Il quotidiano di Confindustria plaude all'accordo tra la Compagnia e i sindacati e in un'analisi del direttore Tamburini parla di Altavilla come il manager con 'le carte in regola' per il decollo della nuova Compagnia di bandiera

Ita-Airways cambia pagina dopo l‘accordo con i sindacati sul nuovo contratto collettivo nazionale che prevede, tra le altre cose, un premio di risultato variabile. Un accordo che il direttore de Il Sole24ore Fabio Tamburini definisce una svolta” capace di “superare il passato“, in un commento a corredo dell‘intervista al presidente esecutivo di Ita-Airways Alfredo Altavilla, pubblicata oggi dal quotidiano finanziario in prima pagina. 

“C’è un passaggio dell’intervista all’amministratore di Ita, Alfredo Altavilla, pubblicata oggi sul Sole24Ore, che merita attenzione, scrive il direttore: “La nuova società va considerata una start up” (e non la continuazione in altra forma dell’Alitalia). Questo ci conforta perché Alitalia è stata per tanti, troppi anni, un buco nero in cui finiva denaro pubblico: quasi 23 miliardi buttati al vento che non sono serviti a evitare un vero disastro, un abisso di perdite senza fine”, scrive Tamburini.

Altavilla ha le carte in regola per far dimenticare il passato, dopo avere conquistato sul campo stellette manageriali adeguate come componente essenziale della squadra di cui si era circondato Sergio Marchionne, impegnato nel rilancio di Fca. L’accordo sottoscritto ieri con buona parte dei sindacati – spiega Tamburini nell’analisi dal titolo ‘Una nuova società per superare il passato’ – è un passaggio fondamentale del tentativo di far decollare Ita e non era affatto scontato. Per questo va salutato con soddisfazione“.

Secondo il direttore del Sole24Ore, “la ragionevolezza alla fine ha prevalso evitando una conflittualità che avrebbe azzoppato la compagnia nascente. Certo i recenti colpi di coda della pandemia non aiutano ma, rispetto al passato, la svolta in atto è evidente“. “Altrettanto sicuro è che il tempo a disposizione per voltare pagina definitivamente stringe. ‘Dobbiamo correre’, ripete Altavilla ai principali collaboratori. All’orizzonte, inevitabile, sarà una scelta decisiva: l’alleanza che permetterà a Ita di ridurre l’handicap delle dimensioni, insufficienti per reggere la concorrenza internazionale perché la società nata dalle ceneri di Alitalia è troppo piccola per farcela da sola.  Vedremo come finirà. Le trattative sono decollate su più fronti. E non è detto che l’atterraggio sia in Francia o Germania”.

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