Sgombero Baobab. Il presidente: "Violati e senza parole. Ma ci riorganizzeremo"

E' il quarto sgombero: "Sono venuti con i blindati... Ma noi non siamo una zona franca. Siamo un centro di aiuto dove dei disperati cercano supporto. Non capiamo a cosa serva cacciarci"

"Violati e senza parole". Così si sentono gli attivisti di 'Baobab Experience' a Roma, dopo lo sgombero del presidio di piazzale Maslax. Lo racconta a LaPresse il presidente, Roberto Viviani.

Ci racconta com'è andata?
"Lo sgombero è iniziato questa mattina, intorno alle 7.15. Sono arrivati blindati e macchine di polizia e carabinieri in numero esagerato a presidiare i tre ingressi del campo, tre cancelli che sono sempre aperti. Dentro c'erano 136 persone che sono state già portate all'ufficio immigrazione. Vengono da diverse parti dell'Africa soprattutto, ma anche dal Pakistan".

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha detto che non saranno più tollerate zone franche. È una zona franca il presidio di piazzale Maslax?
"Assolutamente no. È un posto dove dei disperati cercano supporto per avere servizi fondamentali. Non diamo fastidio a nessuno: qui non ci sono condomini o attività commerciali. Siamo in mezzo al nulla, è un parcheggio abbandonato nel nulla. Forniamo cibo, vestiti e alcune associazioni, tra cui Medici Senza Frontiere, vengono quattro volte a settimana per i presidi sanitari. Organizziamo anche corsi di lingue e di sport, forniamo l'informativa legale e l'assistenza psicologica. È un posto aperto per la cittadinanza strappato al razzismo, che non passa per i veleni di Salvini".

Quante volte vi hanno sgomberati?
"Di sgomberi pesanti ne abbiamo subìti quattro, ma la polizia è venuta almeno 20 volte. Abbiamo resistito molte volte agli sgomberi fisici delle tende".

Dopo l'ufficio immigrazione queste persone dove andranno?
"Saranno lasciate per strada a Tor Cervara, senza un'alternativa. Il Comune aveva promesso a mezzo stampa che avrebbe sistemato 170 migranti, ma ha trovato posto solo per 75".

Vi riorganizzerete?
"Sì, ci riorganizziamo. Offriremo il nostro supporto come e dove potremo. Non capiamo questa soluzione a chi giova in città. Non capiamo quale sia il vantaggio. Di certo non abbiamo intenzione di andare fuori dal raccordo per salvaguardare chissà quale concetto di decoro"..

Come vi sentite?
"È sintomatico che nasca qualcosa dal basso in città che porta servizi agli ultimi, si auto-organizza e che le istituzioni mettano il bastone tra ruote in maniera miope. Il Comune ha dimostrato di saper risolvere i problemi sociali a Roma solo con le ruspe e la polizia.

C'è supporto del governo...
"Certo, gli sciacalli sono sempre pronti a parlare e agire".

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