Nuova stretta sul costo del denaro, mai così elevato dal 2009

La Banca Centrale Europea annuncia un nuovo rialzo da 75 punti base dei tassi di interesse, il secondo consecutivo. Il costo del denaro nell’area euro raggiunge così il 2%, mai così elevato dal 2009. Ma l’inflazione, spiega Francoforte, è ancora “decisamente troppo alta”, e il consiglio direttivo si aspetta altri aumenti nei prossimi meeting. Dalla crescita dei tassi, secondo gli esperti, potrebbero derivare rincari fino a 50 euro al mese per le rate dei mutui a tasso variabile. 

Codacons: “Rialzo mazzata per chi ha mutuo variabile”

“L’aumento dei tassi d’interesse di 0,75 punti deciso oggi dalla Bce rappresenta una mazzata per le famiglie italiane che hanno acceso un mutuo a tasso variabile“. Lo afferma il Codacons in una nota. “Considerata una fascia media di mutuo a tasso variabile di importo compreso tra i 125mila e i 150mila euro, ossia l’importo più richiesto in Italia da chi accende un finanziamento per l’acquisto di una casa, la rata mensile salirà tra i 40 e i 50 euro per effetto del nuovo aumento dei tassi deciso dalla Bce“, analizza il Codacons. Per l’associazione, “se però si considerano tutti gli incrementi imposti dalla Banca Centrale Europea negli ultimi mesi, la rata mensile di un mutuo a tasso variabile salirà complessivamente tra i 120 e i 150 euro rispetto a quanto pagato lo scorso anno, con ripercussioni sulle famiglie comprese tra i +1.440 e +1.800 euro all’anno”.

“Avevamo previsto lo scorso agosto la stangata sui mutui che sarebbe scattata in autunno, e purtroppo i nostri timori hanno trovato conferma”, afferma il presidente Carlo Rienzi. Per il quale l’incremento del costo dei finanziamenti “si aggiunge così al caro-bollette e all’emergenza prezzi, aggravando ulteriormente i conti degli italiani: ciò apre un altro pericoloso fronte, quello dei ritardi nei pagamenti delle rate da parte delle famiglie in difficoltà, schiacciate dall’emergenza energia

 

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