Milano, 28 mag. (LaPresse) – “Oggi non ho richieste né intendo lamentarmi con il Governo di alcunché. Gli chiedo semplicemente di non smarrire la determinazione, perché questa è la precondizione necessaria, indispensabile per cambiare il nostro Paese“. Così Giorgio Squinzi nella sua relazione all’assemblea annuale di Confindustria in corso all’Expo.
Squinzi si è poi concentrato sul tema Europa: “In Europa la sola istituzione che agisce davvero è la Bce” che non può sostituirsi agli Stati, “occore un colpo d’ala. La politica deve riacquistare il ruolo e la dignità dei padri fondatori“. Se così non sarà, “l’Europa stenterà” lasciando “simboli freddi, burocratici”, “all’Europa mancano anima e cuore, non mi piace” ha detto Squinzi.
In Europa “ad un anno dalle elezioni” da cui era arrivata “una domanda forte di politiche a favore della crescita e dell’occupazione, poco è cambiato e gli investimenti languono”. Così Giorgio Squinzi nella sua relazione all’assemblea annuale di Confindustria che si svolge all’Expo di Milano. Sul piano Juncker, Squinzi evidenzia “una dimensione ridotta, molti dubbi da chiarire sul suo funzionamento e nessuna garanzia che attivi spesa aggiuntiva”.
“I legami fra dinamica dei salari e miglioramenti della produttività devono essere resi più forti e stringenti” e “questo tipo di contrattazione è utile alle imprese e a chi vi lavora, e i contratti collettivi nazionali devono incoraggiare ad andare in questa direzione” ha aggiunto Squinzi “La funzione del contratto collettivo nazionale di categoria è tra le altre – aggiunge – accompagnare con intelligenza questo processo, evitando che le imprese siano costrette a sommare i costi di due livelli di contrattazione”. La nostra autonomia, conclude Squinzi “va difesa, ma è tale solo se esercitata con responsabilità e concretezza”.
Italia e Grecia. La crisi greca “affrontata al suo emergere iniziale sarebbe già risolta” ma “si è gonfiata di orgoglio e rigidità”. Così Giorgio Squinzi nella sua relazione all’assemblea annuale di Confindustria. “L’esito è incerto” aggiunge Squinzi in merito alla trattativa, “il default greco, anche senza l’uscita dalla moneta unica non aiuterebbe il rilancio dell’economia europea e la timida ripartenza italiana“.
Ospite dell’Expo, Squinzi non ha mancato di sottolineare l’importanza dell’evento. “Expo è il simbolo più bello di una nuova stagione e i milioni di visitatori stranieri che stanno arrivando in Italia ci danno nuova fiducia in noi stessi, quella che ultimamente avevamo un po’ smarrito”. Così Giorgio Squinzi nella sua relazione all’assemblea annuale di Confindustria.
“L’industria avrà anche in questo secolo un ruolo chiave ed è protagonista di una nuova rivoluzione già cominciata” ha aggiunto Squinzi “La politica industriale è tornata al centro dell’agenda di governi” spiega Squinzi, “ciò non vuol dire che la turbo finanza sia stata sconfitta, ma la politica e l’economia sembrano finalmente consapevoli che produrre e non speculare sia l’unica strada ragionevole per rispondere ai bisogni della società e darle una crescita non effimera”.

