In cima alle previsioni i protagonisti dell’azione umanitaria e della difesa dei diritti. Ma gli scommettitori inseguono, forse, anche una sorpresa in arrivo dallo Spazio. Alla vigilia dell’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2026, in programma venerdì 9 ottobre a Oslo, cresce la febbre per il toto-nomi per l’ambito riconoscimento e la curiosità di conoscere chi succederà alla venezuelana María Corina Machado.
I favoriti
Gli esperti Sisal concordano sul fatto che nella corsa al premio le Emergency Response Rooms del Sudan, reti di volontari che operano nell’assistenza alla popolazione durante il conflitto nel paese africano, partono in pole position: sono proposte a 5,00, davanti all’attivista ucraino per i diritti dell’infanzia Mykola Kuleba, a 7,50, e a Save the Children, data a 9,00. Tra le altre organizzazioni papabili figurano anche la Corte internazionale di giustizia, a 12, l’Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, a 16. Il Comitato per la protezione dei giornalisti, impegnato nella difesa della libertà di stampa in tutto il mondo, è offerto a 20. Da ricordare che, se il regolamento del Nobel prevede che il premio venga assegnato a individui, il Nobel per la Pace fa eccezione: finora 28 organizzazioni si sono viste assegnare il riconoscimento.

Tra i candidati anche la Stazione spaziale internazionale
La possibile sorpresa del Nobel 2026, però, potrebbe arrivare da molto più lontano, da circa 400 chilometri dalla Terra. Anche la Stazione Spaziale Internazionale, inserita tra le 287 candidature presentate, è proposta a 20 su Sisal.it. Una candidatura insolita, ma solo in apparenza, poiché da oltre 25 anni la Iss rappresenta uno degli esempi più longevi di cooperazione scientifica internazionale e, anche negli anni segnati dalla guerra in Ucraina e dal deterioramento dei rapporti geopolitici, ha continuato a vedere lavorare insieme astronauti e cosmonauti di Paesi contrapposti sulla Terra. Il trionfo della Stazione spaziale internazionale, inoltre, cadrebbe proprio durante la World Space Week, la Settimana mondiale dello Spazio, una celebrazione internazionale della scienza e della tecnologia e del loro contributo al miglioramento della condizione umana.

Gli altri nomi: dal Vaticano e Julian Assange a Trump e Musk
In corsa anche il Vaticano: l’ipotesi di vedere il premio assegnato a Papa Leone XIV è offerta a 40. Decisamente più staccati ci sono il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, dato a 100, nome che ritorna con costanza nella storia del premio, e due figure agli antipodi: Donald Trump e l’attivista Greta Thunberg, le cui chance di aggiudicarsi il riconoscimento sono ancora più ridotte, essendo entrambi offerti a 150. Come accaduto lo scorso anno, il presidente Usa ribadisce di meritare il riconoscimento: “Ho risolto otto guerre. Ho riportato a casa tutti gli ostaggi. Ho fatto cose che nessun altro ha mai fatto, ho salvato milioni e milioni di vite”, ha dichiarato il tycoon, “ho impedito forse la totale distruzione del mondo, perché l’Iran non avrà mai un’arma nucleare”. Ancora più difficile, secondo gli esperti Sisal, sarebbe vedere il Nobel nelle mani del fondatore di Tesla, Elon Musk: un’opzione proposta a 500.

