Nell’impronta 33 non ci sarebbe sangue. È la conclusione, a quanto si è appreso, della consulenza sulla traccia palmare trovata sulla parete delle scale della villetta di via Pascoli a Garlasco, depositata oggi dalla difesa di Andrea Sempio contro le ultime relazioni dei pm di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007. Secondo i consulenti della difesa resterebbe valido il test di certezza eseguito nel 2007, che aveva dato esito negativo. L’esame era stato fatto direttamente sulla traccia sul muro, mentre l’intonaco era stato grattato in un secondo momento solo per estrarre il Dna.
La relazione contesterebbe anche il metodo delle analisi che sostengono la presenza di sangue. I software di elaborazione delle immagini, per la difesa, possono misurare colori e livelli di grigio ma non stabilire la natura biologica di una sostanza. La ninidrina usata per evidenziare la traccia reagisce infatti anche con il sudore e non indica l’emoglobina. Sulle scale sarebbe presente un’altra impronta con la stessa reazione, ritenuta estranea alla dinamica del delitto. Per i consulenti si tratterebbe di depositi che possono essere precedenti all’omicidio. La difesa avrebbe infine condotto prove su pannelli murari con sangue diluito, che avrebbero confermato l’affidabilità del test del 2007.
Consulenza della difesa di Sempio: l’impronta della scarpa è taglia 40
L’impronta insanguinata della scarpa trovata nella villetta di via Pascoli a Garlasco sarebbe più compatibile con una taglia 40 che con una 42. È quanto emerge, a quanto si è appreso, dalla consulenza calzaturiera depositata oggi dalla difesa di Sempio contro le ultime relazioni dei pm di Pavia. L’esito, se confermato, scagionerebbe oltre a Sempio anche Alberto Stasi, condannato in via definitiva per il delitto, che porta il 42.
Per il confronto i consulenti della difesa avrebbero utilizzato diverse paia di scarpe Frau usate, di varie taglie, e una scansione tridimensionale sovrapposta alla traccia. L’analisi si sarebbe concentrata sull’impronta rilevata dai Ris sul pavimento del bagno, ritenuta la più completa tra quelle lasciate dalla suola a pallini. Secondo la difesa la misura esterna della suola non coincide con quella del piede. Per risalire alla taglia reale andrebbe considerato lo spazio interno della scarpa.

Taccia: “Non può essere indagato a vita, meglio il processo”
“Andrea Sempio non può essere indagato a vita, tanto vale andare a processo e accertare una volta per tutte la realtà dei fatti, perché se no non vive più”. Lo ha detto l’avvocata Angela Taccia, che difende il 38enne con il collega Liborio Cataliotti, all’uscita dal tribunale di Pavia. Taccia ha definito “molto probabile” la richiesta di rinvio a giudizio per l’omicidio di Chiara Poggi. Sulla scelta tra rito abbreviato e ordinario la difesa deciderà quando arriverà la richiesta. “Ci riuniremo e capiremo i passi da fare”, ha spiegato la legale.
Sull’abbreviato, Taccia ha detto di avere avviato ricerche sulla possibilità di accedervi anche alla luce della differenza tra vecchia e nuova disciplina. “Può essere tutto, può essere niente”, ha aggiunto. Per l’udienza preliminare Cataliotti ha ipotizzato la primavera del 2027. “Mi servirebbe la sfera di cristallo”, ha commentato Taccia precisando che si tratta solo di ipotesi.
Taccia: “Dai nostri accertamenti non è sulla scena del crimine”
“Andrea Sempio per noi, ma devo dire anche per gli accertamenti tecnici e scientifici, non è su quella scena del crimine“, ha detto ancora Taccia. Tre delle cinque relazioni depositate oggi dalla difesa riguardano quella traccia. “Abbiamo impiegato tanto tempo, tanti consulenti, ciascuno con una competenza diversa”, ha spiegato Taccia. Secondo la legale si tratta di accertamenti nuovi, non di una ripetizione di quelli del 2007, e hanno coinvolto professionisti che vanno “dal progettista di scarpe all’ortopedico”. “Siamo contenti che accertamenti da parte di più esperti che neanche si conoscevano tra di loro abbiano fornito gli stessi esiti”, ha aggiunto.
Per questo la difesa ritiene che un’eventuale perizia debba essere collegiale e si augura un accertamento in contraddittorio sul piede del 38enne. Per i consulenti della difesa l’impronta corrisponde a una taglia intorno al 40. “Se Andrea Sempio ha un piede che non corrisponde ed è incompatibile con l’impronta dell’assassino, che è l’unica certezza in quella casa relativa al 13 agosto, va da sé che non è l’assassino di Chiara Poggi”.

