“Oggi firmiamo un importante accordo tra una importante banca italiana e una importante realtà industriale come Acea sul tema dell’acqua. A nostro avviso questa diventerà di primaria importanza in quanto elemento trainante per lo sviluppo, fondamentale per la salute umana. In questo siamo impegnati e questo accordo va in quella direzione e cioè di individuare risorse finanziarie insieme per sostenere questo settore”. Fabrizio Palermo, amministratore delegato del gruppo Acea, illustra i termini di un accordo firmato oggi, giovedì, a Roma con Intesa Sanpaolo. “L’accordo – spiega – prevede una collaborazione per sostenere aziende che operano in questo settore, individuare opportunità di investimento congiunto e anche opportunità di combinare il ruolo industriale di Acea con quello delle competenze e delle capacità finanziarie di un gruppo come Intesa Sanpaolo”. “La finalità è quella di creare una consapevolezza sul tema dell’acqua che oggi non è nell’agenda del Pnrr né a livello europeo – sottolinea Anna Roscio, responsabile marketing per le imprese per il gruppo Intesa Sanpaolo – Non c’è un tema di costi ma le imprese devono guardare al tema della continuità aziendale. L’acqua riguarda un milione e mezzo di imprese agricole e circa trecento mila imprese manifatturiere, quindi è un tema di tutti. L’obiettivo è di mettere a disposizione le competenze di Acea in termini di advisor industriale e nuove tecnologie e le risorse finanziarie del gruppo per fare in modo che le imprese investano sulle nuove tecnologie per il riutilizzo dell’acqua per il riuso e l’efficientamento idrico“. “Abbiamo dedicato questo primo numero dell’osservatorio al tema del riuso della risorsa idrica e cioè alla possibilità di riutilizzare l’acqua depurata in modo opportuno per scopi agricoli, industriali e anche civili – spiega Laura Campanini, Industry&banking research di Intesa Sanpaolo, curatrice del rapporto presentato oggi – È un tema di grande interesse in una situazione di stress idrico crescente perché rappresenta una fonte alternativa di approvvigionamento idrico che può in alcuni casi sostituire l’approvvigionamento convenzionale da risorse vergini”.
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