Bari, manifestanti anti Salvini attaccati da CasaPound: "Colpiti con cinghie e spranghe"

Due gli uomini feriti. Tra gli aggrediti anche l'europarlamentare Eleonora Forenza

Torna la violenza nelle strade di Bari. Venerdì sera cinque persone di ritorno dalla manifestazione antirazzista Mai con Salvini nel quartiere Libertà sono state aggredite da un gruppo di militanti di estrema destra con cinghie e spranghe. Due sono rimaste ferite.

A denunciare l'accaduto è l'europarlamentare Eleonora Forenza, coinvolta in quello che definisce un "attacco squadrista". "Stavamo tornando a casa dalla manifestazione quando ci siamo fermati ad assistere una donna di colore con un passeggino che non aveva il coraggio di passare di fronte alla sede di CasaPound di via Eritrea", ha raccontato la deputata. "Un gruppo di militanti è venuto verso di noi. Ci siamo allontanati perché c'erano dei bambini, ma loro ci hanno seguito e colpito con spranghe e cinghie". E su Facebook ha postato la foto di un fazzoletto insanguinato.

I cinque sono stati colpiti con violenza e due di loro sono stati ricoverati e dimessi sabato mattina. Si tratta dell'assistente di Forenza, Antonio Perillo, portato al pronto soccorso con una grave ferita alla testa, e di Claudio Riccio, esponente di Sinistra Italiana. 

Il video pubblicato dal profilo Facebook di Potere al Popolo mostra alcune cariche della polizia e uno dei feriti che spiega: "Camminavo per strada e mi hanno picchiato"

La questura ha identificato una trentina di militanti di CasaPound che sostavano fuori da via Eritrea quando è avvenuta l'aggressione. Ma i giovani di estrema destra si difendono: "A Bari non c'e' stata nessuna aggressione squadrista, ma un tentativo di assalto alla nostra sede da parte dei manifestanti anti-Salvini", dichiara CasaPound Italia in una nota.

"Come mostrano chiaramente le foto che abbiamo diffuso il corteo era finito da tempo in un'altra zona della città ma gli antifascisti invece di disperdersi hanno cercato di arrivare in via Eritrea, dov'e' la nostra sede, per assaltarla. Quello di cui possono accusarci è solo di aver difeso il nostro diritto a esistere di fronte a chi ci vorrebbe cancellare dalla faccia della terra". 

Anche il ministro Matteo Salvini ha condannato l'accaduto. "Se uno pesta un altro essere umano, può essere giallo rosso o verde, ma il suo posto è la galera".

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