, a quanto si apprende, non condivisa da Mediobanca, che la considererà ostile in quanto non concordata. Il CdA di piazzetta Cuccia dovrebbe riunirsi nei prossimi giorni per fare il punto sulla situazione. L’assemblea di Mps si riunirà invece il prossimo 17 aprile.La mossa di Mps non si può però analizzare limitandosi agli effetti su Mediobanca. Nel mirino c’è infatti anche il controllo della strategica Generali, di cui Mediobanca detiene il 13,1% delle azioni. L’operazione, come sottolineato dallo stesso Lovaglio, “è importante proprio per contare anche sui flussi di cassa che arrivano da Generali”, in quello che sarebbe un vero e proprio terremoto capace di scompaginare il sistema bancario-assicurativo italiano.
Un’ipotesi di cui Lovaglio avrebbe indicato la possibilità al Ministero dell’Economia – primo azionista di Mps – già nel 2022, e su cui il dicastero guidato da Giancarlo Giorgetti, come aggiunto dall’ad di Mps, “non ha posto alcun limite”, così come l’Antitrust Ue. Un primo effetto su Generali è il possibile blocco, a solo pochi giorni dal suo annuncio, dell’ipotesi di joint venture tra il Leone di Trieste e il gruppo francese Natixis nell’ambito dell’asset management. A decidere sul buon esito o meno dell’operazione sarà anche la futura reazione dei listini e l’esito sulle rispettive capitalizzazioni. Oggi è stato di segno opposto l’effetto sui titoli delle due società: se Mediobanca ha visto un forte rialzo delle sue azioni, chiudendo la giornata a +7,72%, Mps ha visto un pesante tonfo, chiudendo la seduta a -6,91%, dopo aver superato il nove percento di perdita in avvio di giornata.
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