In un'intervista alla stampa, il presidente di Telecom parla dei progetti d'espansione nell'intrattenimento, media e contenuti. Serie A? "Presto per dirlo"

Tim non sarà mai francese: è e sarà una società italiana". Lo ha detto il presidente di Telecom, Arnaud de Puyfontaine,(nella foto) in un'intervista a 'La Stampa'. "Ho grandi ambizioni per Tim. Riguadagnerà crescita, successo, innovazione e la capacità di essere considerata la migliore tra i concorrenti europei. Per la prima volta – ha assicurato – potrà trarre beneficio da un azionista forte, con una visione di lungo termine e che ha investito più di 4 miliardi. Altro che invasori: porteremo soluzioni vincenti, daremo a Tim un'agilità certo non tipica di un'ex monopolista". L'identikit del futuro ad? "E' presto per parlarne, è in corso un processo che contiamo di concludere entro settembre", ha svelato de Puyfontaine.

A una domanda se c'è l'intenzione di partecipare all'asta per la Serie A in autunno, il numero uno di Telecom ha risposto: "È prematuro dirlo, dovremo vedere i termini del nuovo bando. Una cosa è certa: non mi spingerò mai oltre investimenti che non siano sostenibili". E, su una possibile alleanza con il Biscione, ha fatto sapere: "Tim ha già buone relazioni con Mediaset, non vedo motivi di cambiarle. Ma potremmo fare qualcosa anche con Sky o con Discovery, per esempio". "Il nostro investimento in Telecom non è finanziario – ha sottolineato ancora de Puyfontaine – è strategico e di lungo termine. Come si vede, non ci siamo mossi per conto terzi: Vivendi intende costituire un gruppo paneuropeo con una posizione mondiale nei media, nei contenuti e nell'intrattenimento, e questo progetto passa necessariamente per gli operatori di telecomunicazioni, soprattutto in Italia dove non c'è la tv via cavo. Questa è la chiara visione strategica di Vivendi, pienamente condivisa e sostenuta da Vincent Bolloré".

Sulla banda ultralarga e le cosiddette zone a fallimento di mercato, il presidente di Tim è intervenuto così: "E' una situazione che ho ereditato e che devo rivedere. Penso che avere due operatori che investono nelle medesime aree non sia ottimale né economicamente valido. E probabilmente così non si crea l'infrastruttura più efficiente. Sono aperto e pronto a considerare la situazione nell'interesse del Paese, dei clienti e degli azionisti dei soggetti coinvolti". "Se sarei pronto anche a scorporare la rete? Ho letto molto su questo. Sono disponibile, nel rispetto del Governo, a partecipare a una discussione aperta: non ho preconcetti, a patto che la strategia sia sviluppata nell'interesse di tutti gli stakeholder di Tim", ha fatto sapere de Puyfontaine. A proposito, infine, del caso Fincantieri-Stx, il manager ha evidenziato: "Credo che la questione ruoti attorno alla capacità di mantenere in Europa il bagaglio di conoscenze accumulato negli anni, anziché condividerle con paesi terzi. Questo è il solo cantiere navale francese in grado di costruire navi militari per la difesa. Capisco che sia una situazione strana, ma non posso immaginare che sia irrisolvibile".

 

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