Torino, 16 giu. (LaPresse) – Si è conclusa con un accordo separato la vertenza per lo stabilimento Bottero di Trana, attiva a livello globale nella produzione di macchinari e impianti per l’industria del vetro e per l’industria elettronica, che nel marzo scorso aveva avviato una procedura di licenziamento per 48 lavoratori sui 116 dell’impianto. La Fiom, che insieme alla Fim aveva chiesto che tutti gli esuberi fossero su base volontaria, non ha firmato l’intesa, perché, sottolineano i metalmeccanici della Cgil, “sei dipendenti hanno dichiarato la loro opposizione, ma verranno comunque licenziati dall’azienda, in quanto nel testo sottoscritto dalla Fim-Cisl viene prevista questa procedura”.

“È intollerabile – dichiara Edi Lazzi, responsabile della Lega di Collegno della Fiom – che si conduca una trattativa in cui l’obiettivo prioritario è quello di tutelare i lavoratori dal licenziamento unilaterale dell’impresa e quando l’obiettivo è stato praticamente raggiunto l’estremismo dell’impresa e il voltafaccia di un’organizzazione sindacale hanno mandato a monte un lavoro fatto correttamente, e d’accordo con i lavoratori, fino a quel momento”. Secondo Lazzi, “l’assessore regionale al Lavoro Pentenero sapeva che l’obiettivo era a portata di mano: ci stupisce che nelle sue dichiarazioni sostenga che è stata trovata una soluzione con la non opposizione al licenziamento quando questo non è assolutamente vero”. Il sindacalista della Fiom aggiunge inoltre che “le assemblee svolte nello stabilimento di Trana non hanno dato nessun mandato alla firma dell’accordo poiché una vera votazione non c’è stata”. “Tutto questo sapendo che non sarebbe comunque stato corretto fare votare i lavoratori a favore del licenziamento di una parte dei loro colleghi”, conclude Lazzi.

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